“Lungo il futuro del Po”

il documentario a impatto zero che racconta passato, presente e futuro del più lungo fiume d’Italia

Si può realizzare un documentario a impatto zero? Si, e “Lungo il futuro del Po” ne è la dimostrazione. “Diventa un dovere quando si vogliono affrontare i temi dell’ecologia, dell’ambiente e della crisi climatica” commentano i registi Gian Luca Gasca e Giacomo Piumatti.

“Lungo il futuro del Po” è la storia di un viaggio sostenibile alla scoperta del più lungo fiume d’Italia che da Pian del Re, ai piedi del Monviso, si distende come un serpente tortuoso bagnando la pianura padana per 652 chilometri. Attraversa quattro Regioni e unisce un’infinità di popolazioni che da secoli vivono sulle sue sponde. Le sfaccettature di queste genti costituiscono i tasselli di un mosaico che dona al correre del fiume una storia e un’umanità, quasi fosse personificazione di un Paese. Persone, incontri, capaci di raccontare passato, presente e futuro della vita sulle sponde del fiume, di un fiume che ha permesso alla pianura di fiorire. Ecco allora che nasce “Lungo il futuro del Po”, un docufilm che cerca di raccontare gli accadimenti che interessano il fiume con piene e secche sempre più frequenti. Continua la lettura di “Lungo il futuro del Po”

CAI e AMBIENTE

Sabato 20 novembre a Torino, nella sede del CAI UGET Torino al Parco della Tesoriera, si terrà un incontro organizzato dalla Commissione TAM LPV, valido come aggiornamento per Operatori TAM, relativo ai tre documenti approvati nella scorsa estate dal Consiglio Centrale del CAI. Tali documenti esprimono in modo chiaro ed inequivocabile la posizione del Club Alpino Italiano su tematiche ambientali attuali collegate ai programmi del PNRR. I relatori hanno collaborato alla stesura dei testi e in questa occasione sono disponibili a dialogare con i partecipanti per chiarire eventuali dubbi. Continua la lettura di CAI e AMBIENTE

A tutto campo, in ricordo di Guido Pasquero

Venerdì 19/11 alle ore 21 nel nostro salone UGET, Lorenzo Barbiè ricorderà il socio ed amico Guido Pasquero. Ecco la presentazione della serata …

Come amico e come compagno di avventure mi sento in dovere di commemorare questo personaggio, socio della nostra sezione sin da tempi remoti. E’ sempre stata una figura un po’ defilata nonostante la sua attività abbia toccato tutte i campi della montagna: dall’arrampicata (con alcune prime insieme a Giancarlo Grassi), allo scialpinismo, allo sci di fondo, e poi escursionismo, trekking, canyonig etc. Non per nulla l’audiovisivo che sarà presentato si intitola “A Tutto Campo”.
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Coro “Edelweiss”: il concerto del 70° anniversario (1950 – 2020)

 Conservatorio “Giuseppe Verdi”, piazza Bodoni a Torino – Sabato 13 novembre 2021, ore 21

Il Coro “Edelweiss” del CAI Torino, diretto da Marcella Tessarin, si appresta a festeggiare con voi questo eccezionale traguardo; e per rendere l’evento davvero speciale vi sarà un’ospite d’onore: la Camerata Corale “La Grangia”, diretta da Mario Barbero. Continua la lettura di Coro “Edelweiss”: il concerto del 70° anniversario (1950 – 2020)

E’ in edicola da novembre MERIDIANI MONTAGNE “Asiago e Monte Grappa”

Meridiani Montagne è la rivista di montagna e di cultura alpina più diffusa e amata in Italia. Ogni monografia accompagna con passione alla scoperta delle più belle cime dell’arco alpino, un territorio che custodisce molteplici identità culturali, ambientali, naturalistiche ed etnografiche, tradizioni e storie senza tempo. Ogni numero di Meridiani Montagne presenta in modo esaustivo la meta senza tralasciarne il percorso storico e antropologico e affrontando tutti i modi di viverla: l’alpinismo, l’escursionismo, le passeggiate, la cucina, i libri.

“Asiago e Monte Grappa”
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LA CAPPELLA DEL THABOR, FINALMENTE SI PARTE!

