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Adeguamento segnaletica dei Sentieri Collinari Comune di Torino

Il Gruppo Escursionismo TAM – Torino si occupa da molti anni anche della segnaletica dei sentieri, soci CAI Uget e Cai Torino operano nella manutenzione dei Sentieri Collinari di Torino, sotto l’egida di Pro Natura Torino e in collaborazione con altre realtà torinesi.

Da un po’ di tempo è sorta la necessità di rinnovare e adeguare alle norme Regionali la segnaletica sentieristica della collina torinese.

Le associazioni promotrici di questa attività, al momento, sono: Giannone Sport A.S.D., Pro Natura Torino e Gruppo Escursionistico Tam – Torino.
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Le foto presenti nell’articolo sono relative alle prime sostituzioni della segnaletica del Sentiero 12 (dalla passerella sul Po di Italia 61 (230 m) a str. del Mainero e all’Eremo (621 m), lunghezza 6.2 km – dislivello 391 m – tempo di percorrenza: 2h 20′ – percorso di interesse naturalistico), ora ufficialmente ETOC 012 della Rete Patrimonio Escursionistico Regione Piemonte.

La posa della segnaletica procede e si presume che entro la prima metà di gennaio sarà rifatta per tutto il sentiero.

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In prospettiva ci proponiamo di rinnovare la segnaletica dei sentieri rilevati e presenti nel Catasto Regionale dei Sentieri Collina Torinese nel Comune di Torino.

Questa iniziativa è stata promossa da un raggruppamento di associazioni sportive e ambientaliste come contributo volontario al miglioramento della situazione dei sentieri della Collina Torinese.

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L’intervento è focalizzata sulla sostituzione della segnaletica verticale (frecce) dei percorsi che, oltre ad essere ormai deteriorata, presenta sovente difformità numerica rispetto alle tracce GPS presenti in rete e a catasto della Rete Escursionistica Piemontese (vedi sito http://sentieri.ipla.org/index.php/view/map/). Si tratta, dunque, di mettere ordine sul territorio, considerando anche che non tutti i sentieri collinari sono stati rilevati e disponibili sul sito IPLA).

“Sentiero Natura n.12” dalla passerella sul Po di Italia 61 (230 m)  all’Eremo dei Camaldolesi (620 m)

  • Luogo di partenza: Corso Moncalieri – Strada Santa Lucia
  • Percorso segnalato: lunghezza 6.5 Km – dislivello in salita 450 m Tempo di percorrenza: 2h 30’
  • Cartografia: Sentieri della Collina Torinese n° 1 scala 1:15000 – Collina di Torino – Fraternali Editore n° 18 1:25000
  • Bus linea 67 su Corso Moncalieri; bus linea 47 su Piazza Freguglia a Cavoretto; bus 70 su Strada San Vito a Revigliasco; bus Pecetto – Torino all’Eremo
“MAPPA Sentiero Natura – 12 ” dalla passerella sul Po di Italia 61 (230 m)  all’Eremo dei Camaldolesi (620 m)

Chi volesse partecipare alla manutenzione sentieri, personalmente o come Associazione, può scrivere al  Gruppo Escursionistico TAM: tam@caiuget.it

Descrizione “Sentiero Natura” dalla passerella sul Po di Italia 61 (230 m)  all’Eremo dei Camaldolesi (620 m)

