La giassa, ovvero quando l’acqua diventa ferma

Se salire sulle pareti dei Militi equivale al balletto in cristalleria, l’arrampicata sulle cascate di ghiaccio è la danza sui cocci di vetro. Che il ghiaccio sia un elemento effimero, lo sappiamo tutti.

Il direttore Umberto Bado controlla che tutti siano pronti; alle sue spalle la cascata Antares(II, 4) Pont- AO (ph A. Castellano)

Chi, con la spavalderia degna del falesista, vorrebbe lanciarsi su un grado di molto superiore al suo per provare il passaggio chiave del tiro?

Chi desidererebbe provare un volo su un chiodo a vite?

Le cascate di ghiaccio sono la quarta dimensione dell’arrampicata. Una lettura della montagna diversa, molto vicina a quell’ambiente rischioso che tanto piace a chi vuole andar per i monti, e non passando dalla via normale. Salire sulla granita, sul duro blocco di ghiaccio che sembra granito, salire su scaglie sottili di quest’acqua congelata con in mano due picconi evoluti e dei ramponi che sembrano rostri di navi romane è quello che il ventinovesimo corso di cascate di ghiaccio della Scuola di Alpinismo e Arrampicata Alberto Grosso ha proposto quest’anno: pochi gli allievi, dato l’ormai solito traffico sulle cascate domenicali. Pochi, si direbbe, ma buoni e volenterosi: alzarsi presto la mattina, acquistare il costoso materiale, tentare di spostare l’asticella del proprio limite non è da tutti.

Fabrizio Tinti, istruttore sezionale, nel passaggio chiave di Antares (II, 4) Pont – AO (ph. A. Castellano).

Il corso, diretto da Umberto Bado, guida alpina e istruttore della scuola, e Sergio Ghiraldo, istruttore regionale di Alpinismo, ha voluto preparare gli allievi ad affrontare le pareti ghiacciate di questo mondo fermato dal freddo.

“Picozzare con dolcezza”
“spingi sulle gambe”
“fermati e sghisa prima della bollita”

Queste sono solo alcune parole che abbiamo sentito in questo mese tra gli allievi: il loro entusiasmo è stato contagioso. Gli istruttori dal canto loro non si sono tirati indietro: grande passione nell’attività e attenzione a curare la didattica per consegnare agli allievi il loro, piccolo o grande che fosse, sapere su questo mondo tutto ancora da scoprire. Ora, toccherà agli allievi, magari già il prossimo anno, avventurarsi per i monti alla ricerca del freddo e dell’effimero.

Il sito della scuola è: http://caiugetalp.com/

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