La via Bonatti – Ghigo

Grand Capucin, 1951
Testo di Guido Andruetto. Foto Centro Documentazione Museo Nazionale della Montagna – CAI Torino


In un libro indispensabile ed insostituibile come La storia dell’alpinismo di Gian Piero Motti, il Grand Capucin è descritto come “una guglia perfetta, elegantissima, una freccia di rosso granito, completamente isolata dalle altre”. È indiscutibile il fatto che, “salendo un giorno limpido e chiaro con la funivia del Monte Bianco (oggi Skyway Monte Bianco) al Rifugio Torino” (raggiungibile dalla stazione di Punta Helbronner), per poi, incamminarsi
sul comodo e pianeggiante ghiacciaio fino al Col des Flambeaux: si aprirà uno degli scenari più grandiosi delle Alpi, tutto il gruppo del Monte Bianco, con i suoi dignitari più famosi, il Mont Maudit e il Mont Blanc du Tacul. Ma tra la selva di guglie e di lame rocciose che il Mont Blanc du Tacul protende verso il ghiacciaio, ve n’è una che subito attrarrà i vostri sguardi”. Il Grand Capucin fu scalato nel luglio del 1951 (70 anni fa) per una nuova via altamente difficile e ai limiti delle possibilità umane. L’alpinista Walter Bonatti e il compagno di cordata Luciano Ghigo, torinese, dopo diversi tentativi tornarono all’assalto del gigante di granito il 20 luglio 1951. Impiegheranno 4 giorni per raggiungere la vetta e circa 170 chiodi, bivaccando in parete. La loro impresa è al via Bonatti-Ghigo, un capolavoro di logica e tensione verso l’alto, di adesione totale alla roccia e dunque alla montagna fin dentro le sue terminazioni nervose. Lo stesso Motti parlò di capolavoro riferendosi alla storia dell’alpinismo moderno, opera somma di intuito, “snodandosi tra un dedalo di tetti e strapiombi, con un percorso sempre logico ed elegante”. La scalata interessò la parete est del Grand Capucin. Tra diedri, fessure e strapiombi che rappresentano sfide continue per il corpo e per la mente, Bonatti e Ghigo arrampicarono con un’esposizione vertiginosa, totalmente sospesi nel vuoto, attaccati ai chiodi e alle staffe, ma il granito non tradì le aspettative, una garanzia. I bivacchi in parete furono altrettanto estremi.
Il buio arrivò mentre erano ancora in piena azione e dovettero bivaccare mentre intorno a loro cominciavano a cadere i primi fiocchi di neve. Il 23 luglio raggiunsero la cima. Il Grand Capucin aveva ipnotizzato Bonatti già nel 1949 quando da ragazzo era salito al Colle del Gigante. Da allora lo aveva sempre tenuto d’occhio e in grande considerazione. La via tracciata con Ghigo rappresenta uno dei riferimenti imprescindibili dell’alpinismo d’élite nel massiccio del Monte Bianco. L’alpinista e guida alpina Giorgio Bertone, attivo a Courmayeur negli anni Settanta soprattutto, portò il giovanissimo Renzino Cosson, che poi diventerà suo grande amico e compagno di cordata, a fare la via Bonatti-Ghigi al GrandCapucin, come prima scalata, per metterlo alla prova. Bertone scalava con un compagno già rodato. Renzino dovette trovarsi un socio all’ultimo minuto. E si lanciò nell’avventura con lo slancio tipico dei ragazzi, ma ci mise tutto l’impegno e la forza di volontà che era in grado di tirare fuori. Fu una scalata incredibile, la ricorda Renzino, che mi aprì le porte per entrare davvero nel mondo dell’alpinismo.

Gran Capucin Via Bonatti – Ghigo
Prima ascensione Walter Bonatti, Luciano Ghigo – 20/23 luglio 1951 dopo due tentativi effettuati nell’estate del 1950. Salita prevalentemente in artificiale; utilizzati circa 200 chiodi.
Prima ripetizione Luigi Ghedina, Lino Lacedelli – 18/19 agosto 1951. Prima libera Eric Escoffier, Thierry Renault, David Chambre, Jean-Baptiste Tribout – estate 1983.
Prima invernale Gigi Alippi, Romano Merendi, Luciano Tenderini – 27/29 febbraio 1959.
Prima solitaria Gino Buscaini – 23/25 giugno 1959.
Prima solitaria invernale Jean-Christophe Lafaille – 23 gennaio 1991.

Per ricordare Walter Bonatti e Luciano Ghigo a settant’anni dalla salita al Grand Capucin, la nostra Sezione Vi invita all’evento che avrà luogo sabato 17 luglio 2021 dalle ore 10:30 al Rifugio Monte Bianco in loc. La Fodze, 2 – Val Veny – a Courmayeur AO.

In particolare la Sezione vuole ricordare il nostro socio e consigliere Luciano Ghigo, mancato nel 2008, che ha legato il suo nome a questa importante prima ascesa e Walter Bonatti a 10 anni dalla sua scomparsa. Per informazioni rivolgersi alla nostra Segreteria.