Biâl dâ Diaou – Perrero

Dal bellissimo sito de La Valdesina riproponiamo questo bel racconto, pubblicato il 02/01/2015, che narrà di un’importante ed interessante opera di ingegneria idraulica in veste di leggenda …  occasione per visitare questo luogo di interesse storico e culturale.

Ciao!
In Val Germanasca, andando verso Massello, potrete vedere un’antica canalizzazione su una parete rocciosa sulla vostra sinistra. Questa costruzione viene chiamata biâl dâ Diaou, ovvero “canale del diavolo”, e questa leggenda spiega il perché.

Vedete i resti del canale alle mie spalle sulla parete rocciosa?

Un uomo aveva tre figlie e, dividendo le sue proprietà, alla più bella toccò la borgata del Bessè (lou Bëssè). Questa borgata all’epoca era poco più che un casolare e, a causa della sua posizione, era circondata da campi di segale davvero miseri perché non c’era modo di irrigarli a dovere. Per prendere anche solo un po’ d’acqua per la casa bisognava scendere la ripidissima riva rocciosa del torrente Germanasca rischiando di fare un brutto capitombolo.
Il contadino affidò a degli operai esperti la costruzione di un canale che permettesse di portare l’acqua a fino al Bessè. Gli uomini lavorarono duramente per giorni e giorni, ma sulla conclusione del lavoro si trovarono davanti una ripida parete di roccia difficile da scalfire e non poterono terminare il lavoro. Il contadino, che non si voleva dare per vinto, decise di consultare una fata.

A mezzanotte andò ad incontrarla e lei, dopo aver ascoltato la sua storia, cominciò a camminare avanti e indietro borbottando formule magiche. Improvvisamente, con gran stupore dell’uomo, apparve il diavolo in persona! «Cosa volete?» disse il diavolo. «Potresti finire il canale per l’acqua che queste persone non riescono a terminare?» chiese la fata. «Posso farlo ma a patto che al termine dei lavori la bella ereditiera del Bessè sia mia!» rispose il diavolo. «Va bene – accordò la fata – purché tu finisca il lavoro in una settimana, entro domenica mattina, prima che il gallo canti».

Pensate a che fatica costruire su una parete così ripida!

Il padre della ragazza spaventatissimo si infuriò con la fata, perché aveva promesso al diavolo la sua bella figliola. La fata, però, gli disse di non preoccuparsi: aveva in mente un piano!
Il diavolo lavorò duramente per tutta la settimana e sabato sera il lavoro era quasi concluso. Poche ore prima dell’alba, quando non restavano che poche rocce da togliere per far sgorgare l’acqua, la fata andò nel pollaio con una lanterna. La luce, anche se non era quella del sole, svegliò il gallo che iniziò a cantare a squarciagola.
Il diavolo sentì il canto del gallo proprio quando mancava pochissimo al termine della sua fatica e per la rabbia si dice che si gettò nel Germanasca e non si fece mai più rivedere.

Ecco dove il diavolo si gettò, folle di rabbia!

Come arrivare qui
Da Pinerolo andate verso Perosa Argentina. Da qui svoltate verso Perrero. Al bivio per Prali proseguite verso destra in direzione Massello / Salza. Proseguite per circa 2,5 Km su questa strada e alla vostra sinistra potrete vedere la canalizzazione.

 

Quegli attrezzi arrivati dalla Svizzera

Dal Altri Spazi dell’amico Alessandro un bell’articolo su Adolfo, Paolo e Camillo Kind (quando la storia dello sci s’intreccia con quella di una famiglia).
Articolo di Amedeo Macagno (già pubblicato su Rivista della Montagna, Dimensione sci, n. 219, dicembre 1998)

Dicembre 1914. Paolo Kind, al centro, sulla Punta Fraitéve.Come mai la storia dello sci italiano è così strettamente legata a un ingegnere svizzero emigrato in Italia per motivi di lavoro che compera, forse per caso, il libro di Nansen, Attraverso la Groenlandia con gli sci e decide così di provare questi «sconosciuti legni da neve»?

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MONTAGNE: animali, pietre e persone

Alessandro Vicario è dei gemelli come segno zodiacale, del Toro come Fede calcistica. Ha appreso i rudimenti del disegno e della pittura dal papà Giancarlo Vicario (1939 – 2021), rubandogli il mestiere quando lo guardava dipingere, e dal Maestro Bruno Blanc (1946 -2021) che l’ha pure iniziato all’intaglio e alla calcografia.
Ama camminare e salire sulle montagne, quello che osserva in questo suo girovagare, di visibile e non, lo trasporta su carta.
Questi sono i 40 disegni di Montagna – animali, pietre e persone, che ha esposto nello studio di architettura che condivide con la sorella e che era del papà. Continua la lettura di MONTAGNE: animali, pietre e persone

E’ in edicola dal 9/1 MERIDIANI MONTAGNE “Mont Vélan e Valle del Gran San Bernardo”

Meridiani Montagne è la rivista di montagna e di cultura alpina più diffusa e amata in Italia. Ogni monografia accompagna con passione alla scoperta delle più belle cime dell’arco alpino, un territorio che custodisce molteplici identità culturali, ambientali, naturalistiche ed etnografiche, tradizioni e storie senza tempo. Ogni numero di Meridiani Montagne presenta in modo esaustivo la meta senza tralasciarne il percorso storico e antropologico e affrontando tutti i modi di viverla: l’alpinismo, l’escursionismo, le passeggiate, la cucina, i libri.

