Il rifugio che accoglie

Ecco un bell’editoriale dell’amico Enrico Camanni tratto dall’ultimo numero del web magazine Dislivelli (febbraio-marzo 2021)

La distinzione tra rifugio o albergo si fa sempre più labile. Oggi il rifugio è un luogo che accoglie e rifocilla l’escursionista, ma è anche un crocevia d’incontro di scambio. E come sempre, più la città è distante, più il rifugio acquista senso.

Spesso ci si chiede: ma quello è un rifugio o un albergo? La domanda è legittima perché la distinzione appare sempre più aleatoria, ma un modo per distinguerli esiste. Se le parole hanno un senso, anche il più solido rifugio di montagna dovrebbe essere un ricovero provvisorio. Un rifugio è sé stesso nella bufera, nel temporale, nella notte, nel bisogno. Per qualcuno nella catastrofe. Quando il 21 dicembre 2012 la profezia Maya paventò la fine del mondo, ci fu chi si preparò a fuggire in un rifugio di alta montagna.

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Storia di un soccorso in Romania

In questi tempi pandemici è difficile immaginarsi il futuro ed allora riemerge il passato col proprio vissuto e coi propri ricordi. Ecco dunque un episodio un po’ particolare relativo ad un trekking in Romania.

Questo racconto vuole semplicemente essere un omaggio ed un ringraziamento agli amici rumeni di Salvamont, l’organizzazione del soccorso in montagna, che opera sulla catena dei Carpazi, in Transilvania nel cuore della Romania. Tanto per capire: i Carpazi, a dispetto delle loro altezze non vertiginose, sono un gruppo di montagne impervie e niente affatto banali. Eravamo partiti per la traversata dei Monti Fagaras, il gruppo di montagne e cuore dei Carpazi che comprendo le più alte cime della Romania, il Negoiu 2537 m ed il Moldoveanu 2543 m. Il gruppo di escursionisti era composto da 18 persone del CAI di San Vito al Tagliamento e del CAI UGET di Torino; iniziò il trekking con una prima tappa da Cabana Poiana Neamtului a Cabana Negoiu. L’ambiente è quello di vaste foreste di conifere sovrastate da impervie e rocciose vette: contrasto tra silvestri radure e monti severi.

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Otto marzo, si sale di quota. Donne in montagna, variazioni sul tema

Maria Antonia “Tona” Sironi, alpinista, traduttrice e scrittrice; Anna Torretta, guida alpina; Eleonora Saggioro, gestrice di rifugio, e Hildegard Diemberger, docente di antropologia sociale all’Università di Cambridge, saranno ospiti della redazione di Montagne360 e de Lo Scarpone per parlare di alta quota, culture, vita e lavoro in montagna. L’appuntamento, organizzato dal Club alpino italiano per festeggiare la Giornata internazionale della donna, è per lunedì 8 marzo 2021 alle ore 18.30, in diretta social su Facebook e Youtube, sui canali ufficiali del Cai

Cai Otto marzo

Cosa ha significato ieri e cosa significa oggi per una donna scegliere la montagna e l’alpinismo come orizzonte di vita? Qual è la condizione delle donne in culture ed economie profondamente legate alle altissime quote come quelle himalayane? E cosa comporta oggi svolgere una professione di montagna?

Quattro donne di generazioni diverse con la montagna come punto di riferimento

A rispondere a queste, e ad altre domande, nella diretta social “Otto marzo, si sale di quota. Donne in montagna, variazioni sul tema” saranno Maria Antonia “Tona” Sironi, alpinista, traduttrice e scrittrice; Anna Torretta, guida alpina; Eleonora Saggioro, rifugista e Hildegard Diemberger, docente di antropologia sociale. Quattro donne di generazioni diverse, che hanno fatto della montagna il proprio punto di riferimento, la propria professione e una scelta di vita. Continua la lettura di Otto marzo, si sale di quota. Donne in montagna, variazioni sul tema

Sulle tracce del lupo

VENERDI’ 12 MARZO ORE 17,30
ISCRIZIONE GRATUITA
Per iscriversi inviare mail a conferenze@unitrevenaria.it

In questo periodo vi è una diffusione fuorviante tra a mass media, riviste locali e social vari: informazioni a volte non corrette e non obiettive riguardanti il lupo.
“Ma il lupo è così pericoloso?
Perché è nato il conflitto tra uomo e lupo?
Perché la sua presenza è importante per la natura?
A cosa serve il monitoraggio del lupo? In cosa consiste?
E’ giusto prendere decisioni non controllate?”
Sono le domande che ci poniamo!
In questo incontro cercheremo di dar risposte soddisfacenti, dato che non siamo tecnici, ma semplici volontari CAI; volontari formati dalla Life Wolf Alps, e cercheremo di chiarire, in modo conciso, tutto ciò che riguarda il comportamento del lupo e la sua evoluzione.
Il CAI non solo si occupa di alpinismo, escursionismo ecc., ma anche di ambiente, la conoscenza, lo studio e la tutela dell’ambiente sono priorità che sempre ha perseguito.
Conoscere, informare, educare e sensibilizzare sono priorità che il CLUB ALPINO ITALIANO si impegna di divulgare.

