Anna Torretta e Simone Moro rispondono all’eterna domanda… Perché andiamo in montagna?

Nel 2015 Anna Torretta e Simone Moro hanno partecipato al reality “Monte Bianco” su Rai 2, programma che ho seguito per curiosità, ma che mi è sembrato scialbo e banale, mentre si sono ampiamente riscattati scrivendo due libri, che vi segnalo perché meritano la nostra attenzione. Forse li avete già letti, sono “La montagna che non c’è” della Torretta e “Nanga” di Simone Moro. Entrambi si chiedono perché andiamo in montagna, eterno quesito che ci poniamo tutti noi che amiamo la montagna e che ci pongono tanti che non capiscono che cosa ci troviamo, oltre alla fatica e ai rischi.

A chi mi chiede: ­ perché vai in montagna? ­ rispondo: ­ Se me lo chiedi non lo saprai mai”dice Anna e aggiunge, citando Hermann Bull: “L’alpinismo è un’attività sfiancante. Uno sale, sale, sempre più in alto, e non raggiunge mai la destinazione. Forse questo è l’aspetto più affascinante. Si è costantemente alla ricerca di qualcosa che non sarà mai raggiunto” e proprio per questo intitola il suo libro “La montagna che non c’è”.

Il suo libro è tutto uno scavo psicologico, al di là della narrazione di alcune imprese sue e di grandi alpinisti (come ad esempio Bonatti) alla ricerca del nesso fra vita e montagna. E cerca anche di spiegare che cosa significa essere guida, lei che è la prima e unica donna nella Società delle Guide Alpine di Courmayeur: occorre essere capaci di “sensibilizzare l’escursionista, di introdurlo a una lettura profonda dell’ambiente al di là dell’aspetto sportivo, tecnico-scientifico o del mordi e fuggi.” Non a caso sulla copertina del suo libro scrive che ogni vetta sa di te ciò che ancora non sai. E aggiunge: “Apro un poco la porta del rifugio, uno spiraglio, giusto per osservare il cielo nero e i milioni di stelle che lo puntellano. Non un suono, solo il vento che scivola sul ghiaccio. Ed è in questo momento che capisco di averla trovata la ragione che spinge chi come me ama la montagna a fare quello che fa… è la pace dopo la fatica, la bellezza dei luoghi, il superamento delle paure. è l’amore”.
Simone Moro, alpinista famoso a livello mondiale, nel suo ultimo libro, “Nanga“, narra “fra rispetto e pazienza, come ho corteggiato la montagna che chiamavano assassina”, finché nel febbraio 2016 riesce a realizzare la prima salita mondiale invernale del Nanga Parbat. è una narrazione, scritta appena completata l’impresa, da lui personalmente e ci dice come: “Ho rubato il più possibile tempo al sonno per scrivere, ma in realtà questo libro è stato principalmente narrato al mio cellulare mentre percorrevo in auto… i 30.000 km degli ultimi 6 mesi”. Quindi il testo ha la freschezza delle narrazioni dal vivo, molto coinvolgente e spontaneo. è lui stesso a fare autocritica, senza togliere nulla al piacere della nostra lettura: “Ho deciso di realizzare questo libro senza curarmi a tutti i costi della perfezione. Prendete dunque il Nanga Parbat e questo libro come una pillola motivazionale, piccola e genuina. Sappiate che c’è sempre tempo ed energia per realizzare i vostri obiettivi e i vostri sogni. Non saranno le banche, il tempo, gli impegni… che potranno fermarvi… La forza dirompente della motivazione personale e della positività con cui affrontate le sfide, sarà il segreto del vostro successo. Se non diventerete persone ricche, famose o affermate, sappiate che accadrà qualcosa di più grande e di più importante ancora. Diventerete persone felici.” E bravo Simone, mi sei piaciuto!

di Bianca Compagnoni