Una notte troppo bella per morire

Isabel, appassionata alpinista, vive un’avventura terribile: precipita per 400 metri scalando l’Ala Izquierda, 5500 metri, nel Condoriri, Cordillera Real, Bolivia.
Si salva, ma così non è per il suo compagno di cordata Peter che muore per le ferite subite. Isabel striscia su terreni impervi per due giorni, per avvicinarsi ai soccorsi, viene salvata, passerà attraverso un’odissea di operazioni, ben 14, e di ospedali, ed attraverso una serie di ricordi ricostruttivi della sua personalità e dei suoi sogni. Con una determinazione potente ed una passione indomita riuscirà a tornare a scalare.Un libro intenso, dove lo stile asciutto ed incalzante rivela una varietà di sentimenti e di emozioni, non solo nelle pagine dedicate alle cure ed al dolore, ai
nonni alpinisti, ai ricordi del compagno defunto e di quello della vita, ma in tutta la trama e ben rappresentata nel finale ove Isabel dichiara di dedicare
il suo libro “anche a tutti coloro che si azzardano a sognare andando contro tutte le probabilità della scienza. I razzi di carta, sì, volano”.

Matteo Guadagnini
ISABEL SUPPÈ, Una notte troppo bella per morire, I licheni, Priuli & Verlucca

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