Tutti gli articoli di Elena

“Basta con le staffe!!”: il Grand Capucin di Gian Piero Motti e Dino Rabbi

In attesa di sentircelo raccontare dall’amico Corradino Rabbi sabato prossimo 17 luglio dalle ore 10,30 al rifugio Montebianco ecco da GognaBlog dell’amico Alessandro Gogna un bellissimo articolo scritto e pubblicato da un giovanissimo Gian Piero Motti dopo una ripetizione della via Bonatti-Ghigo al Grand Capucin.

Della grande produzione di scritti di Gian Piero Motti pubblichiamo per ultimo quello che probabilmente è stato il primo articolo da lui pubblicato, il racconto di una salita primaverile alla parete est del Grand Capucin con l’amico Dino Rabbi.

Capucin (GPM 083) di Gian Piero Motti
(pubblicato su Bollettino della GEAT n. 3-4 del 1967)

«Basta con le staffe!», brontola Dino sbucando da un ennesimo strapiombo; da ore sotto di noi non vediamo che il bianco del ghiacciaio e la fatica comincia a farsi sentire.

Siamo agli ultimi tiri di corda sulla parete est del Grand Capucin. Da circa nove ore non facciamo altro che agganciare e sganciare staffe, non facciamo altro che passare da un chiodo all’altro con arrampicata dura, faticosa e monotona. Il sole da un po’ ci ha lasciati, siamo alla fine di aprile e fa ancora decisamente freddo. Oltre tutto il tempo sta cambiando, il Bianco infatti si va incappucciando di neri nuvoloni per nulla simpatici. Comincia a nevicare. Continua la lettura di “Basta con le staffe!!”: il Grand Capucin di Gian Piero Motti e Dino Rabbi

1951 – 2021: i settant’anni della Bonatti-Ghigo al Grand Capucin

Sabato 17 luglio 2021 alle ore 10.30 siete Tutti  invitati al nostro Rifugio Monte Bianco in Val Veny per ricordare la grandissima impresa di Walter Bonatti e Luciano Ghigo alla parete est del Grand Capucin a settant’anni dalla sua realizzazione (23 luglio 1951).
Vogliamo soprattutto ricordare il nostro socio Luciano Ghigo, già consigliere della sezione e presidente del Gruppo Alta Montagna che ha legato il suo nome a questa difficile via. Continua la lettura di 1951 – 2021: i settant’anni della Bonatti-Ghigo al Grand Capucin

È in edicola MERIDIANI MONTAGNE “Monte Rosa Alagna e Macugnaga”

Meridiani Montagne è la rivista di montagna e di cultura alpina più diffusa e amata in Italia. Ogni monografia accompagna con passione alla scoperta delle più belle cime dell’arco alpino, un territorio che custodisce molteplici identità culturali, ambientali, naturalistiche ed etnografiche, tradizioni e storie senza tempo. Ogni numero di Meridiani Montagne presenta in modo esaustivo la meta senza tralasciarne il percorso storico e antropologico e affrontando tutti i modi di viverla: l’alpinismo, l’escursionismo, le passeggiate, la cucina, i libri.

“Monte Rosa Alagna e Macugnaga”
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“Walter Bonatti. Stati di grazia”, ha aperto la mostra al Museo Nazionale della Montagna di Torino

L’esposizione è curata da Roberto Mantovani e Angelo Ponta e privilegia un filo narrativo inedito che indaga la relazione di Bonatti con l’ambiente naturale

Bonatti di fronte alla Laguna San Rafael, fiordi patagonici cileni, 1971 © Museo Montagna

Il 22 giugno ha aperto la mostra “Walter Bonatti  Stati di grazia. Unavventura ai confini delluomo”. Ospitata al Museo Nazionale della Montagna di Torino, l’esposizione è dedicata al grande alpinista ed esploratore nel decennale della sua scomparsa.

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La montagna di corsa: solo un’inutile fatica?

Per la rassegna
I giovedì della libreria

Libera escursione tra le pagine dei libri “MARCIA ALPINA” e “TRA I GIGANTI DEL TOR DES GEANTS”.

Gli autori sono, rispettivamente, Carlo Degiovanni e Luca Dalmasso e l’editore è Paolo Fusta. Due libri che raccontano l’antico ed il nuovo testamento dello sport che penetra i boschi e scala le montagne.

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Trekking ad anello fra i bivacchi dell’alta Val Susa

Testo di Carlo Crovella – Foto di Elena Barni e Carlo Crovella

Ripresento qui l’articolo pubblicato sul numero di maggio di Montagne 360 (Rivista CAI), ringraziando la relativa redazione per la collaborazione. L’occasione è favorevole per proporre il testo originale dell’articolo, nonché il corrispondente corredo fotografico, purtroppo compressi nell’edizione cartacea per inevitabili esigenze di spazio (C.C).

Elena e Carlo in vetta al Giasset. Foto Arc. C. Crovella

Chi mi conosce sa che non amo i nuovi rifugi e i nuovi bivacchi. Ritengo che ormai ci siano troppi manufatti umani in quota: salvo rare eccezioni, i luoghi ideali come basi d’appoggio per successive ascensioni/traversate sono stati occupati da molto tempo.