Il percorso parte da Corso Moncalieri e risale la ripida Strada Santa Lucia in cui dopo poco confluisce da destra Strada dei Falconieri, con l’itinerario n°11, da questo punto i due itinerari coincidono fino a raggiungere Strada della Creusa. Su Strada Santa Lucia si affacciano alcune ville storiche settecentesche accanto a costruzioni più moderne, tutte circondate da giardini ben curati o da bosco. Raggiunta la Chiesa di San Pietro in Vincoli, la parrocchiale di Cavoretto, si svolta a destra e, seguendo la Strada Parrocchiale, si raggiunge la piazza principale di Cavoretto: Piazza Freguglia dove, nel suo angolo estremo, si trova una fontana. In alternativa, arrivati alla Chiesa Parrocchiale di San Pietro in Vincoli, si può proseguire diritto in via San Rocco e raggiungere in breve il Parco Europa situato alla sommità del paese (vedi percorso n° 11). Da Piazza Freguglia si prosegue, leggermente in discesa, in viale XXV Aprile e, dopo qualche curva, terminate le case, sulla destra inizia il bosco in cui ci si inoltra con un sentiero poco visibile, ma segnalato con palina di legno: Sentiero n°11 e n°12, che sale decisamente fino ad incontrare la strada asfaltata Strada della Creusa (il termine “creusa” indica una strada tortuosa). Si segue la strada asfaltata fino al n. civico 27 dove si continua a sinistra sulla sterrata che più avanti attraversa un piccolo rio, si prosegue sempre su Strada della Creusa con indicazione comune di sentiero n° 11-12 per 2 incroci. Al terzo incrocio, lasciato a destra il percorso n°11, si prosegue e si imbocca il canalino dove ha inizio il Sentiero Natura vero e proprio. Si prosegue seguendo sempre le indicazioni delle paline di legno con il n°12, si attraversa un torrentello e, tralasciata la deviazione a sinistra che conduce al percorso n°14 di Pian del Lot, si prosegue a destra e si arriva alla strada asfaltata che porta alla Strada Comunale San Vito-Revigliasco (fermata Bus 70) dove si trova una sbarra che segnala uno degli ingressi del Parco della Maddalena. Entrati nel Parco si segue il sentiero a destra, segnalato sempre con palina n°12, fino al primo incrocio in cui si va a sinistra seguendo l’indicazione Anello Verde che coincide con il Percorso Rosso del Parco (segnato da piccoli pali con la fascia rossa) e con il sentiero n°12. Si prosegue sempre sullo stesso sentiero ben segnalato, si incontra sulla sinistra la deviazione che porta alla Strada del Mainero, percorso n°18, e si continua sempre sull’Anello Verde del Parco fino a raggiungere le prime case dell’Eremo su Strada del Colle. Qui si va a sinistra e subito a destra su strada Eremo dove si trova a destra la costruzione Torre dell’Eremo affidata al Sermig (Arsenale dell’Armonia) e a sinistra la Fontana costruita nel 1955 dal Comune di Torino per portare l’acqua al Colle, proseguendo si incontra la Residenza Eremo dei Camaldolesi e il vecchio Campanile dell’Antica Chiesa. Se si prosegue sempre su strada Eremo in direzione della rotonda del Passo di Arsete, che porta a Pino o a Pecetto, si trova quasi subito l’Antica Torre merlata dei Camaldoli, costruita da Carlo Emanuele I per il controllo del territorio e poco dopo, a sinistra, l’arrivo del percorso n°33 con il quale ci si può collegare al n°20 e ritornare a Torino in Corso Casale presso la Madonna del Pilone. Descrizione da: http://www.caimoncalieri.it/Sentiero-n12/

Diario della escursione di Domenica 13 novembre 2022 al Mont Saint Gilles (Valle d’AOSTA) , chiusura attività TAM 2022 con merenda

ARRIVEDERCI al 2023 con le Gite Domenicali e i Trekking.

Nel mese di Dicembre pubblicheremo, su questo sito, le proposte di Gite Domenicali e Trekking del Gruppo Escursionistico TAM per l’anno 2023. Tramite la newsletter Vi informeremo sulla pubblicazione. Con questo articolo vogliamo ricordare la bella giornata trascorsa insieme con l’augurio che ci siano nel prossimo anno tante occasioni come queste di ritrovarsi

Partenza e arrivo: Torille (Verrès, AO), 400 m – Quota massima: Monte Saint Gilles, 918 m – Dislivello in salita: 600 m – 9 km circa – Tempo salita: ore 2,30 – Durata complessiva: ore 5,00 (soste escluse)

Il riscaldamento globale e il conseguente innalzamento delle temperature ha permesso di prolungare la stagione escursionistica. Per l’ultimo appuntamento della TAM torinese, il meteo è stato clemente. Da Torille, frazione di Verrès, superata la Cappella di S. Barbara, saliamo su stradina asfaltata, poi lastricata e molto ripida, e quindi mulattiera.

