CIAO, MI CHIAMO PATRIZIA

Ciao a tutti, mi chiamo Patrizia e sono una socia del CAI (mi piace dire che sono una “Caina”). Raccolgo l’invito dei nostri capi, Mauro e Roberto, che mi hanno spronata a buttar giù qualche riflessione sul trekking appena concluso in Calanques. È difficile esprimere a parole la bellezza di quelle insenature, il colore di quel mare, con le sue mille sfumature. I pini marittimi, con i tronchi modellati dal vento, che sembravano usciti dalle mani di uno scultore.


E poi le nuvole, la salsedine, le onde, la fioritura selvatica di piante umili e meravigliose. Immagini impresse in tante, tantissime fotografie. Momenti di chiacchiera, momenti di stanchezza, momenti di attenzione…perché il sentiero diventa stretto e sconnesso. E poi momenti con il naso all’insù, a controllare l’umore di quei nuvoloni grigi. Queste sono state le nostre Calanques. Un luogo suggestivo e di grande fascino che tutti i camminatori dovrebbero visitare, almeno una volta nella vita. Ma la vera bellezza, quella più genuina e inattesa, è arrivata dai compagni di viaggio.
Io conoscevo solo Roberto, il nostro Presidente, e Matteo, il mitico fotografo. Mi sono iscritta a questo trek per gettarmi completamente in quei paesaggi, senza sentire nostalgie o solitudine. Per riempirmi i polmoni di quella naturale bellezza. E invece, con mia grande sorpresa, ho trovato 40 meravigliosi compagni di viaggio. Ognuno con la propria personalità, le proprie caratteristiche: l’estroverso, l’introverso, il chiacchierone, il silenzioso, il lamentoso, il frettoloso… ma tutti, proprio tutti, meravigliosi. Di alcuni non conosco ancora oggi il nome, ma mi hanno regalato giornate fantastiche. Non ho voluto neanche imparare il nome dei posti che abbiamo toccato, non mi sembrava così importante. Importante è stato quello che ho riportato a casa, nel cuore.
Mauro e Roberto hanno fatto di tutto per renderci la vita facile. Sempre con il sorriso e motivandoci, quando era necessario, o tendendoci semplicemente una mano davanti ad un passaggio più impervio. Quanto mi piacerebbe scrivere per ognuno di Voi un pensiero, perché ho il ricordo di tante parole scambiate durante il cammino. Ma la memoria non mi aiuta! Ringrazio Matteo per le belle fotografie che mi ha scattato. Ringrazio Lucia per i complimenti e per la condivisione. Ringrazio un “fidanzato” che è comparso dal nulla, che aveva la moglie al seguito. Ringrazio la moglie che è stata allo scherzo.
Ringrazio chi mi ha suggerito l’outlet (cui ho lasciato parte dello stipendio). Ringrazio due fantastiche amiche che hanno condiviso il tavolo della cena. Ringrazio in modo particolare la mia compagna di stanza, la mitica Paola, che mi ha fatto divertire con i suoi modi allegri e genuini, e che tutti ricordiamo per i suoi bagni armata di maschera e boccaglio. Un grazie a chi conosceva il nome dei fiori e delle piante. Grazie a quelle instancabili viaggiatrici con cui ho scambiato racconti di terre lontane. Vi ringrazio tutti e quaranta, uno ad uno, perché, pur conoscendovi poco, siete stati dei magnifici compagni di viaggio.Ho visto paesaggi mozzafiato, ma più emozionante è stato “affacciarmi” sulle vostre vite e sulle storie di tanti di Voi.
Grazie a tutti perché avete reso quest’ esperienza unica e profonda. Camminare con i giusti compagni di viaggio arricchisce l’anima.
Grazie CAI UGET – Patrizia Tassan