Sulle tracce del lupo

VENERDI’ 12 MARZO ORE 17,30
ISCRIZIONE GRATUITA
Per iscriversi inviare mail a conferenze@unitrevenaria.it

In questo periodo vi è una diffusione fuorviante tra a mass media, riviste locali e social vari: informazioni a volte non corrette e non obiettive riguardanti il lupo.
“Ma il lupo è così pericoloso?
Perché è nato il conflitto tra uomo e lupo?
Perché la sua presenza è importante per la natura?
A cosa serve il monitoraggio del lupo? In cosa consiste?
E’ giusto prendere decisioni non controllate?”
Sono le domande che ci poniamo!
In questo incontro cercheremo di dar risposte soddisfacenti, dato che non siamo tecnici, ma semplici volontari CAI; volontari formati dalla Life Wolf Alps, e cercheremo di chiarire, in modo conciso, tutto ciò che riguarda il comportamento del lupo e la sua evoluzione.
Il CAI non solo si occupa di alpinismo, escursionismo ecc., ma anche di ambiente, la conoscenza, lo studio e la tutela dell’ambiente sono priorità che sempre ha perseguito.
Conoscere, informare, educare e sensibilizzare sono priorità che il CLUB ALPINO ITALIANO si impegna di divulgare.

La speleologia ai tempi del Covid

Segregati in casa a causa delle note limitazioni, ci siamo detti che questo momento, privo di alternative maggiormente allettanti, fosse un’opportunità unica per portare il catasto speleologico di Piemonte e Valle d’Aosta finalmente online.

Dall’idea è quindi nato il progetto che, pur non riscontrando entusiasmo a livello delle istituzioni regionali, è invece stato accolto e realizzato sotto l’egida dell’Agsp.

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È in edicola Meridiani Montagne “Prealpi Liguri e Finalese”

Meridiani Montagne è la rivista di montagna e di cultura alpina più diffusa e amata in Italia. Ogni monografia accompagna con passione alla scoperta delle più belle cime dell’arco alpino, un territorio che custodisce molteplici identità culturali, ambientali, naturalistiche ed etnografiche, tradizioni e storie senza tempo. Ogni numero di Meridiani Montagne presenta in modo esaustivo la meta senza tralasciarne il percorso storico e antropologico e affrontando tutti i modi di viverla: l’alpinismo, l’escursionismo, le passeggiate, la cucina, i libri.
PREALPI LIGURI E FINALESE 

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Gianluca Gasca: mi sono perso in Appennino

Un viaggio lungo la spina dorsale di un’Italia dimenticata dal turismo e dai villeggianti moderni. Il racconto di un Appennino che resiste. Vuole essere questo il libro “Mi sono perso in Appennino” (Ediciclo Editore), scritto da Gian Luca Gasca dopo aver compiuto a fine 2016 un percorso, con il supporto del Club alpino italiano, in parte con i mezzi pubblici e in parte a piedi, per cercare di raccontare una montagna diversa da quella delle consuete salite alpinistiche.
Durante il viaggio, l’autore ha incontrato diverse personalità del mondo appenninico, come Francesco Guccini, Michele del Giudice, Luca Calzolari e Stefano Ardito. Continua la lettura di Gianluca Gasca: mi sono perso in Appennino

Franco Perlotto: le mie scalate solitarie

Al nostro rifugio Monte Bianco in Val Veny con l’amico Alex Campedelli, che da qualche mese ne è il gestore,  possiamo trovare un collaboratore di eccezione: l’amico Franco Perlotto.
Franco è stato negli Anni 70-80 uno dei più grandi alpinisti, non soltanto italiani. Purtroppo di buona parte della sua intensissima attività di quel periodo resiste scarsa eco soprattutto perché fu fatta spesso in solitaria.
Di seguito un suo breve pensiero su quel fantastico momento della sua vita …
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Il Monte Thabor in sci: fiore dai mille petali

L’amico Carlo Crovella regala per il nostro sito un articolo di scialpinismo sul Monte Thabor (Valle Stretta), che ha riscosso ampi consensi nelle precedenti pubblicazioni.
(pubblicato su caitorino.it/montievalli il 12 febbraio 2019 e su GognaBlog il 12 dicembre 2020 )

Il Monte Thabor è la vetta più conosciuta della Valle Stretta. Anzi, sovente è l’unica vetta conosciuta della Valle Stretta, specie in versione scialpinistica. Da un lato ciò testimonia l’importanza del Thabor, dall’altro è sensibilmente riduttivo nei confronti delle numerose possibilità scialpinistiche offerte da questa bellissima valle.

Infatti la Valle Stretta, poco più in là di Bardonecchia (quindi a un’ora e mezza scarsa da Torino) annovera quasi una cinquantina di itinerari sciistici, se consideriamo i due fianchi orografici e la testata. Di questi itinerari la maggior parte presenta caratteristiche di sci ripido e quindi travalica gli obiettivi e l’attività di uno scialpinista tradizionale. Ma resta una ventina di percorsi di stampo tradizionale, uno più intrigante dell’altro e spesso poco conosciuti alle nuove generazioni di scialpinisti. Inoltre si può sguinzagliare la fantasia e inanellare numerose combinazioni dei percorsi base, creando dei giri ad anello (quelli che i francesi chiamano “boucle”), moltiplicando così le possibilità quasi all’infinito. Continua la lettura di Il Monte Thabor in sci: fiore dai mille petali

ACTION DIRECTE è con i CAI torinesi!

