Valle Orco nascosta

Escursione in miniera
Testo di Ube Lovera. Foto di Massimo Taronna
Di nuovo il covid. È lui che ci ha tenuto rinchiusi e che una volta liberati ci ha voluto a casa entro le 22, novelli Cenerentoli, anche un po’ sfigati. Quindi, per andare in montagna occorre scegliere obbiettivi vicini dove, per me, vicini significa valle dell’Orco. Lo scopo è muovere un po’ le gambe
rattrappite dall’ozio invernale raggiungendo una miniera nel vallone di Ribordone della quale nulla sappiamo, salvo il fatto che esista.

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Il primo alpinista italiano sul Monviso

Bartolomeo Peyrot
Testo di Carla Eterno.

Non intendo certamente elencare aspetti tecnici, date o nomi di alpinisti famosi che sono saliti sul Monviso, lo hanno già fatto esperti ed autorevoli scrittori, ma voglio spendere alcune parole di sincera stima per il primo alpinista italiano che è salito in vetta: Bartolomeo Peyrot.

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Memoria di una escursione (particolare)

Il finale sul terrazzo
Testo di Mario Piva (classe 1928).
Una escursione in montagna, facile nelle intenzioni, a causa di imprevisti, può divenire impossibile. Così fu, nei primi anni ‘60, il finale del nostro programma in Val d’Aosta a Gressoney la Trinitè. Con Laura eravamo passati a salutare la famiglia Merlino, a Gressoney Saint Jean, prima di raggiungere Gressoney la Trinitè dove avevamo previsto il pernottamento. Da qui parte infatti il sentiero che ci avrebbe portati al bivacco Gastaldi 2630 m nella Valle di Netscio.

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Nino Soardi

Testo di Pier Felice Bertone.

Per oltre mezzo secolo Nino Soardi dedicò il suo tempo libero e la sua noperosità all’UGET, con passione e senza risparmio; vi operò per lunghi anni in posizioni di grande responsabilità eppure della sua figura e della sua vita sono restate pochissime tracce: è rimasta ampia documentazione della sua lunga attività ma della sua persona rimane soltanto il ricordo fra i soci più anziani.

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Sul passaggio della Uget al Club Alpino

Da “Lo Scarpone” 26 marzo 1931.

A proposito della notizia pubblicata da un quotidiano di Torino sul passaggio della Uget al Club Alpino Italiano, il presidentedella Uget ha fatto le seguenti dichiarazioni: «La nostra Società, pure essendo la più numerosa e la più spiccatamente alpinistica, non ha nulla di diverso dalle consorelle torinesi. Come queste è regolarmente inquadrata nell’O.N.D. e nella F.I.E. e perfettamente disciplinata alle direttive delle superiori gerarchie.

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Storia Ugetina

Come eravamo… centanni fa
Testo di Pier Felice Bertone.

Oggi l’umanità è sotto tiro per la terribile epidemia che imperversa da oltre un anno. I problemi sono enormi e l’esperienza per affrontarli sta maturando mese dopo mese a caro prezzo: scelta e approvvigionamento dei vaccini, organizzazione delle campagne di vaccinazione, cura dei malati in ospedale e a casa, attenzioni per limitare i contagi, attenzioni per le attività economiche e lavorative in grave difficoltà…

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Rassegna letteraria

Dal 10 al 12 settembre 2021, organizzata dal Gruppo Speleologico Piemontese Cai Uget, si svolgerà al Colle dei Signori, presso il rifugio Don Barbera, ovviamente Monte Marguareis, Alta Val Tanaro, una “Rassegna di letteratura d’Abisso”. Si tratta di chiacchierate con quanti,in tempi recenti hanno pubblicato libri inerenti a ogni tipo di speleologia. In un’area adiacente sarà allestito un “Suq” nel quale gruppi speleologici e singoli potranno presentare i loro bollettini per scambi o altro. Parallelamente saranno organizzate escursioni tematiche (toponomastiche, geologiche) e ovviamente ipogee. Maggiori informazioni e il programma dettagliato sono disponibili sul sito del Gruppo Speleologico Piemontese (https://www.gsptorino.it/index.php/rassegna-letteratura-dabisso/ ) e dell’Agsp (www.agsp.it).

In silenzio

Testo Emilio Eugenio Botto.

Chissà per quanto tempo il solo suono delle foglie degli alberi è risuonato sulla Terra senza che specie di animale alcuno lo sentisse. Per non dire del suono muto dopo il frastuono che deve aver prodotto il movimento delle placche che dividendosi e incuneandosi una nell’altra hanno prodotto i continenti nella forma come li conosciamo oggi. Il lieve fruscio dei fiocchi di neve che d’inverno si posano sul manto imbiancato sotto i pini. Il nulla dopo il fragore della valanga che precipita a valle dal pendio ripido della montagna. Tutto questo noi lo chiamiamo silenzio.

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