Sweet Mountains, la rete del turismo dolce

Testo e foto di Enrico Camanni.


L’aveva già capito l’abbé Amé Gorret alla fine dell’Ottocento: «Nessuno va in montagna per ritrovare la città che ha appena lasciato». Eppure, a oltre un secolo di distanza, sembra che il paradigma del turismo montano sia ancora legato agli impianti, ai motori e alle seconde case, a dispetto della Convenzione delle Alpi, del grido di Greta Thunberg e di qualunque altra forma di rispetto per le generazioni che verranno. Il modello novecentesco del turismo di massa è ormai insostenibile dal punto di vista ambientale ed economico.

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Report India : I vincitori del Premio Paolo Consiglio

Testo e foto di Davide Limongi

Tra il 20 agosto e il 20 settembre un gruppo di sei persone composto da Daniele Castellani, Federico Martinelli, Enrico Mosetti, Federico Secchi, Luca Vallata e da Davide Limongi ha esplorato la Rangtik Valley, una laterale della Zanskar Valley nella regione del Kashmir, in India.

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Intervista a Paolo Cognetti: III Festival “Il richiamo della foresta”

Testo dell’intervista di Giovanna Bonfante – Foto Archivio Cognetti

Nato a Milano nel 1978, Paolo Cognetti, scrittore, autore del libro “Le otto montagne” con cui vince il premio Strega nel 2017, vive da circa dieci anni a Estoul, una solatia borgata nel comune di Brusson, valle d’Ayas, è qui che lo incontriamo per una chiacchierata informale ai tavoli del ristorante. Leggi tutto “Intervista a Paolo Cognetti: III Festival “Il richiamo della foresta””

VaÍi, Gias e Vaŝtére – Un libro nello zaino

Una domenica sera di alcune decine di anni fa in quel di Carnino, alta Val Tanaro, ci si trovò, da poco usciti di grotta, sporchi, stanchi, infreddoliti e senza macchina (la mia) in quanto alcuni compari, usciti qualche ora prima, avevano pensato di andarsene a Viozene a gozzovigliare. Decidemmo di bussare alla porta dell’ultimo carninese per scroccare una telefonata. Un uomo, seduto a tavola, si alzò, infilò un giaccone e ci diede un passaggio fino a Viozene: la frase – se non ci si aiuta tra noi di montagna…- mi fece capire un sacco di cose.

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C O N F I N I

Adesso.

Colle di Valle Stretta.

Esattamente a un anno di distanza, chi scrive è ritornato con zaino e bastoncini su questo colle, un paio d’ore sopra Valle Stretta, in una giornata di luce limpida. Le montagne della Savoia e delle Alte Alpi, rispettivamente davanti e dietro di me, si delineano fino all’orizzonte. Colle è confine.

I due lati della croce indicano due regioni francesi; ma, se questo luogo è stato confine per centinaia di anni, nel frattempo si trasformavano i confinanti dei due lati, in un tourbillon istruttivo sulla precarietà della Patrie. Andando a braccio, approssimando nomi di nazioni (un serio studioso di Storia storcerebbe il naso), io mi racconto che qui si sono scontrate e incontrate, per limitarsi agli ultimi quattro secoli, Francia e Italia, Italia e Italia, Italia e Francia, e oggi Francia e Francia: come combinazioni in una formula matematica.

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