Vista sul Castello di Verrès

Il bosco misto è ancora vestito dei colori autunnali, caldi contrasti tra le sfumature del giallo, del rosso, dell’ocra e del marrone, inframezzato dagli ultimi ricordi del verde estivo e dagli aghi dei pini.  Superato il bivio per Montjovet e Chatillon, sotto gli antichi castagni rinselvatichiti, seguiamo a destra l’indicazione per il “Lago”, abbandonando la mulattiera ormai impraticabile. Il sentiero sale ripido nel bosco, e raggiunge la località La Nache.

Sentiero nel bosco
Monte Avic da La Nache

Un vasto pianoro prativo, una bella costruzione con ripiani a coltivo, forse abbandonati, una fontana (asciutta), testimoniano che la località era sfruttata e per vari motivi ora non lo è più. Si raggiunge il Col de La Nache, sferzato dal vento. Il sole ne mitiga gli effetti. Lasciamo a sinistra un secondo bivio per Montjovet e proseguiamo verso est per una lunga e poco faticosa traversata panoramica che ci porta nelle vicinanze del Lago di Villa.

Giochi di luce

Proseguiamo seguendo la segnaletica su un tratto di sterrata, e poi nel bosco fino a raggiungere un colletto. Tralasciamo le altre indicazioni e guadagniamo in breve la sommità del Mont Saint Gilles o Punta della Bandiera, 917 metri. La grande panchina, costruita con tronchi grezzi, non impatta con l’ambiente circostante, così come i cannocchiali dall’allegro bordo arancione, rivolti verso le vette circostanti. Il nome Saint Gilles (Sant’Egidio) deriva dalla prevostura di Verrès risalente all’alto medioevo, i cui monaci seguivano la regola di Sant’Agostino, che rivestì grande importanza e contribuì notevolmente allo sviluppo dell’economia locale.

Gruppo
Bandiere in vetta

Ancora pochi passi e si raggiunge lo sperone roccioso di vetta a picco sulla valle, con le bandiere, italiana e valdostana, mosse dal vento. Il cielo è azzurro con qualche striatura, il sole splende e il panorama ci ripaga della fatica. Il Monte Avic svetta con la sua elegante silhouette al fondo della Valle di Champdepraz, lo Zerbion incombe sulla Valle Centrale, e le Dame di Challand sulla nascosta Valle d’Ayas.

In vetta
Dame di Challant sullo sfondo

Il panorama è a 360°. Le foto si sprecano, siamo tutti di ottimo umore. Ridiscendiamo raggiungendo con una breve digressione il lago di Villa, nella conca all’ombra di vecchi castagni, roverelle e pino silvestre, circondato dalla vegetazione palustre ricca di giunchi e carici. Unica località valdostana dove vive la ninfea, la zona umida del Lago di Villa ospita numerose specie sia vegetali che animali di grande interesse. Il sito è protetto come Riserva Naturale Regionale.

Lago di Villa

Ritorniamo lungo il percorso di salita, prestando particolare attenzione ai tratti più ripidi. Raggiungiamo il parcheggio e poco dopo il ristorante. Siamo in cinquantaquattro, riempiamo il salone con lunghe tavolate.

La “merenda” è più un banchetto che altro, l’appetito, e la sete, non mancano (sono anche le quindici e lo stomaco reclama). L’allegria non ci abbandona, il cibo è di ottima qualità e abbondante, i camerieri gentili e simpatici: cosa volere di più?

Il meteo ci ha risparmiato, abbiamo trascorso una giornata serena immersi nella natura e condiviso emozioni con tanti amici che la pesante situazione di questi tempi ha contribuito a dividere. Oggi abbiamo lasciato da parte i pensieri e le preoccupazioni, illudendoci di vivere in un mondo normale. Domani si vedrà. A proposito: il nome del ristorante è Carpe diem…  

Daria Fava

Il CAI e l’Ambiente

INTRODUZIONE: la pubblicazione di questi volumi rappresenta il momento conclusivo di un lavoro corale intenso, partecipato e trasversale che ha visto impegnati non solo i membri della Commissione Centrale Tutela Ambiente Montano, ma anche e soprattutto molti Soci, i quali hanno voluto generosamente mettere a disposizione del Sodalizio le loro conoscenze e il loro tempo….