Spesso i nuovi fabbricati non hanno una finalità logistica, ma rispondono più che altro al desiderio di ricordare una persona scomparsa. Non intendo mancare di rispetto a questa nobile sensibilità, ma è tempo che l’intera comunità degli appassionati di montagna si ponga il problema di come contenere l’eccesso di costruzioni in quota. Continua la lettura di Trekking ad anello fra i bivacchi dell’alta Val Susa

da SportRoccia 1985 a Tokyo 2020(21) … l’evoluzione dell’arrampicata sportiva

Stasera, mercoledì 16/06/21 dalle ore 21, con una diretta online abbiamo avuto  il piacere d’incontrare i protagonisti della prima competizione internazionale di arrampicata!

Se non hai potuto assistere alla serata questi i link per vedere la registrazione:
facebook
youtube
per potersi iscrivere sul nostro canale youtube il link è …
Canale YouTube CAI UGET Torino

In cammino nei parchi: il video e la gita!

Quando nel mese di maggio, raccogliendo l’invito di organizzare un’escursione sociale nelle aree protette della nostra regione, non avevamo idea di poter organizzare  nel fine settimana del 12 e 13 giugno un’attività sociale con i soci partecipanti causa pandemia COVID e le norme sanitarie restrittive. Quindi abbiamo pensato di realizzare in alternativa un evento in remoto che permettesse  comunque di descrivere e raccontare il territorio che si sarebbe auspicato percorrere a piedi.
Noi del CAI UGET Torino, per sostenere questa iniziativa interessante abbiamo coinvolto i nostri soci che numerosi hanno inviato delle foto di panorami, animali, filmati di qualche gita fatta e documentata nei nostri parchi regionali, quali Orsiera Rocciavrè, Gran Bosco di Salbertrand, Val Troncea, Alpe Veglia Devero, Monviso, Orrido di Foresto e Chianocco, Ciciu del Villar, Laghi di Avigliana.

Da tutto questo materiale, sulle note del nostro Coro CAI UGET, è stato realizzato da Emilio, Valeria e Beppe, nostri accompagnatori ORTAM, un bellissimo video in sintonia con lo spirito della iniziativa.


Poi con la ripresa dell’attività sociale si è programmata la gita sociale di domenica prossima 13/06/21 quando Valeria, Emilio e Roberto, nella giornata “In cammino nei Parchi”, vi porteranno nella riserva dei CICIU del VILLAR all’imbocco delle valli Maira e Varaita. Saliremo poi sul Monte San Bernardo (m.1625) riscendendo al Santuario di Valmala.
Le iscrizioni entro la serata di giovedì 10/06/21 comunicando: Cognome/Nome/Sezione CAI
Tramite: mail dei capigita o commgite@caiuget.it e/o messaggio whatsapp/SMS (scarica QUI la locandina).
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Verdon: la nascita di un mito

Dal GognaBlog dell’amico Alessandro un bell’articolo a cura di Carlo Crovella con la traduzione dei testi francesi di Agnes Dijaux

Il Verdon al pari di Yosemite è una tappa obbligatoria. Un luogo magico per gli arrampicatori attratti dal suo influsso. Come grandi poli magnetici, le falesie sono i motori dell’evoluzione sportiva dell’arrampicata.

Il Verdon è un mito, non c’è dubbio. Anzi, nell’arrampicata, è “il” mito per antonomasia: forse solo Yosemite riesce a stargli alla pari. Il Verdon è più di casa, per noi europei, sia geograficamente che emotivamente: ogni arrampicatore, anche il più scarso e il più classico, freme quando lo sente nominare.

Dapprima abbiamo visto le pareti dal basso, percorrendo il torrente verso il lago finale. Poi siamo stati trascinati da altri compagni, più ginnici sulla roccia, e abbiamo provato la strizza delle doppie e lo sbandamento emotivo nel risalire vie improbabili, almeno per noi. Siamo usciti che, come si dice in piemontese, “ricordavamo solo più nome e cognome”.

A ben vedere abbiamo salito itinerari che, probabilmente, sono fra i più abbordabili di questo santuario, figuriamoci il resto. Ma è bastato perché il Verdon entrasse sotto pelle anche a noi “classiconi”.

Copertina di Vertical, ottobre-dicembre 1988: Jibé Tribout su Séanse Tenante


Imbattersi nei mostri sacri a zonzo per La Palud, scambiare due parole con loro in coda alle doppie, inventarci ogni mezzo per risalire le famose placche bombate, non parliamo poi delle fessure… Tutto ciò ci ha fatto percepire la vastità del mito. Due-tre puntate sono state sufficienti per comprendere che quel mito non si dimentica mai più, ti resta dentro per sempre.

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Il Pacific Crest Trail di Lorenzo Barbiè

Lorenzo Barbiè è da oltre cinquant’anni un nostro socio UGET, ma è anche dal 1982 un istruttore alla Scuola nazionale di alpinismo “G. Gervasutti” del CAI Torino oltre ad essere autore di guide alpinistiche, sci alpinistiche ed escursionistiche.
In questo periodo di lockdown ci ha fatto sognare con i suoi bellissimi racconti.
Lorenzo, con il soprannome Wolker Wolf,  è stato il primo italiano a percorrere per intero il sentiero delle creste del Pacifico “Pacific Crest Trail”, un cammino lungo 4287 km che attraversa alcuni tra i luoghi più iconici degli Stati Uniti Occidentali, collegando il confine messicano a quello canadese.
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