VAL SUSA. ESCURSIONE PER VALORIZZARE LA VALLE DELLA DORA RIPARIA

Testo di Lodovico Marchisio
Foto di Arnaldo Reviglio e Roberta Maffiodo

articolo del 31 maggio 2023

Le sezioni CAI (TAM, GEB, UGET, Sezione di Torino e Intersezionale Valsusa Valsangone) hanno guidato una camminata alla scoperta dei territori lungo la Dora Riparia il 28 maggio 2023.

GLI ORGANIZZATORI: le sezioni del CAI, TAM, GEB, UGET Sezione di Torino, Intersezionale Valsusa Valsangone, La Delegazione FAI della Valle di Susa, Pro Natura Piemonte, i Comuni di Sant’Antonino di Susa, Vaie, Chiusa di San Michele, Sant’Ambrogio di Torino, hanno organizzato la ventesima escursione finalizzata a valorizzare e a far conoscere i territori prossimi al fiume.
La camminata, per un dislivello complessivo di 250 m circa e una lunghezza di 13 km oltre a transitare nei centri storici dei Comuni coinvolti ha toccato anche la borgata Cresto di Sant’Antonino di Susa.

IL COORDINAMENTO DELL’ESCURSIONE: L’intera escursione, coordinata e condotta da Arnaldo Reviglio socio CAI e componente della Delegazione FAI della Valledi Susa, è stata seguita da Lodovico Marchisio, accompagnatore emerito CAI, con l’apporto di Matteo Zanfabro,
UN RICORDO DI AURORA ADINI: Si è anche voluto ricordare la figura della presidente del CAI sezione di Susa, Aurora Adini, prematuramente scomparsa la settimana precedente durante un trekking all’Isola d’Elba.

Descrizione percorso: Quest’anno la prima sosta è in Sant’Antonino di Susa con visite alla Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonino martire, a piccoli edifici di archeologia industriale e alla borgata Cresto. Successivamente si visita a Vaie (Vayes sino al 1937) il Santuario di San Pancrazio, il Museo Laboratorio della Preistoria e il percorso archeologico didattico fra bellissimi castagneti. Si raggiunge poi Chiusa di San Michele con visite a Cappelle, alla Chiesa di San Pietro Apostolo, al Planetario (ex cappella di San Giuseppe) con sottostante sito archeologico. Si prosegue per Sant’Ambrogio di Torino percorrendo ancora la storica ciclo strada della Val Susa che transita a fianco del Lago dei Camosci (un rifugio culturale di bassa montagna ai piedi della Sacra di San Michele) e alla vicina partenza della ferrata Carlo Giorda. Nel centro del paese si visita nella Torre Comunale la mostra archeologica e il piccolo museo delle paste di meliga. Poi dopo aver ammirato la Chiesa Parrocchiale di San Giovanni Vincenzo, il campanile, le storiche fontane del borgo e la cinta muraria si raggiunge la stazione ferroviaria.

A SANT’ANTONINO DI SUSA: Piero Delvecchio, storico locale e attivo nel volontariato culturale, ha illustrato le ricchezze della Chiesa Parrocchiale di Sant’Antonino martire, recentemente oggetto di nuovi elementi portati alla luce, il setificio Gaudin dismesso circa un secolo fa, il Canale Cantarana, la fornace di calce operativa sino al terzo decennio del Novecento

IL PARCO ILSE SCHOLZE MANFRINO: Poi una bellissima mulattiera ha condotti i viandanti alla borgata Cresto dove sono stati piacevolmenteaccolti presso il chiosco del Parco Ilse Scholze Manfrino, luogo anche di educazione ambientale perscuole; successivamente è stata menzionata l’attività di Ilse, cittadina italo tedesca, sfollata da Torino,con amicizie nella frazione, che durante l’occupazione nazifascista si distinse per la collaborazione conle forze partigiane e il soccorso alla popolazione.

VERSO VAIE: Si è poi anche ammirato il castagno secolare, la piccola via caratteristica al centro della borgata, il gioiello settecentesco della Cappella di Santa Brigida d’Irlanda, oggetto di recente importante restauro conservativo. Attraverso castagneti e una distesa prativa (con una vigna residuale) si è raggiunta un’altra bella mulattiera per la discesa a Vaie (Vayes sino al 1937), un paese noto per l’ottima qualità dell’acqua (rinomate le sorgenti del Truc e del Penturetto).

IL MUSEO DELLA PREISTORIA: Una breve sosta presso l’area palustre con uno stagno dove un tempo veniva macerata la canapa eun’altra al Santuario di San Pancrazio, in panoramica posizione sovrastante il paese, già sede dellaParrocchia e Santuario da metà Ottocento, attesi dal priore Marco Cuatti, hanno preceduto la visita alMuseo Laboratorio della Preistoria. Qui si sono potute scoprire le antichissime origini preistoriche localie ammirare un’interessante collezione di oggetti di uso quotidiano nell’Età Neolitica.

A CHIUSA SAN MICHELE PASSANDO DALLA CICLABILE DELLA VALSUSA: Quindi è stato intrapreso il percorso didattico per arrivare al “Riparo Rumiano” e alla capannapreistorica ricostruita, siti caratteristici della storia più antica. Ritornati all’area attrezzata la meritatapausa pranzo con a seguire il melodioso canto “Chiesetta alpina” intonato da Roberta Maffiodo.Percorrendo la storica ciclabile della Valsusa si è raggiunto Chiusa di San Michele, facendo tappa sulconfine comunale presso il ponte sul rio Combalosa per alcuni cenni sul sistema idrografico della Valle.

VISITA A DUE CHIESETTE: Sergio Maritano ha guidato le visite alla Cappella campestre delle Grazie alla chiesetta di S. Croce, un tempo detta anche “del ballo”, con cenni anche alle esondazioni del rio Pracchio, alla casa di Nilo (già osteria con cantine e scuderia e poi bottega di fabbro e sede di centrale elettrica)

GLI SCAVI MEDIOEVALI VICINO AL PLANETARIO: Al Planetario (ex cappella di San Giuseppe) si sono ammirati gli scavi effettuati dal 2003 che hannoportato alla luce le antiche fondazioni risalenti, secondo gli archeologi, ai secoli VI e VII, tali da farpresumere la collocazione dell’edificio all’interno dello sbarramento attraverso la valle conosciuto come“muro longobardo”. Oltre alla spiegazione della signora Maria Sofia è intervenuto qui anche il sindacoFabrizio Borgesa che ha accompagnato il gruppo sino alla Chiesa Parrocchiale di San Pietro Apostolo ealla sua sacrestia.

A SANT’AMBROGIO: Avendo proseguito per Sant’Ambrogio di Torino con transito a fianco del Lago dei Camosci (sito naturalistico e rifugio culturale di bassa montagna ai piedi della Sacra di San Michele) e alla vicina partenza della ferrata Carlo Giorda, alcuni rovesci di pioggia hanno bagnato la comitiva.

IL MUSEO DELLE PASTE DI MELIGA: Sul piazzale della Chiesa dedicata a San Giovanni Vincenzo con il suo possente campanile romanico, si è poi visitato il piccolo museo delle paste di meliga con l’appassionato intervento di Americo Rotatori e la mostra archeologica nella Torre Comunale. Roberta Crisarà ha poi accompagnato i camminatori lungo la cinta muraria, facendo loro ammirare la fontana settecentesca della Rustà una Torre Circolare, la Villa Neveux (sede municipale dal 1957) per raggiungere infine la stazione ferroviaria.