Rapsodia Monferrina

In gita con la TAM. Ottobre 2018

Testo di Eugenio Masuelli

La passeggiata ha il suo epicentro emotivo in Mombello, sulle alture della Val Cerrina. Siamo in luoghi smussati da visuali serene e da bevute consolatrici, ove la vicina metropoli pare lontanissima.


Lunghi vigneti colmano gli spazi che ondulano tra le antiche casaforti, ora conquistate dai nuovi barbari nordici apportatori di valuta. I bianchi campanili sui bricchi spezzano, come reciproci fari, le prime brume autunnali. Una bellezza quieta, nella quale sento che non saprei vivere. Ci si fa aprire, senza preavviso, un’azienda vinicola nelle prime ore del pomeriggio. Due giovani coniugi che avevano affidato i figli ai nonni con chissà quali maneggi, escono di casa ancor caldi di intimità domenicale. Ma sono anche imprenditori, insieme: prevale il loro business sulla cacciata degli intrusi molesti. Non sempre, amor omnia vincit. Intanto nell’ampio cortile il cane bianco e nero va elemosinando qualche compagno a due zampe, esibendogli serrata tra i denti la pietra del gioco – che poi verrà rincorsa nella ghiaia in sgommate di pura felicità (canina). Si gustano nella cantina vari assaggi di vini diversi. Forse troppi e troppo diversi? Nel viaggio di ritorno il bus si arresta per concedere rapida liberazione, sul ciglio della strada, a uno stomaco confuso. Dopo, la donna risale sul bus, il viso ancora pallido; ma sta già provando lo sconfinato sollievo di chi è scampato da un suo piccolo male: ciò che rappresenta, forse, la più frequente tra le felicità (umane). Cala il sole sulle campagne, colloqui e vicende si dipanano ancora tra i sedili dei passeggeri: sarebbero oro, per chi cerchi materiale di piccola scrittura. Il sopore, tuttavia, mio malgrado mi avvolge. Mantengo, dopo un po’, solo la coscienza che qualcun altro sta guidando al posto mio, e nel dormiveglia gli sono riconoscente.

I vigneti di Mombello tra le brume (ph Roberta Cucchiaro)