Esplorativa a Chialamberto

Cosa c’e’ dietro le gite sociali
Testo di Michele D’Amico.

5/10/2019. Gita esplorativa per la TAM.
Val Grande di Lanzo, anello Chialamberto 850 m – fraz. Bussoni – Alpe Missirola 1450 m – Cuccetta – Urturei – Chialamberto.

Le gite esplorative sono un aspetto non indifferente dell’attività dell’accompagnatore CAI, ricorrenti, sono la normalità. Spesso confortate dalla presenza dell’altro capogita, o di un buon amico pietoso. Le gite si scelgono non solo nel bagaglio della memoria delle cose già fatte, le novità sono il sale dell’escursionismo, a volte sono scelte sulla carta, o su suggerimenti di amici. In questi casi, prima di proporla nella riunione di programmazione, è necessario andare a controllare di persona che tutto funzioni, a cominciare che il pullman passi, a limitare per quanto possibile le sorprese non gradite, a memorizzare il più possibile il percorso, per ottemperare al primo imperativo dell’escursionista: tornare a casa la sera!
Questa esplorativa è stata necessaria perché, a seguito di suggerimenti di amici, l’intenzione era cambiata rispetto all’idea originaria, cioè salire per la sterrata a Cuccetta, poi a destra su sentiero fino a Missirola, da lì scendere a Bussoni e quindi ritornare a Chialamberto. Nel modo originario la gita mi era piaciuta: sulla sterrata la salita non è stancante, poi la discesa nel bel bosco di faggi è sì ripida, ma il sentiero è ben strutturato, essendo una gita un po’ corta c’è tempo, si può andare piano, può non essere disperante. Invece come mi è stata suggerita, e come l’abbiamo fatta, è risultata durissima in salita, per la forte pendenza del sentiero (soffrendo non c’era modo nemmeno di godersi la faggeta), stancante; poi per il ritorno scopro che da Cuccetta a Urtorei c’è ancora da salire, non proprio poco, per poi scendere appunto a Urtorei; ma questo sarebbe ancora poco, il fatto è che continuando a scendere è di nuovo troppo ripida (queste benedette valli di Lanzo in basso sono spesso così), per di più su un sentiero non sempre strutturato, a volte unica guida i segni bianco-rosso sui tronchi degli alberi, la traccia nascosta sotto lo strato di foglie, con relative frequenti trappole di sassi scivolosi nascosti. Insomma una gita con una salita non bella e una discesa altrettanto. Nell’esplorativa con me Mario Placenza, decidiamo che la prima ipotesi è meglio, ed è quella che proporremo nel calendario del prossimo anno. La meta, la sala à mangé, Missirola, è un posto incantevole. Garantito!