I documenti sono consultabili ai seguenti links:

Costituisce ulteriore documento di posizione del CAI la risoluzione del Convegno Nazionale CAI “FREQUENTAZIONE RESPONSABILE DELL’AMBIENTE MONTANO INNEVATO” svolto a Trento il 2 ottobre 2021

I 6 documenti sono pubblicati sul volume IL CAI E L’AMBIENTE – I documenti di posizionamento disponibile in formato PDF a questo link

In cammino nel Parco Naturale del Monte Fenera con il Gruppo Escursionismo TAM TAM di Torino

La chiesetta di San Bernardo

Domenica 10 aprile 2022. In programma la traversata del Monte Fenera. Le condizioni meteo, il desiderio di camminare nella natura e di condividere la giornata con amici vecchi e nuovi hanno favorito le adesioni. Ci ritroviamo in 49 “caini” sul bus che ci trasporta nel Vercellese, a Bettole, frazione di Borgosesia, Bassa Valsesia. Sono poco più di 600 metri di dislivello, per una decina di chilometri, nel Parco Naturale del Monte Fenera. Numerose le grotte, rifugio nella notte dei tempi per uomini e animali. Lungo il percorso molti i pannelli didattici.

Si sale dal versante occidentale, tra i boschi di latifoglie e il sottobosco ricco di ciuffi di pungitopo, qualche anemone nemorosa, violette e tardive primule. La prolungata siccità non ha favorito la rinascita delle numerose specie floreali. Sostiamo sulla spianata antistante la grotta Belvedere, ai piedi del Rifugio GASB, che non raggiungiamo. Siamo in troppi. Superata la Grotta Tana della Volpe, il complesso della Sala del Trono e dei Pipistrelli, la Ciota Ciara e il Buco della Bondaccia, risaliamo fino alla sella. Breve visita alla Cappella di San Bernardo, 893 m. Suggestivo il punto panoramico, supportato dalle tabelle illustrative. Un ultimo strappo e siamo sulla punta Bastia, 899 m, sovrastata dalla grande croce alta una dozzina di metri.

Non siamo soli. Un socio del CAI di Varallo, Mario, che a sorpresa si è unito a noi a Fenera San Giulio, ci ha informato che è già salito il gruppo della Sezione CAI di Vercelli, mentre un altro gruppo ha scelto l’itinerario che noi percorreremo in discesa. C’è spazio per tutti. Ammiriamo il panorama sul lontano Gruppo del Monte Rosa, le vette della Svizzera e quelle della Valsesia e della Valsessera, il Mottarone. Panorama che ci è offerto dalla giornata tersa, anche a causa del vento che provoca baffi di neve all’orizzonte. Sotto di noi, a ovest, Borgosesia con quello che rimane del fiume Sesia, in alcuni punti una desolata distesa di sassi. In lontananza verso est, offuscata dalla caligine, l’immagine di una guglia, San Gaudenzio?, e un gruppo di grattacieli, Milano?. Non abbiamo il binocolo, lasciamo il tutto all’immaginazione. Lo spuntino ci ritempra.

Scendiamo dal versante orientale, tra lo sfacelo provocato dagli elementi nell’autunno del 2020. Questo a ricordarci la fragilità dell’ambiente, sempre più grave a causa dei cambiamenti climatici in corso, e la nostra difficoltà a porvi rimedio. Imponenti castagni divelti dalla furia del vento espongono enormi radici avvinghiate al poco terreno disponibile in questo ambiente calcareo. Importante l’opera di risanamento e ripristino dei sentieri e della segnaletica del CAI. Scendiamo superando i resti delle antiche cave dismesse e raggiungiamo lo spiazzo antistante la Casa del Parco. L’esemplare del taragn, antica costruzione rurale adibita a fienili, ricovero di animali e attrezzi agricoli, è ancora privo della sua copertura di paglia di segale. Un pastore maremmano, al di là dello steccato controlla questo grande gruppo da lontano. Quando nota movimenti improvvisi, si avvicina a fare il suo dovere. Le chiacchiere al sole sono piacevoli. Oggi non sono mancate e ce le concediamo ancora un poco. Superiamo la Chiesetta dell’Annunziata e un grande canneto e raggiungiamo l’autobus in località Fornacione.