La speleologia ai tempi del Covid

Segregati in casa a causa delle note limitazioni, ci siamo detti che questo momento, privo di alternative maggiormente allettanti, fosse un’opportunità unica per portare il catasto speleologico di Piemonte e Valle d’Aosta finalmente online.

Dall’idea è quindi nato il progetto che, pur non riscontrando entusiasmo a livello delle istituzioni regionali, è invece stato accolto e realizzato sotto l’egida dell’Agsp.

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È in edicola Meridiani Montagne “Prealpi Liguri e Finalese”

Meridiani Montagne è la rivista di montagna e di cultura alpina più diffusa e amata in Italia. Ogni monografia accompagna con passione alla scoperta delle più belle cime dell’arco alpino, un territorio che custodisce molteplici identità culturali, ambientali, naturalistiche ed etnografiche, tradizioni e storie senza tempo. Ogni numero di Meridiani Montagne presenta in modo esaustivo la meta senza tralasciarne il percorso storico e antropologico e affrontando tutti i modi di viverla: l’alpinismo, l’escursionismo, le passeggiate, la cucina, i libri.
PREALPI LIGURI E FINALESE 

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Gianluca Gasca: mi sono perso in Appennino

Un viaggio lungo la spina dorsale di un’Italia dimenticata dal turismo e dai villeggianti moderni. Il racconto di un Appennino che resiste. Vuole essere questo il libro “Mi sono perso in Appennino” (Ediciclo Editore), scritto da Gian Luca Gasca dopo aver compiuto a fine 2016 un percorso, con il supporto del Club alpino italiano, in parte con i mezzi pubblici e in parte a piedi, per cercare di raccontare una montagna diversa da quella delle consuete salite alpinistiche.
Durante il viaggio, l’autore ha incontrato diverse personalità del mondo appenninico, come Francesco Guccini, Michele del Giudice, Luca Calzolari e Stefano Ardito. Continua la lettura di Gianluca Gasca: mi sono perso in Appennino

Franco Perlotto: le mie scalate solitarie

Al nostro rifugio Monte Bianco in Val Veny con l’amico Alex Campedelli, che da qualche mese ne è il gestore,  possiamo trovare un collaboratore di eccezione: l’amico Franco Perlotto.
Franco è stato negli Anni 70-80 uno dei più grandi alpinisti, non soltanto italiani. Purtroppo di buona parte della sua intensissima attività di quel periodo resiste scarsa eco soprattutto perché fu fatta spesso in solitaria.
Di seguito un suo breve pensiero su quel fantastico momento della sua vita …
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Il Monte Thabor in sci: fiore dai mille petali

L’amico Carlo Crovella regala per il nostro sito un articolo di scialpinismo sul Monte Thabor (Valle Stretta), che ha riscosso ampi consensi nelle precedenti pubblicazioni.
(pubblicato su caitorino.it/montievalli il 12 febbraio 2019 e su GognaBlog il 12 dicembre 2020 )

Il Monte Thabor è la vetta più conosciuta della Valle Stretta. Anzi, sovente è l’unica vetta conosciuta della Valle Stretta, specie in versione scialpinistica. Da un lato ciò testimonia l’importanza del Thabor, dall’altro è sensibilmente riduttivo nei confronti delle numerose possibilità scialpinistiche offerte da questa bellissima valle.

Infatti la Valle Stretta, poco più in là di Bardonecchia (quindi a un’ora e mezza scarsa da Torino) annovera quasi una cinquantina di itinerari sciistici, se consideriamo i due fianchi orografici e la testata. Di questi itinerari la maggior parte presenta caratteristiche di sci ripido e quindi travalica gli obiettivi e l’attività di uno scialpinista tradizionale. Ma resta una ventina di percorsi di stampo tradizionale, uno più intrigante dell’altro e spesso poco conosciuti alle nuove generazioni di scialpinisti. Inoltre si può sguinzagliare la fantasia e inanellare numerose combinazioni dei percorsi base, creando dei giri ad anello (quelli che i francesi chiamano “boucle”), moltiplicando così le possibilità quasi all’infinito. Continua la lettura di Il Monte Thabor in sci: fiore dai mille petali

ACTION DIRECTE è con i CAI torinesi!

Quante volte ci siamo chiesti “ma dove posso andare a far risuolare i miei scarponi? …. le mie scarpette d’arrampicata?”  … ed allora ecco la risposta con una bella e giovane inziativa imprenditoriale che ci dà la soluzione e con un’interessante convenzione viene incontro ai soci CAI delle sezioni torinesi …

La realtà Action Directe nasce nel 2018 da tre scalatori, inseriti da più di 10 anni nell’ambiente della montagna, con l’intento di creare il primo laboratorio a Torino di riparazione e rigenerazione delle calzature legate al mondo dell’outdoor.

Dopo un primo periodo servito a prendere confidenza ed acquisire la manualità necessaria in questo mestiere, nel febbraio del 2020, per dare più spazio alle proprie ambizioni, l’azienda si trasferisce ai Docks Dora Torino in un vecchio locale di produzione liquori degli anni ’60, trasformandolo con materiali di recupero, in laboratorio di calzoleria.

La società ha una Mission ben precisa: fornire un servizio di alta qualità, dedicato a chi vive la montagna e gli sport outdoor in generale, offrendo una consulenza specifica e tempi veloci di riconsegna.  Continua la lettura di ACTION DIRECTE è con i CAI torinesi!