Il 17 ottobre 2021, una squadra composta da tre architetti francesi è venuta a visitare la cappella Notre-Dame dei Sette Dolori del Monte Thabor per analizzare i problemi strutturali.

È necessario ricordare che questa antica cappella è sempre stata l’oggetto di culto con un pellegrinaggio molto popolare il 16 luglio e un altro il 24 agosto, molto seguito dalla popolazione di Melezet, Les Arnauds, e Bardonecchia (ma anche dai villaggi circostanti) da almeno il XVI secolo.

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L’INFORTUNIO AL GINOCCHIO IN MONTAGNA

Sarà capitato anche a voi di sentire raccontare di infortuni banali le cui conseguenze si sono protratte a lungo nel tempo o, viceversa, di ruzzoloni raccontati come spettacolari che si sono risolti con molti meno danni: è solo sfortuna nel primo caso? È solo fortuna nel secondo?
La medicina non è la scienza della fortuna: essa esamina i traumi del ginocchio avvenuti in montagna durante la pratica delle nostre attività dal punto di vista razionale per fare in modo che prevenire, trattare e riabilitare abbiano il rispettivo massimo risultato possibile.
Lo scopriremo con due medici diversamente esperti di questo particolare aspetto della montagna. Continua la lettura di L’INFORTUNIO AL GINOCCHIO IN MONTAGNA

C’ERA UNA VOLTA IL GAM (GRUPPO ALTA MONTAGNA)

Mi piace cominciare questa storia come iniziavano, un tempo, le fiabe che si raccontavano ai bambini.
… C’era una volta a Torino il GAM, glorioso Gruppo della Sezione UGET del Club Alpino Italiano. Era stato fondato nel 1946 e si spense nel 1981. Ricorrono perciò nel 2021 i quaranta anni dalla sua scomparsa …

CONNOTAZIONE SOCIALE DELL’ALPINISMO TORINESE PRIMA E DOPO LA GUERRA – LA NASCITA DEL G.A.M. 1946

L’alpinismo torinese di punta dell’anteguerra ha una collocazione medio borghese, i suoi esponenti principali sono: avvocati, ingegneri, professionisti, artisti, studiosi. La così detta “classe operaia” è quasi assente. Nell’immediato dopoguerra tale collocazione appare invertita, i giovani che dopo la morte di Gervasutti, rilanciano l’alpinismo torinese sono in prevalenza operai e hanno vissuto, da adolescenti, il dramma della guerra. Le loro disponibilità economiche sono scarse ed essi raggiungono le grandi montagne a prezzo di pesanti sacrifici.
Con l’obiettivo di unire e sostenere questi nuovi protagonisti nel 1946 nasce il GAM (Gruppo Alta Montagna) che, non a caso, trova origine nella sezione UGET che, tra le due sezioni torinesi, è quella dalla fisionomia più proletaria. Il GAM si propone di raccogliere gli scalatori con attività alpinistica rilevante al fine di promuovere la formazione di cordate in grado di affrontare le più difficili scalate dell’attualità. Continua la lettura di C’ERA UNA VOLTA IL GAM (GRUPPO ALTA MONTAGNA)

CHARLIE chiama TANGO

Il treno arriva puntuale alle 13:41 alla stazione di Bardonecchia. Esco, mi guardo intorno. Non è cambiato nulla. Zaino in spalle mi incammino nella direzione della valle Stretta. Vallèe Etroite. Un breve tratto da percorrere e sarò in Francia. Dopo i primi passi altrettanto puntuale arriva una chiamata sul cellulare. Da casa vogliono mie notizie. “Sono riuscito a prendere il treno proprio al volo, sto bene e ci sentiamo domani al ritorno” dico per rassicurare tutti.  Conosco perfettamente il percorso che mi separa dalla stazione ferroviaria fino al rifugio che devo raggiungere per trascorrere la notte, ma non scordo di attivare la localizzazione della mia posizione sulla app che mi traccia ad ogni passo, la quale mi fornirà informazioni a posteriori su questa due giorni in montagna. Come si usa fare di questi tempi, potrei anche condividere il mio tracciato gpx in tempo reale con altri della community via social. Potrei. Continua la lettura di CHARLIE chiama TANGO