Tuscany Trail

 

 

Ed eccomi qui a scrivere i ricordi del mio Tuscany Trail quasi un anno dopo averlo percorso. Alla vigilia dell’edizione 2017, consideriamolo come  un in bocca al lupo all’amico Lorenzo che avrà l’occasione di cimentarsi  quest’anno.

L’idea di percorrere in mountain bike 540 chilometri e quasi 11.000 metri di dislivello positivo, attraversando la Toscana da nord a sud mi ha subito affascinato, non avendo più voglia però di affrontare notti in bianco pedalando e non vedere neanche il panorama, decido di dormire in luoghi confortevoli e cartina del percorso alla mano pianifico quattro soste in B&B. Tre amici concordano con me la scelta e insieme il primo giugno partiamo per Massa dove c’è la consegna dei pettorali ed il briefing. Oltre 530 partecipanti con bici di ogni genere, dalle più snelle Gravel, simili a quelle da ciclocross alle Fat bike con le ruote grosse, tutti equipaggiati con svariati tipi di borse per trascorrere in autonomia il percorso. L’evoluzione del bikepacking è veramente innovativa.

Purtroppo si preannunciano forti temporali sulle apuane e l’organizzatore ipotizza anche di spostare la partenza di qualche ora per far passare la “bomba d’acqua” prevista al mattino. Insomma non si va a dormire tranquilli, ma al mattino siamo tutti pronti sotto una leggera pioggerellina in Piazza degli Aranci a Massa, bici bella carica e pesante, sguardo sul GPS per verificare la presenza della traccia da seguire fino a Capalbio sull’Argentario e comincia l’avventura.

Passerella tra le vie della città con la folla che saluta da sotto gli ombrelli. Dopo una ventina di chilometri è subito affanno: la temuta bomba d’acqua è passata qualche decina di minuti prima di noi con conseguente allagamento della strada. Si pedala in 10 centimetri d’acqua senza distinguere il bordo strada, inizia la salita sulle Apuane, discesa infangata ma fortunatamente a Bagni di Lucca non piove più e tutti umidi e sporchi percorriamo la lunga risalita fino a Casa di Monte. Qui, dopo 98 km e 3000D+, un accogliente albergo ci permette di fare asciugare il tutto sui termosifoni accessi.

Nei giorni successivi il cielo plumbeo accompagna le nostre pedalate, ma le frequenti schiarite lasciano ammirare panorami fantastici. Quando, dopo aver Costeggiando il Bisenzio e l’Arno, invadiamo  Piazza della Signoria a Firenze i turisti ci guardano attoniti, stupiti nel vedere così tanti ciclisti coperti di fango. Proseguiamo dopo le foto di rito verso il  Chianti.  Dopo un  percorso  130 km e 2800D+ rendiamo onere alla zona con una cena ben innaffiata dal vino, non più dalla pioggia.

Proseguiamo verso San Gimignano e seguendo in gran parte la Via Francigena arriviamo prima a Monteriggioni poi a Siena. Continuiamo sulle strade bianche dell’Eroica,  una manifestazione storica per bici d’epoca, e arriviamo poi facilmente nei pressi di Buonconvento dove dopo i soliti 130 km e solo 2400 D+ possiamo riposarci in un B&B tutto per noi.

Sulle strade dell’Eroica

La giornata successiva  inizia pedalando tra i vigneti nei pressi di Montalcino. A causa di un’esondazione, il percorso viene deviato:  beh un po’ di scorrevole asfalto è la gioia per le nostre gambe! E poi di nuovo sulla via Francigena per arrivare a Radicofani con gradita discesa fino a Ponte a Rigo dove si lascia la Francigena per dirigersi verso le caratteristiche cittadine di Sorano e Pitigliano inerpicate su contrafforti di tufo. Nel pomeriggio arriviamo nei pressi di Manciano e avendo percorso 115 km. 2100 D+ ,ci fermiamo in B&B con piscina dove dopo una nuotata ci rifocilliamo per affrontare l’ultima tappa.

Si riparte con ottimismo considerando che si scende al livello del mare, mancano all’incirca 100 km e 1000 D+ ed arrivati ad Albinia dopo aver percorso il Tombolo della Giannella, inizia la salita che da Porto Santo Stefano arriva sulle panoramiche alture dell’Argentario per poi scendere a Porto Ercole. Finalmente una giornata soleggiata e calda senza prendere pioggia, ultimi chilometri nella rilassante pineta del Tombolo di Feniglia, poi una breve salita verso Ansedonia e proprio nell’ultimo tratto, in terreno sabbioso, mi si “intraversa” la ruota anteriore e finisco a terra: panico! Tutto a posto fortunatamente: riparto così verso il traguardo dove arrivo alle 14:30 dopo 4 giorni, 5 ore e 30 minuti.

L’importante per me era portare a termine l’avventura e della classifica poco mi importava, ma ve lo dico lo stesso: ho terminato in posizione 169, su 280 circa arrivati e oltre 200 ritirati.

Esperienza indimenticabile, vissuta in parte con i miei  compagni di viaggio ma nella maggior parte da solo, in quanto si era scelto di fare ognuno la propria andatura e trovarsi poi nei posti tappa.

La scelta di passare le notti in posti confortevoli alla luce dei fatti si è poi rivelata giusta, sicuramente ripetibile in altri analoghi eventi già in mente per il prossimo futuro.

di Michele Giordano