La Scala Granda, un esemplare recupero

Salendo la scala granda, foto di Pfb
Erba abbondante, ma passaggio pulito. Foto di Pfb

Mollia è un piccolo comune valsesiano. Il capoluogo (880 m), attraversato dalla strada provinciale per Alagna, è circondato da versanti alti e ripidi; sul lato solatio si trovano alcune frazioni e, più in alto, numerosi alpeggi. Una fitta rete di sentieri univa queste realtà, un tempo popolose, situate fra gli 800 e i 2000 m di quota. In particolare le frazioni Grampa (956 m) e Piana Fontana erano collegate al sovrastante alpeggio Orticosa (1397 m) da una ardita “accorciatoia” dal nome significativo: la Scala Granda, che consentiva ai montanari di evitare un lungo giro riservato ai carichi più grevi e alla transumanza.
La Scala Granda, che definirei esempio di ingegneria spontanea, segue un tracciato decisamente ripido che si insinua su cenge e spaccature di balze rocciose alte decine di metri. I salti, altrimenti impercorribili, vengono superati con vere e proprie scalinate in pietra, da cui il nome del sentiero.
L’abbandono degli alpeggi e dei coltivi avvenuto nel corso del ‘900, ha portato a trascurare e spesso dimenticare capolavori come questo. Frane, smottamenti e l’inesorabile ritorno dei boschi avevano quasi nascosto la Scala Granda ma un gruppetto di volontari, di cui fa parte Claudio Romagnoli, attuale sindaco di Mollia, lavora per ridare agibilità ai sentieri del suo territorio. Uno degli ultimi interventi è stato effettuato proprio sulla Scala Granda nella primavera 2014. L’itinerario è ora fruibile in sicurezza anche con l’acqua dei rii abbondante.
Abbiamo approfittato di un incontro con Claudio per porgli alcune domande.
D: Cosa vi spinge a questi lavori di riscoperta e ricupero?
E’ importante e doveroso mantenerli, nel rispetto dei sacrifici compiuti dai nostri predecessori e per far conoscere agli escursionisti la bellezza del camminare su sentieri storici.
D: Il vostro intervento volontaristico trova appoggio negli enti pubblici (comuni, regione) o da parte del CAI?
I finanziamenti di queste opere sono della Comunità Europea attraverso il “G.A.L. Terre del Sesia”, emanazione della Comunità Montana.
D: Questi sentieri riscoperti e ripristinati confluiranno nel catasto regionale sentieri o sulle pubblicazioni del CAI?
Sì, vengono segnalati dai volontari e inseriti nel catasto a cura della Sezione di Varallo Sesia del CAI. La Scala Granda porta i numeri 282 e 282a.

Grazie Claudio complimenti e buon proseguimento.

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