Paradiso del Brenta

Ho conosciuto la Commissione Gite nel 2012, quando, sbirciando sul sito caiuget.it, vidi la locandina di un trekking sulle Dolomiti, in Val Zoldana. Su consiglio di un’amica mi iscrissi senza pensarci un attimo e da allora non ho perso una vacanza organizzata da loro su queste montagne, che hanno per me qualcosa di magico.

Kia, la regina dei selfie.

Quest’anno la zona scelta erano le Dolomiti di Brenta, dove non ero mai stata e che, nella mia totale ignoranza, consideravo “minori” visto che geograficamente sono distanti dal gruppo delle Dolomiti a me note.
Ma arrivando col pullman nei pressi di Madonna di Campiglio, non appena le caratteristiche pareti sono apparse ai miei occhi, ho dovuto ricredermi.
Il programma prevedeva un bel giro su sentiero attrezzato nel primo pomeriggio, così, sfidando le previsioni meteo avverse, lasciati gli zaini pesanti al rifugio Graffer, abbiamo subito potuto assaporare la bellezza dei posti percorrendo il sentiero Gustavo Vidi, un giro ad anello sotto alle cime sovrastanti il rifugio.
Durante la prima cena, mentre si iniziava a socializzare davanti ai buoni piatti tipici, si scatenava l’unico temporale di tutta la settimana. Già perché mentre tutta l’Italia boccheggiava per il caldo africano, noi abbiamo trascorso ben sei giorni di tempo magnifico, godendo di tutti i migliori panorami, mai offuscati dalla nebbia, e restando al fresco tra i torrioni e i campanili che caratterizzano queste montagne.
Abbiamo iniziato il trekking in modo soft, con la traversata dal rifugio Graffer al rifugio Tuckett seguendo il sentiero Benini, una ferrata che percorre cenge panoramiche molto belle.
Il terzo giorno è stato invece quello più lungo e per certi versi più faticoso. Siamo arrivati al bellissimo rifugio Alimonta dopo aver percorso il sentiero delle Bocchette Alte ed essere scesi dalle interminabili scale del sentiero Detassis. Tutti stanchi ma molto soddisfatti e ripagati dalla bellezza straordinaria ed indescrivibile dei posti.

Una perla incastonata nelle Dolomiti del Brenta il Rifugio Agostini

La fatica iniziava a farsi sentire ma i saggi capigita, sapendo che il quarto giorno non sarebbe stato meno faticoso del terzo, hanno trovato una soluzione che ha accontentato tutti. Raggiunto il rifugio Pedrotti attraverso il famoso sentiero delle Bocchette Centrali, hanno proposto due possibilità per arrivare al rifugio Agostini. Così il gruppone si è diviso tra chi si è avventurato sulla ferrata Brentari e chi, un po’ stufo di vedere cavi e scalette, ha preferito proseguire sul sentiero Palmieri. La sera ci siamo ritrovati tutti insieme per cenare al rifugio, dove il clima era così gradevole da consentirci di chiacchierare sotto le stelle fino a tarda ora.
Dopo quattro giorni in mezzo alle rocce, il quinto abbiamo rivisto i prati, arrivando al rifugio Brentei, dopo essere scesi su quel che rimane del ghiacciaio. Il bello delle Dolomiti è proprio questo variare di paesaggi, boschi, prati, roccia e ghiacciai. E tra i torrioni delle Dolomiti di Brenta, altra sorpresa per me, ci sono diversi ghiacciai, quest’anno in pessime condizioni a causa del clima troppo caldo e delle scarse nevicate degli ultimi due inverni.
L’ultimo giorno ci ha regalato ancora un po’ di ferrate sul sentiero Sosat, una lunga bella e panoramica traversata fino al rifugio Tuckett e poi nuovamente al rifugio Graffer.
E proprio al rifugio Graffer si è conclusa la nostra avventura, lì dove era cominciata sei giorni prima. L’avventura di un gruppo di 20 persone che hanno condiviso tutto, la fatica di stare appesi ai cavi e alle numerose scalette, la meraviglia dei panorami, il fresco, il sole, le birre in rifugio, le mangiate serali, le russate notturne, e ancora tante altre emozioni.
Non poteva mancare la tradizionale poesia del trekking, confezionata su misura ogni anno da Luciana.
Arrivederci alla prossima vacanza in Dolomiti con la Commissione Gite.

Chiara Tenderini

 

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