Tutti gli articoli di Elena

In cammino nei PARCHI (13/06/21 – 9°edizione)

“In cammino nei Parchi” ha come scopo principale la promozione della conoscenza e della frequentazione delle Aree Protette nazionali attraverso un approccio lento, responsabile e in sintonia con i principi dello sviluppo Sostenibile. Un procedere lento, attento e curioso, un procedere utilizzando i sentieri, vere e proprie infrastrutture del territorio, infrastrutture a basso impatto, molto spesso curate e mantenute dal volontariato CAI che testimoniano antichi percorsi sui quali per secoli sono transitati e transitano uomini, merci e idee. 

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I briganti del Monte Servin

Dal bel sito Valdesina.it, che vi consiglio di visitare, riproponiamo questa bella leggenda ambientata nella Valle d’Angrogna già pubblicata il 9 giugno 2017 …  

Ciao!

La leggenda che vi racconto oggi è ambientata nel territorio di Angrogna, in Val Pellice, e i suoi protagonisti sono un gruppo di briganti e un ragazzo qualunque che per un giorno si è trasformato in un eroe.

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È in edicola MERIDIANI MONTAGNE “Sas Dla Crusc e Val Badia”

Meridiani Montagne è la rivista di montagna e di cultura alpina più diffusa e amata in Italia. Ogni monografia accompagna con passione alla scoperta delle più belle cime dell’arco alpino, un territorio che custodisce molteplici identità culturali, ambientali, naturalistiche ed etnografiche, tradizioni e storie senza tempo. Ogni numero di Meridiani Montagne presenta in modo esaustivo la meta senza tralasciarne il percorso storico e antropologico e affrontando tutti i modi di viverla: l’alpinismo, l’escursionismo, le passeggiate, la cucina, i libri.

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Dolomieu, geologo esploratore

Dal GognaBlog dell’amico Alessandro un bell’articolo di Carlo Crovella

Quelle montagne dalle caratteristiche molto particolari, incardinate fra Trentino, Veneto ed Alto Adige, si sono conquistate, nel tempo, diversi appellativi: Monti Pallidi, Giardino di Rose, “paracarri” (durante la polemica fra occidentalisti e orientalisti).

Il loro nome ufficiale è Dolomiti, in onore del geologo francese che identificò per primo la roccia che le compone.

Dolomieu è un classico figlio dell’Illuminismo, l’età del lumi, e si inserisce nella folta schiera di esploratori mossi da obiettivi scientifici. Questa schiera comprende nomi altisonanti come Horace-Bénédict De Saussure, Charles Darwin, Alexander von Humbold e mille altri. Si tratta di personaggi che, per il desiderio di soddisfare la loro curiosità scientifica, hanno contribuito all’esplorazione dei territori, non solo in montagna.

Dolomieu non è famoso per aver realizzato eclatanti ascensioni nelle Dolomiti, ma la sua vita avventurosa è interessante a prescindere dai monti Pallidi.

Jean Guibal, conservatore presso il Musée Dauphinois di Grenoble, con una copia dell’unico ritratto di Dolomieu, dipinto da Angelica Kauffmann nel 1789 quando il geologo francese era trentanovenne.

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Lo Zaino

Riceviamo da Fulvio Scotto, neo presidente CAAI Occidentale 

Cari amici,

In questi giorni di tempo incerto e di situazione generale ancor peggio per le nostre uscite verso le montagne, può far piacere avere qualcosa da sfogliare che un po’ di montagna ce la porti in casa…

Sperando di far cosa gradita vi inoltro il link di questa interessante e ricca pubblicazione che sicuramente molti di voi già conoscono

Scarica QUI Lo Zaino n. 14

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IL “GIALLO” DELLA BICICLETTA SUL MONVISO

Cosa ci fa un telaio di bicicletta sotto la vetta del Monviso, a 3500 metri? Chi ce l’ha portata? E, soprattutto, tra le varie versioni dell’accaduto, qual’è quella vera?

Un telaio di bicicletta di color arancione, arrugginito, senza ruote né manubrio, a quasi 3500 metri di altitudine, non è propriamente un ritrovamento normale, anche per chi pratica alpinismo ed è abituato a veder le cose da un “alto” punto di vista.

Sta di fatto che il telaio in questione si trova da molti anni tra le rocce della cresta est, sotto la vetta del Monviso (3841 mt.), in un punto che non è percorso da un vero e proprio sentiero e per questo fuori dalla vista di molti che salgono da lì.

La sua presenza, tuttavia, è cosa nota e risaputa e quando Giovanni Giustetto da Villafranca Piemonte, classe 1980, alpinista per passione, ci si è imbattuto quest’estate in occasione della sua ultima ascensione al “gigante di pietra”, ha pensato che sarebbe stato interessante saperne di più e ne ha parlato con alcuni funzionari del Parco del Monviso, con cui da tempo collabora fornendo foto e spunti interessanti.

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La segnaletica del ciclista: educazione e sicurezza

Tantissimi tra i nostri soci conciliano l’amore per la montagna con quello per la bici. Molti hanno (ri)scoperto quest’amore durante il periodo di chiusura per l’emergenza pandemica.
Si pratica all’aperto, a contatto con la natura e lontano dagli assembramenti: pedalare in sella ad una bici è dunque una delle attività motorie più apprezzate del momento. 

I “vecchi ciclisti” lo sanno: andando in gruppo è buona educazione dare continuamente segnalazioni a chi sta seguendo. Le indicazioni non sono mai troppe, visto che si sta parlando di sicurezza, ed è bene sapere quali sono i gesti non scritti ma conosciuti da tutti che aiutano gli altri a capire cosa succede davanti.

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Lo speciale di Meridiani Montagne svela il Sentiero Italia CAI

Il racconto in anteprima e il “Best of” in 12 reportage inediti

Uno Speciale di Meridiani Montagne in uscita martedì prossimo celebra, in anteprima, la nascita del Sentiero Italia CAI.

Una storia italiana lunga e bellissima, nata agli inizi degli anni ottanta dalla visione sognatrice di un gruppo di camminatori esperti, che ha purtroppo rischiato di finire nel dimenticatoio. A “salvarla” i soci e i volontari del Club alpino italiano che, come per le migliori invenzioni, si sono prodigati per trasformare un’eccezionale idea in un patrimonio collettivo da lasciare alle generazioni future. Il risultato è un tracciato completo, da nord a sud e isole comprese, segnalato e mantenuto con cura: “un’autostrada verde” di oltre 7 mila chilometri con circa 500 tappe in 20 regioni.

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