Sul passaggio della Uget al Club Alpino

Da “Lo Scarpone” 26 marzo 1931.

A proposito della notizia pubblicata da un quotidiano di Torino sul passaggio della Uget al Club Alpino Italiano, il presidentedella Uget ha fatto le seguenti dichiarazioni: «La nostra Società, pure essendo la più numerosa e la più spiccatamente alpinistica, non ha nulla di diverso dalle consorelle torinesi. Come queste è regolarmente inquadrata nell’O.N.D. e nella F.I.E. e perfettamente disciplinata alle direttive delle superiori gerarchie.

È noto che sono in corso trattative fra i due Enti: C.A.I. e F.I.E. per inquadrarenell’uno tutte le società che si dedicano al vero alpinismo, e lasciare all’altro quelle che si dedicano prevalentemente, all’escursionismo. Perciò anche la U.G.E.T. attende l’esito di tali trattative, dal quale dipende il suo nuovo inquadramento.

“Subordinatamente alle decisioni superiori, è naturale che una società come la nostra, che ha sempre rivolto la sua attività e le sue opere alla montagna, accetti con simpatia l’ordine di entrare a far parte del glorioso Club Alpino che fu ed è il grande maestro dell’alpinismo italiano. Ma nell’eventuale nuovo inquadramento, non sarebbepossibile dimenticare che la Società «Uget» è un nucleo forte di oltre 2000 soci, che ha una sua tradizione da difendere, un patrimonio morale e materiale da conservare, perciò non potrebbe essere messa in sottordine (o sottosezione come venne annunciato), ma vivrebbe di vita propria sotto la egida della Sede Centrale, disciplinata dal nuovo statuto che regola tutte le sezioni del C.A.I. Questo è anche l’intendimento della Sede Centrale del C.A.I. la quale soltanto ieri me ne ha data telegrafica conferma. Ed è anche il pensiero del Presidente generale, S. E. Angelo Manaresi, che nella nuova sistemazione dell’alpinismo, vuole che le società alpinistiche, veramente tali, portino al C.A.I. tutto il contributo di una sana passione, di una attività spontanea ed entusiastica”.