Dopoguerra: all’UGET rinasce lo Sci di fondo

Testo di Mario Piva. Foto di Angelo Lupo e di sconosciuto


Escursione (foto socio UGET)

Dal cassetto dei ricordi di Mario Piva (classe 19289, socio dal ’54) .

La storia dei gruppi ugetini dediti allo sci è già stata ampiamentedescritta, basta sfogliare le pubblicazioni: cinquantenarioe centenario della sezione, Liberi Cieli del 2002, l’opuscolodi Bruno Toniolo “Lo SCI CAI UGET”. Per decenni il nostro è stato l’unico gruppo CAI riconosciuto dalla FISI. Ritengo comunque interessante ritornare su alcuni momenti importanti. Con la fine del secondo conflitto mondiale rinascono le vecchiestazioni sciistiche e, favorite dalle abbondanti precipitazioni nevose, ne nascono di nuove ma intanto sono numerosii nostri soci che si impegnano nella pratica dello scialpinismo. In sezione non esistono ancora gruppi specifici, leattrezzature sono rimediate ma la buona volontà e la passioneportano presto a risultati di tutto rispetto ed è qui che riappare, con un lento ritorno, lo sci di fondo. È determinantela presenza del socio Renato Favro, che ha avuto esperienzeanche a livello agonistico con il gruppo Sportivo Michelin.Presto, siamo ormai nel ’60, si unisce a lui un folto gruppo disoci e socie, tra cui il sottoscritto, interessati allo sci stretto.
Nel 1970, su iniziativa di alcuni giovani ugetini, viene organizzato un incontro nazionale, nel Teatro di Torino Esposizioni, nel corso del quale viene ribadita l’opportunità che lo Sci di Fondo sia ufficialmente inserito fra le attività del Club Alpino Italiano. Abbiamo la soddisfazione di registrare la presenza di rappresentanti di tante sezioni CAI piemontesi nonché dei rappresentanti della Marcialonga Angelo Corradini e Alfredo Weiss della Val di Fiemme. Iniziamo così i contatti con il Trentino, ricco di fondisti di livello internazionale.

Partenza della Marcialonga 1971.

Dal 1976 siamo una decina a partecipare, sotto le insegne dello SCI CAI UGET, alla Marcialonga, una delle più famose Gran Fondo. Ben preparati, senza agonismo esasperato ma in grado di arrivare entro tempi onorevoli. Altri si aggiungono anno dopo anno, e presto vengono ammesse anche le nostre fondiste. Il gruppo cresce sino a raggiungere il centinaio, molti preparati per incontri impegnativi. Grande amicizia, ogni incontro è una festa.
Partecipiamo anche a tanti incontri a Beaulard, a Roure o alla Marcia del Gran Paradiso, in Val Ferret, in Val Veny, a Prali, a Campo Imperatore e, al di là dei confini, Pian Lavazè, Engadina, Transurassien, Bessan, Pradzalonga, Monginevro, Oberammergau, Dolomiten Lauf e tante altre. Organizziamo i primi corsi di sci di fondo a Gressoney S. Jean con i maestri della valle, indimenticabile Lorenzo Squinobal. Intanto molti soci si qualificano come istruttori.
Nel maggio 1988 Luigi Soria e Floriano Ferro invitano gli ugetini a inserirsi nel prestigioso circuito Wordloppet, organizzazione internazionale che coinvolge i partecipanti alle Gran Fondo, frequentate da atleti professionisti e da migliaia di appassionati. La prima nostra partecipazione è del 1989. In questo contesto ho partecipato ad una gara fino in Australia. Un altro bel ricordo: negli anni ‘80, entro nel gruppo “Amici di Stefania Belmondo”, campionessa mondiale di sci di fondo e ho conosciuto anche i suoi genitori (dui muntagnin), Stefy era soprannominata lo “scricciolo”, leggera e veloce.
Altro piacevole ricordo, a Stoccolma aeroporto, eravamo solo in tre con sci da fondo, io, Antonio e un terzo cui mi avvicino per attaccare discorso, chiedo se è allenato, risposta, abbastanza, speriamo: non avevo riconosciuto De Zolt, campione mondiale di sci di fondo. Ci volle assieme in una foto.
Nel 2000, dopo un indimenticabile tour invernale in Alaska, ho curato una raccolta di racconti pubblicata con il titolo “ALASKA L’Ultima Frontiera” con la collaborazione di Sofia Marcatto e Anna Fresco. E chissà quante altre cose ho dimenticato…

Arrivo al traguardo, Marcialonga 1971