Archivi categoria: Rifugi

Il rifugio che accoglie

Ecco un bell’editoriale dell’amico Enrico Camanni tratto dall’ultimo numero del web magazine Dislivelli (febbraio-marzo 2021)

La distinzione tra rifugio o albergo si fa sempre più labile. Oggi il rifugio è un luogo che accoglie e rifocilla l’escursionista, ma è anche un crocevia d’incontro di scambio. E come sempre, più la città è distante, più il rifugio acquista senso.

Spesso ci si chiede: ma quello è un rifugio o un albergo? La domanda è legittima perché la distinzione appare sempre più aleatoria, ma un modo per distinguerli esiste. Se le parole hanno un senso, anche il più solido rifugio di montagna dovrebbe essere un ricovero provvisorio. Un rifugio è sé stesso nella bufera, nel temporale, nella notte, nel bisogno. Per qualcuno nella catastrofe. Quando il 21 dicembre 2012 la profezia Maya paventò la fine del mondo, ci fu chi si preparò a fuggire in un rifugio di alta montagna.

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Rifugio Monte Bianco: nuova gestione

Nuova gestione al Rifugio Monte Bianco, meglio conosciuto in Vallée come Rifugio CAI UGET. Dopo 31 anni ininterrotti di gestione, Marco Champion lascia per la meritata pensione.
Ecco allora Alex Campedelli, presidente delle guide alpine di Courmayeur, ingegnere, tecnico del soccorso alpino, che, seppure alla prima esperienza come gestore, vanta comunque una discreta pratica per aver lavorato nei rifugi negli anni giovanili e per averli frequentati a lungo per lavoro.

 

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CAI UGET per l’AMBIENTE al RIFUGIO GASTALDI

Fatale fu l’ascensione alla Ciamarella quando alcune amiche Ugetine, pernottando al Rifugio Gastaldi, vengono a sapere dal gestore, l’ugetino Roberto Chiosso, del progetto di bonifica dell’area utilizzata anni addietro come discarica del rifugio.

Detto fatto: Elisa ha lanciato il passa parola, Arianna ha portato in Consiglio CAI UGET l’iniziativa per la sua approvazione, quindi al motto di CAI UGET per l’AMBIENTE il progetto s’ha da fare. Continua la lettura di CAI UGET per l’AMBIENTE al RIFUGIO GASTALDI

Adesso cominciano ad essere un po’ tanti i giorni …

Ecco qui un bellissimo racconto dell’amico e gestore del rifugio Selleries, Massimo Manavella

Oggi è il 12 di maggio, martedì. Ed avremo raggiunto le 9 settimane di Selleries chiuso per la Pandemia.

Cosa possa raccontare un rifugio chiuso non ne abbiamo bene l’idea.

Sulla fine un deposito di mercanzia e faccende umane, senza umanità in circolazione ha poco senso di essere, gli viene a mancare la sua funzione: il suo scopo.

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L’arte di guardare le montagne dalla finestra di una cucina

Grazie all’amico Nino Malavenda, gestore del rifugio Vaccarone in alta Val di Susa, per questo bellissimo racconto autobiografico …

Mi piace pensare che il mio amore per le montagne sia nato “nel” mare, come le Alpi che si sono innalzate dai fondali marini.

La mia storia è iniziata a più di mille chilometri di distanza dalle Terre Alte di cui sono diventato abitante senza che nulla lasciasse presagire che un giorno avrei fatto un simile cambiamento.

É iniziata imparando a nuotare prima ancora che a camminare e poi di seguito a pescare, remare e a fare ogni altro genere di attività marina. Senza sosta estate e inverno… una passione lunga tutta l’adolescenza.

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Di quell’ultima volta che andammo a vedere il plenilunio!

Il rifugio Arp d’estate è il punto di partenza per le escursioni verso le punte e gli innumerevoli laghi circostanti.  In inverno meta di sciatori e ciaspolatori ripaga la fatica della salita con la vista dall’alto, nel vallone di Palasinaz, su tutte le montagne della alta val d’Ayas.   Il plenilunio del fine settimana di febbraio, ci aiuterà a camminare nella vastità della notte illuminando i passi sulla neve. I laghi innevati di Valfredda e/o il lago della Battaglia saranno la meta della mattina successiva.

Il nostro rifugio Guido Rey era la meta ed avremmo dovuto dormire in tenda nella notte del plenilunio di febbraio.  Che non fosse l’anno dei migliori lo dovevamo capire dal fatto che il Rey era chiuso e della notte in tenda non se ne parlò proprio. Il plenilunio però sarebbe giunto ugualmente ed il fascino di una camminata notturna al chiaro di luna non potevamo mancarla. Condizioni meteo permettendo. Il meteo fu clemente e la escursione notturna si fece.

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Willy Jervis: alpinista, partigiano, eroe

Nel settantacinquesimo anno dalla Liberazione (25 aprile 1945) vogliamo ricordare un uomo, Willy Jervis,  che per questa causa per questa idea ha offerto la sua vita …
“Non piangetemi, non chiamatemi povero. Muoio per aver servito un’idea”.
Ripercorriamo questa emozionante storia attraverso l’articolo a cura di Gabriele Richetti pubblicato sul suo blog  Il vaso di Terracotta che vi invitiamo a visitare.

Una storia partigiana di alta montagna e vero coraggio.

Guglielmo Jervis era un piemontese d’adozione. Discendente da una famiglia inglese, era nato a Napoli nel 1901, si era laureato in ingegneria a Milano e aveva ottenuto un posto a Ivrea nel 1935 come Direttore della scuola apprendisti meccanici della Olivetti.

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Nuova via dal Gonella per il Bianco!

Monte Bianco, un nuovo percorso attrezzato dal Rifugio Gonella lungo la Cresta delle Aiguilles Grises, evitando il pericoloso transito sul Glacier du Dôme

È chiodata e parzialmente attrezzata la Cresta delle Aiguilles Grises, un’alternativa al percorso classico della normale italiana con  partenza dal Rifugio Gonella; percorso il più sicuro per l’ascensione del Monte Bianco, anche se rimane uno tra i più lunghi come sviluppo e dislivello. Continua la lettura di Nuova via dal Gonella per il Bianco!