Gianluca Gasca: mi sono perso in Appennino

Un viaggio lungo la spina dorsale di un’Italia dimenticata dal turismo e dai villeggianti moderni. Il racconto di un Appennino che resiste. Vuole essere questo il libro “Mi sono perso in Appennino” (Ediciclo Editore), scritto da Gian Luca Gasca dopo aver compiuto a fine 2016 un percorso, con il supporto del Club alpino italiano, in parte con i mezzi pubblici e in parte a piedi, per cercare di raccontare una montagna diversa da quella delle consuete salite alpinistiche.
Durante il viaggio, l’autore ha incontrato diverse personalità del mondo appenninico, come Francesco Guccini, Michele del Giudice, Luca Calzolari e Stefano Ardito. Continua la lettura di Gianluca Gasca: mi sono perso in Appennino

Franco Perlotto: le mie scalate solitarie

Al nostro rifugio Monte Bianco in Val Veny con l’amico Alex Campedelli, che da qualche mese ne è il gestore,  possiamo trovare un collaboratore di eccezione: l’amico Franco Perlotto.
Franco è stato negli Anni 70-80 uno dei più grandi alpinisti, non soltanto italiani. Purtroppo di buona parte della sua intensissima attività di quel periodo resiste scarsa eco soprattutto perché fu fatta spesso in solitaria.
Di seguito un suo breve pensiero su quel fantastico momento della sua vita …
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Il Monte Thabor in sci: fiore dai mille petali

L’amico Carlo Crovella regala per il nostro sito un articolo di scialpinismo sul Monte Thabor (Valle Stretta), che ha riscosso ampi consensi nelle precedenti pubblicazioni.
(pubblicato su caitorino.it/montievalli il 12 febbraio 2019 e su GognaBlog il 12 dicembre 2020 )

Il Monte Thabor è la vetta più conosciuta della Valle Stretta. Anzi, sovente è l’unica vetta conosciuta della Valle Stretta, specie in versione scialpinistica. Da un lato ciò testimonia l’importanza del Thabor, dall’altro è sensibilmente riduttivo nei confronti delle numerose possibilità scialpinistiche offerte da questa bellissima valle.

Infatti la Valle Stretta, poco più in là di Bardonecchia (quindi a un’ora e mezza scarsa da Torino) annovera quasi una cinquantina di itinerari sciistici, se consideriamo i due fianchi orografici e la testata. Di questi itinerari la maggior parte presenta caratteristiche di sci ripido e quindi travalica gli obiettivi e l’attività di uno scialpinista tradizionale. Ma resta una ventina di percorsi di stampo tradizionale, uno più intrigante dell’altro e spesso poco conosciuti alle nuove generazioni di scialpinisti. Inoltre si può sguinzagliare la fantasia e inanellare numerose combinazioni dei percorsi base, creando dei giri ad anello (quelli che i francesi chiamano “boucle”), moltiplicando così le possibilità quasi all’infinito. Continua la lettura di Il Monte Thabor in sci: fiore dai mille petali

ACTION DIRECTE è con i CAI torinesi!

Quante volte ci siamo chiesti “ma dove posso andare a far risuolare i miei scarponi? …. le mie scarpette d’arrampicata?”  … ed allora ecco la risposta con una bella e giovane inziativa imprenditoriale che ci dà la soluzione e con un’interessante convenzione viene incontro ai soci CAI delle sezioni torinesi …

La realtà Action Directe nasce nel 2018 da tre scalatori, inseriti da più di 10 anni nell’ambiente della montagna, con l’intento di creare il primo laboratorio a Torino di riparazione e rigenerazione delle calzature legate al mondo dell’outdoor.

Dopo un primo periodo servito a prendere confidenza ed acquisire la manualità necessaria in questo mestiere, nel febbraio del 2020, per dare più spazio alle proprie ambizioni, l’azienda si trasferisce ai Docks Dora Torino in un vecchio locale di produzione liquori degli anni ’60, trasformandolo con materiali di recupero, in laboratorio di calzoleria.

La società ha una Mission ben precisa: fornire un servizio di alta qualità, dedicato a chi vive la montagna e gli sport outdoor in generale, offrendo una consulenza specifica e tempi veloci di riconsegna.  Continua la lettura di ACTION DIRECTE è con i CAI torinesi!

Le forme della neve

L’amico socio ed accompagnatore Emilio Botto ci regala questo bel racconto di gita sulla neve ai tempi del lockdown

Che fatica svegliarsi la mattina quando da una settimana la pioggia scende ininterrottamente e per di più dopo oltre un mese chiusi in casa!

È ormai trascorso un anno dal primo momento in cui ci siamo, nostro malgrado, trovati ad affrontare questa impensabile epidemia.

Qui intorno è tutto zeppo di acqua ma per lo meno, quasi certamente, più in alto sarà nevicato e la montagna dietro casa si sarà imbiancata” pensai. Mi affacciai alla finestra che guarda a nord, la montagna appunto, ed ebbi la conferma. Neve dalla cima del monte Soglio fino alle case nella frazione più bassa prossima al paese.

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