La sosta a Grignasco in gelateria è gratificante, per noi e per il gestore. Rientriamo a Torino presto, c’è chi pensa alla partita da godere con calma, chi domani tornerà al lavoro non è stressato. I parchi e i viali sono gremiti in questa bella giornata di sole.

Sarebbe un bellissimo ritorno alla quasi normalità post Covid se non ci fosse la guerra, che ci fa ritornare alla triste realtà….

Daria e Beppe

Il gruppo Escursionismo TAM del CAI UGET Torino e del CAI sezione di Torino

Il gruppo TAM in vetta al Monte Fenera

Ultima iniziativa escursionistica nel 2021 del Gruppo ESCURSIONISTICO TAM

DOMENICA 7 NOVEMBRE 2021

ESCURSIONE IN VAL MAUDAGNA(CN) con pranzo in compagnia

Partenza da Serro (frazione di Frabosa Soprana-CN) 853 m – Arrivo presso le Grotte del Caudano, 750 m – Dislivello circa 200 m – Durata complessiva ore 2,30 – Difficoltà E – Gita in autobus. Partecipanti una quarantina.

Direttori di Gita: Beppe Borione (ASE-ORTAM) – Daria Fava (ASE-ORTAM)
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Progetto di Monitoraggio Ambientale

Invito ad aderire al progetto di monitoraggio promosso dal COMITATO DIRETTIVO Regione Piemonte (CDR) in collaborazione con la CITAM (Commissione Interregionale Tutela Ambiente Montano) composta da Operatori TAM e soci CAI competenti in materia ambientale, che si occupano di tutela del territorio montano attraverso azioni di informazione e monitoraggio di situazioni critiche e dell’educazione ambientale rivolta a giovani ed adulti) della Liguria Piemonte e Valle d’Aosta (LPV) .

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Pulisci e corri

A Rimini, la settima edizione di “Keep Clean and Run”, che quest’anno si è svolta lungo il tracciato della Linea Gotica, con un percorso di 417 km e 37.000 metri di dislivello.

Keep Clean and Run. Pulisci e corri. Non è per l’anglofilia imperante che il nome è in inglese, ma perché rientra nella campagna lanciata nel 2014 dall’Unione Europea, Let’s clean up Europe, un insieme di eventi di pulizia dai rifiuti abbandonati, che si svolgono in contemporanea nel nostro continente.
Roberto Cavallo, eco-maratoneta impegnato anche per mestiere in attività ambientali, la declina alla sua maniera, correndo su lunghe distanze. In questo 2021, per la 7a edizione in 7 tappe, ha scelto la Linea Gotica: 417 km con 37.000 metri di dislivello lungo il confine-baluardo innalzato dai tedeschi nel 1944 sugli Appennini, dal Tirreno all’Adriatico, per difendersi dalle forze alleate che risalivano l’Italia da sud. Luoghi simbolici, di liberazione e di pace, e anche di triste memoria come Sant’Anna di Stazzema e Marzabotto.

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Servizio civile nei Parchi per giovani tra i 18 e i 28 anni


Il CAI TAM nazionale propone un’esperienza di servizio civile nei Parchi d’Italia (durata tra 8 e i 12 mesi nel 2021 e il 2022), una occasione formativa per giovani CAI interessati all’ambiente e alla sua salvaguardia. Scadenza per la presentazione delle domande lunedì 8 febbraio 2021 alle ore 14. Ulteriori informazioni su: https://www.serviziocivile.gov.it/ .

I giovani tra i 18 e i 28 anni hanno l’opportunità di partecipare a uno dei nove progetti che si terranno nelle aree protette italiane, muovendosi nella natura e impegnandosi nella tutela. Dettagli su: https://www.loscarpone.cai.it/servizio-civile-universale-nei-parchi-italia/

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