Trekking in Aspromonte

Testo e foto di Bianca Compagnoni

Da domenica 16 a sabato 22 settembre 2018 si è svolto un entusiasmante trekking in Aspromonte. Hanno partecipato 32 persone, per lo più soci del nostro Cai-Uget. Per me, che avevo visto solo di sfuggita la Calabria mentre mi recavo in Sicilia, è stata una rivelazione: mi hanno colpita soprattutto la bellezza naturale delle montagne dell’Aspromonte, ancora ricche di fiori nonostante fosse fine-estate, per non parlare dell’abbondanza di alberi e funghi (alcuni, endemici, a noi sconosciuti) e l’eccezionale ospitalità della gente. Lo sapevamo già, ma ci ha colpiti un episodio in un paesino del versante ionico: mentre eravamo tutti seduti su un lungo marciapiede a mangiare i nostri panini, s’è presentata una signora sconosciuta che ci ha offerto un’enorme scodella di olive messe sotto sale da lei, squisite e abbondanti, invitandoci a servircene senza parsimonia (ce ne avrebbe portate ancora, all’occorrenza), poi è tornata con vino x tutti; infine, è arrivata con un piatto di notevoli dimensioni con su una montagna di capocollo, eccellente salume calabrese. Se pensiamo alla diffidenza del Nord nei confronti della gente sconosciuta, c’è da dire che al Sud hanno un cuore grande così!!  E non basta: usciti dal paese, mentre camminavamo su una stradina costeggiata da alberi da frutto carichi di ogni ben di Dio, una di noi ha allungato una mano x prendere un chicco d’uva. Altrove, se ci fosse stato il padrone del frutteto, avrebbe reagito male. Invece lì il  padrone, visto il gesto, ha spalancato il cancello invitando tutti noi a servirci a volontà di tutti i frutti che desideravamo!!E questo ci ha confermato la simpatia e generosità della gente locale nei nostri confronti.

Nel giro di 7 giorni abbiamo avuto un ritmo quasi frenetico tra escursioni e visite culturali ,  perchè le 2 guide locali, che supportavano il nostro Beppe Gavazza (organizzatore del trekking  ed esperto in botanica), cioè Il bravissimo Mimmo, infaticabile  giovane insegnante (a Torino, socio del Cai-Uget ) e l’altrettanto bravo Lillo, architetto, esperto anche in geologia, hanno voluto farci vedere il più possibile  delle  tante cose interessanti della Calabria, sia  a Reggio e dintorni, sia  in Aspromonte.  Abbiamo visitato musei, tra cui notevoli il Museo Archeologico Nazionale  di Reggio  e il parco Archeologico dell’antica Taureana di Palmì. A Reggio un’archeologa  piena di entusiasmo ci ha convinti che i Bronzi di Riace , pur molto famosi e bellissimi, sono  superati in importanza da altri reperti  del Museo. Abbiamo ammirato i centri storici dell’incantevole Pentadattilo e di Bova, ricca di monumenti , chiese, e …..tante scale!

Le escursioni sono iniziate  col panoramico Monte S.Elia che ci ha donato una visuale completa  su Etna e Sicilia  dell’est, nonché con il sentiero “Tracciolino” ricco di flora (mirto,felci, lentisco, quercus virgiliana  e profumatissima mentuccia)… e di un sole implacabile, che però non ci ha impedito di visitare Scilla  e Canalea  sul Tirreno. E finalmente siamo giunti a Gambarie, cittadina in Aspromonte a 1350 m quindi deliziosamente fresca, col suo comodo “Grande Albergo” e il ristorante”Bucaneve”, che ci ha garantito cene squisite e abbondanti, contribuendo a riscaldare l’atmosfera del gruppo.

Di lì abbiamo fatto 3 escursioni  spettacolari: la prima alle cascate Maesano, una delle numerose cascate dell’Aspromonte (9 ore di cammino, ma ne valeva la pena!), la seconda alle cascate Forgiarelle (purtroppo accompagnata da un solenne acquazzone), la terza in  zona ionica, con la deliziosa Pentedattilo, che ci ha fatto conoscere alcuni esempi di artigianato storico.

Gli ultimi giorni ci siamo sparsi  nel paese  di Bova per la cosiddetta ospitalità diffusa:  niente albergo, ma camere private  nel paese, più un ristorante molto valido = cene ottime, allietate anche da uno spettacolo folkloristico, con tanto di ballo (una tarantella  piuttosto sfrenata). Infine , persino nel  giorno del viaggio di ritorno abbiamo fatto un’escursione, da Natile(ancora in zona ionica) alla Pietra Cappa, che hanno definito il monolite più grande d’Europa, raggiunto con un sentierino roccioso che mi è piaciuto molto. Inoltre, la Pro-loco di Natile ci ha offerto un pranzetto preparato da 3 giovani signore molto simpatiche e brave in cucina, seguito dall’esibizione di un anziano chitarrista-poeta che ci ha cantato alcune sue composizioni

Peccato che a quel punto siamo dovuti partire per Lamezia, Roma e Torino, quindi abbiamo salutato il cantante , la Calabria e  le nostre  guide, con la speranza di poterci rivedere quanto prima in una prossima occasione. Ovviamente, non abbiamo potuto vedere tutto di questa terra  amara e bella, ricca di colori e di inebrianti profumi, da cui ancora oggi tanti giovani migrano altrove per lavorare e costruirsi un futuro, ma senza poter mai dimenticare le loro radici. E anche noi speriamo di poterci ritornare. Dicono che, quando un viaggio è ben riuscito, resta sempre in noi il desiderio di tornare…