Quante volte ci siamo chiesti “ma dove posso andare a far risuolare i miei scarponi? …. le mie scarpette d’arrampicata?”  … ed allora ecco la risposta con una bella e giovane inziativa imprenditoriale che ci dà la soluzione e con un’interessante convenzione viene incontro ai soci CAI delle sezioni torinesi …

La realtà Action Directe nasce nel 2018 da tre scalatori, inseriti da più di 10 anni nell’ambiente della montagna, con l’intento di creare il primo laboratorio a Torino di riparazione e rigenerazione delle calzature legate al mondo dell’outdoor.

Dopo un primo periodo servito a prendere confidenza ed acquisire la manualità necessaria in questo mestiere, nel febbraio del 2020, per dare più spazio alle proprie ambizioni, l’azienda si trasferisce ai Docks Dora Torino in un vecchio locale di produzione liquori degli anni ’60, trasformandolo con materiali di recupero, in laboratorio di calzoleria.

La società ha una Mission ben precisa: fornire un servizio di alta qualità, dedicato a chi vive la montagna e gli sport outdoor in generale, offrendo una consulenza specifica e tempi veloci di riconsegna.  Continua la lettura di ACTION DIRECTE è con i CAI torinesi!

Le forme della neve

L’amico socio ed accompagnatore Emilio Botto ci regala questo bel racconto di gita sulla neve ai tempi del lockdown

Che fatica svegliarsi la mattina quando da una settimana la pioggia scende ininterrottamente e per di più dopo oltre un mese chiusi in casa!

È ormai trascorso un anno dal primo momento in cui ci siamo, nostro malgrado, trovati ad affrontare questa impensabile epidemia.

Qui intorno è tutto zeppo di acqua ma per lo meno, quasi certamente, più in alto sarà nevicato e la montagna dietro casa si sarà imbiancata” pensai. Mi affacciai alla finestra che guarda a nord, la montagna appunto, ed ebbi la conferma. Neve dalla cima del monte Soglio fino alle case nella frazione più bassa prossima al paese.

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Trilogia delle Valli Sperdute … sotto l’Unghiasse

Quarta ed ultima parte dell’articolo sperimentale, nel senso che è scritto a quattro mani dall’amico Lorenzo Barbiè e da Mario Ogliengo, guida alpina.  Come già sapete dal prologo è multimediale perché durante la lettura sono da attivare i link a brani musicali.
La narrazione, nell’intento degli autori, dovrebbe essere un po’ scanzonatoria ed autoironica, da non prendersi troppo sul serio. Non so se ci sono  riusciti … a voi il giudizio.
“Trilogia delle Valli Sperdute” fa riferimento a 3 gite un po’ speciali,  su montagne “minori”; al tempo in cui sono state fatte erano decisamente sconosciute (forse delle prime scialpinistiche!).
Questa la terza ed ultima delle tre gite  … buona lettura!

L’ottobre scorso si vagabondava su per i sentieri che vanno ai Laghi di Bellagarda, i colori pastello dell’autunno ci accompagnavano. Le Levanne e l’imbuto del Col Perduto si erano già vestiti d’inverno. Un bel gruppo di solidi amici ritorna con i ricordi a tempi andati e a giornate intense vissute negli stessi luoghi, protagonisti di variegate avventure invernali.

Come Plù fa rima con Viù così Crosiasse fa rima con Unghiasse.

Però che nome quest’ Unghiasse, qualcosa di aggressivo, di poco domestico. I nomi esercitano una magia, sono corporei, istintivi o semplicemente evocativi. Continua la lettura di Trilogia delle Valli Sperdute … sotto l’Unghiasse

Trilogia delle Valli Sperdute … dal Plù a Viù

Terza parte dell’articolo sperimentale, nel senso che è scritto a quattro mani dall’amico Lorenzo Barbiè e da Mario Ogliengo, guida alpina.  Come già sapete dal prologo è multimediale perché durante la lettura sono da attivare i link a brani musicali.
La narrazione, nell’intento degli autori, dovrebbe essere un po’ scanzonatoria ed autoironica, da non prendersi troppo sul serio. Non so se ci sono  riusciti … a voi il giudizio
“Trilogia delle Valli Sperdute” fa riferimento a 3 gite un po’ speciali,  su montagne “minori”; al tempo in cui sono state fatte erano decisamente sconosciute (forse delle prime scialpinistiche!).
Questa la seconda delle tre gite  … buona lettura!
Viù fa rima con Plù. Assonanza o attrazione fatale. Non è così importante.  Quello che conta è scovare itinerari sconosciuti, esplorare. Mettiamo in cantiere un nuovo progetto. L’idea è sempre quella: partire alla caccia di montagnone e montagnette ben cariche di neve, nessuna traccia e gloria a palate. Chi meglio di noi dispone di esperienza, determinazione, volontà ed energie per incasinarsi sempre? Siamo pronti a cacciarci nelle peggiori boschine. Col termine “boschina” s’intende “terreno coperto da fitta vegetazione arborea e/o cespugliosa tale da non offrire alcuna opportunità sciatoria”. Si, ma poi c’è (ci dovrebbe) essere il premio con l’impenetrabile sottobosco che dà accesso ad uno sci di qualità, a terreni goduriosi.

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