“MONT VÉLAN E VALLE DEL GRAN SAN BERNARDO”
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Scialpinismo sulle nevi del Mediterraneo

Questo articolo è stato pubblicato sul primo numero di “Dimensione Sci”, una rivista veramente unica nel panorama dello sci-alpinismo, sia per la ricchezza di itinerari proposti, sia per l’autorevolezza di diversi autori, personaggi noti nel modo dello scialpinismo e non solo, sia per la varietà di argomenti trattati. Qui viene ripreso un mio piccolo contributo concernente una meta un po’ particolare; lo ripropongo all’inizio di una nuova stagione scialp col fine di stimolare la ricerca di luoghi inaspettati e appartati, che al tempo stesso danno grandi soddisfazioni.
Lorenzo Barbiè

Scialpinismo sulle Nevi del Mediterraneo …
Ovvero la traversata in sci dell’isola di Creta

L’idea era nata diversi anni addietro: si era nutrita nel tempo di immagini sfumate ma contrastanti fra loro di due mondi, il mare e le nevi, che si uniscono e si fondono all’origine della nostra civiltà e della nostra storia. Punto nodale di una ipsilon perfetta le cui estremità sono Europa, Asia ed Africa, Creta è da sempre sospesa tra realtà e miti. Terra fatta per sognare: sogni di mare, di navi fenicie e greche, di profumi e colori, di assedi sanguinosi, di mezzelune e leoni veneziani, di pirati e mercanti, di giovani sacrificati e di mostri umani, di Dei sornioni e nascosti. Forse si poteva ancora immaginare un’avventura fatta di montagne e di neve, di piccoli villaggi, di vita semplice, di incontri casuali ed imprevedibili.

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Auguri!

Carissime Socie, carissimi soci,
Il 2021, che sta volgendo al termine, è stato ancora un anno difficile per l’emergenza sanitaria dalla quale ci auguriamo di uscire presto.
Se dobbiamo essere “positivi” (ops!) la privazione dei primi mesi dell’anno forse è servita a farci apprezzare meglio ciò a cui avevamo rinunciato: la bellezza delle nostre cime e delle nostre valli che abbiamo ripreso a godere!
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La Scuola SUCAI Torino compie 70 anni

di Carlo Crovella

Questo articolo, consegnato a molte testate di informazione in qualità di comunicato stampa per i 70 anni della Scuola SUCAI, deve prevedere una doverosa premessa per gli amici dell’Uget. Può sembrare irriverente, infatti, celebrare sul sito dell’Uget i fasti di un’altra scuola di Torino, come se uno juventino scrivesse i suoi hurrà su un “magazine” granata (o viceversa). E’ vero: il mio cuore profondo è sucaino. Lo è per tradizione famigliare, ma ancor di più per coinvolgimento personale. Sono entrato, quindicenne, nella Scuola SUCAI come allievo (metà anni ’70), sono diventato istruttore a cavallo dell’80, sono stato Direttore nel biennio ’85-87 e più volte componente della Direzione. Da allora con la Scuola SUCAI ho mantenuto un rapporto costante, che, a fasi alterne (per le più varie vicende della vita), è oscillato dal coinvolgimento diretto come istruttore alla collaborazione ideologica, culturale ed organizzativa. Il primo amore non si scorda mai: le celebrazioni per i 70 anni della SUCAI mi stanno coinvolgendo molto, sia sul piano affettivo che operativo. Detto questo, va precisato che nel corso della mia esistenza, non solo scialpinistica, sono entrato in contatto con la scuola “cugina”, quella appunto dell’UGET. Mia moglie Elena ne fa parte storicamente e, inevitabilmente, sono stato tirato dentro anche io, già nel corso degli anni ‘90. Mi si è aperta una ricca pagina di esperienze tecniche e di conoscenze umane. Infatti sono stato accolto con estrema cordialità e di questo voglio qui ringraziare gli amici ugetini. Da alcuni decenni mi trovo quindi a tenere i piedi in due scarpe “scialpinistiche”, a volte con qualche complicazione, ma spesso con doppia gratificazione. Ho potuto constatare di persona che la Scuola UGET non ha nulla da invidiare alla SUCAI: la qualità dell’insegnamento, la professionalità della gestione, la simpatia dell’ambiente (nonché la bellezza delle gite) sono di tutto rispetto. Sta di fatto che in questo periodo si completa un importante compleanno della Scuola SUCAI e penso che ogni scialpinista torinese possa trovare interessante uno specifico flash sulle origini e sull’evoluzione di tale Scuola (C.C.). Continua la lettura di La Scuola SUCAI Torino compie 70 anni

Natale 2021: FERRINO è con il CAI UGET!

Anche per quest’anno FERRINO e C. S.p.A., leader nel outdoor a 360 gradi,  vuole rendere importante, in un momento particolarmente difficile, il prossimo Natale offrendo una GIFT CARD dal valore di euro 30 in vendita ai soci del CAI UGET al prezzo promozionale di euro 25 (buono spendibile entro il 30/06/22).
Una bellissima idea regalo con i beneficiari che potranno altresì godere dello sconto 20% riservato ai soci CAI UGET.
Per acquisto e/o altre info rivolgetevi al FERRINO STORE in corso Matteotti 21 a Torino o inviate una mail a pvto@ferrino.it …. affrettatevi!