Discesa sul fondo – Sessant’anni di “Piaggia Bella”

Agosto 1958: il fondo di Piaggia Bella è un sifone posto a 450 metri di profondità, raggiunto da speleologi francesi cinque anni prima. Fin 1953 è la scritta che lo sovrasta. Una squadra del G.S.P. Cai Uget trova il passaggio per superarlo attraverso una frana instabile posta nei pressi. Il n. 4 della rivista Grotte, che è ora diventata la più longeva rivista speleologica d’Europa, relaziona sull’esplorazione.

“Alle 7,30 partono Dematteis e Fusina dal campo esterno per la prima punta del Pas. Hanno poco materiale e procedono spediti. Alle 9.20 sono al campo interno: i quattro non sono ancora pronti e Dematteis “ciocca”. Alle 10 si parte con soli 20 m. di scale. Di galoppo al sifone (­457) dove alle 12 si mangia, dopo una visita sommaria alla frana. In tutti c’è la sensazione che non si tornerà indietro senza prima essere passati oltre il sifone. Alle 13,40 ci si divide in tre squadre per battere meglio la frana. Saracco e Volante si inoltrano senza esitare per un camino poi orizzontale di direzione buona e di una certa larghezza; giungono ad un cunicolo strettissimo e tortuoso entro la parte alta della frana. Sembra che prosegua, ma il tutto ha l’aria molto instabile e Saracco e Volante a cui si è aggiunto Gozzi, avanzano bisbigliando per paura di provocare delle frane. Dematteis e Fusina in attesa dei risultati che sembrano vicini, iniziano il rilievo dal sifone al cunicolo ma non lavorano per molto: dopo 50 minuti che Saracco e Volante si sono infilati nel cunicolo, alle 14,50 escono in un salone. Riunitisi i tre proseguono fino a che un rumore d’acqua li fa cadere l’uno nelle braccia dell’altro: hanno passato il sifone! “

La spedizione ebbe un discreto eco mediatico: i giornalisti si succedettero numerosi all’ingresso per raccontare le vicende di una grotta che stava per diventare una delle più profonde d’Italia.

“L’11 agosto arrivava al campo un inviato speciale della RAI, Gigi Marsico, il quale registrava un documentario andato poi in onda durante la trasmissione di “Voci dal Mondo” del 17 agosto. Lo stesso Marsico scriveva un articolo sulla spedizione, comparso sul n. 35 del Radio Corriere con 6 foto a colori della Grotta del Pas. Il 12 e 13 agosto la “Gazzetta Sera” riportava un lungo articolo con fotografie del G.S.P., sulle recenti scoperte nel Pas e nel Caracas, scritto da un inviato speciale. Il 14 agosto la Stampa informava nuovamente sull’andamento della spedizione… ”

Le esplorazioni si succedettero veloci fino a un nuovo sifone posto al termine di una grande forra chiamata Canyon Torino che rimase insuperato per 28 anni. Piaggia Bella ora ha 16 ingressi, 950 m di profondità e 43 km di pozzi e gallerie. Una mail di Beppe Dematteis, tra i fondatori del G.S.P. e tra gli esploratori dell’epoca, evoca la ricorrenza: sono passati sessant’anni dalla prima discesa al Canyon Torino e occorre festeggiarla degnamente. Si organizzi per metà settembre, un grande viaggio collettivo verso il fondo di Piaggia Bella con la partecipazione dei primi esploratori, ormai circa ottuagenari, a rievocarne le gesta giovanili e a rimembrare l’evento che ha inserito l’allora neonato G.S.P. nell’elenco dei grandi gruppi speleologici italiani. E dato che non si può pretendere, per evidenti ragioni, che tutti i partecipanti riescano a raggiungerne il fondo, si decreti a priori che ognuno possa decidere sul momento quale sarà il proprio fondo e stabilire sul posto il punto in cui girare i tacchi e riconquistare l’uscita. Invitati e graditi tutti quanti nel corso dei decenni hanno contribuito a far crescere il complesso di Piaggia Bella fino alle dimensioni attuali. In ringraziamento delle gentili esplorazioni.

Testo di Ube Lovera / Foto di B. Vigna