Un “piccolo mondo antico” sulle Alpi

Il Museo Etnografico di Torgnon

Testo e foto di Roberta Cucchiaro.

Esiste un luogo della Valtournenche che custodisce un vero “gioiellino”. Il Museé Petit Monde nel villaggio di Triatel (vedi anche sito: Comune Torgnon- Museo etnografico Musee Petit Monde )sorprende non solo per la quantità e la varietà dei reperti e degli oggetti che vi sono conservati, cosa peraltro comune a molte altre raccolte etnografiche sparse sulle nostre montagne. Ciò che colpisce, in realtà, è l’originale e moderno allestimento, un autentico “libro della memoria”, a cominciare dalle sale all’interno delle quali si snoda il percorso di visita: alcuni antichi edifici rurali in ottimo stato di conservazione che costituiscono da sole un complesso architettonico di gran valore.

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80 anni fa la seconda guerra mondiale

L’anniversario della guerra alla Francia

Testo di Pier Felice Bertone.

Ottant’anni fa…

Il 10 giugno 1940, ottant’anni fa, l’Italia dichiarava guerra alla Francia. Nelle intenzioni di chi l’aveva voluta doveva essere una guerra breve, sufficiente, se accompagnata da qualche migliaio di caduti, per sedere al tavolo della pace insieme alla Germania nazista, la vera vincitrice. I francesi la ricordano come “la pugnalata alle spalle”.

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5 giorni sull’altopiano

Nell’attesa di tornare ai nostri trekking

Testo di Eugenio Masuelli.

Benedetto colui che viaggia”. Così scrive la scrittrice polacca vincitrice quest’anno del Nobel. Con grande impudenza, io oso aggiungere alle sue parole che ogni viaggio vero comincia con un segnale intimo, con un evento anche minimo che si possa interpretare come ingresso in una nuova, seppur provvisoria, dimensione.

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Esplorare nel mondo e dentro di sé

Un libro non solo per speleologi

Testo di Marziano Di Maio

Esplorare nel mondo e dentro di sé Attilio Eusebio, Terre di Confine. Storie di speleologia e speleosubacquea, Torino 2019, 136 pag. con 113 fotocolor, 12 €.

Una vecchia volpe della strana razza speleologica e speleosubacquea
ha raccolto in un libro una ventina abbondante di episodi salienti della sua attività, ad alto livello e ultra quarantennale (che mica è finita, eh). Ha dedicato la storia ai suoi figli perché conoscano meglio un genitore che,
come in genere i padri moderni, è sempre più una figura legata unicamente al ménage familiare, senza che la figliolanza ne colga i sentimenti, le aspirazioni, l’impegno a realizzarsi con la sua sacrosanta necessità di avventura e di ricerca del nuovo. Si tratta di una rassegna di episodi dai toni sempre sostenuti che non solo coinvolge coloro che li hanno condivisi (in speleologia è essenziale il lavoro di squadra), ma contiene senz’altro gli elementi per sollevare l’interesse di quei lettori estranei che siano sensibili al fascino dell’esplorazione avventurosa, della scoperta dell’ignoto, dell’andare e poi vediamo cosa capita.

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Le sorprese della “clausura”

Notizie storiche della nostra sezione

Testo di Pier Felice Bertone.

Negli scorsi mesi di marzo e aprile abbiamo patito tutti, chi più chi meno, la forzata clausura, imposta a fin di bene ma che ha sconvolto consuetudini consolidate. Tanti dei “reclusi” hanno approfittato della situazione per metter mano ai cassetti delle cose lasciate in attesa di tempi migliori ed…
ecco spuntare le sorprese.

Tessera di turismo alpino di
Giovanni Ferraris.
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Arrampicata e allenamento

La nascita della Palestra indoor al Palazzo a Vela di Torino.
Testo di Andrea Giorda Caai – Alpine Club UK. Foto archivio Giorda.

È possibile praticare uno sport senza un allenamento specifico? Se lo chiedete ad un ragazzo che inizia ad arrampicare oggi, vi dirà che è impossibile scalare senza allenarsi su prese di resina o su un trave, eppure fino a pochi decenni fa l’idea che l’arrampicata fosse uno sport e avesse bisogno di un allenamento specifico era quasi un’eresia. Il tutto parte dalla grande domanda se l’alpinismo sia uno sport o qualcosa d’altro.

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Gita a Lavagna

La prima gita al mare.
Testo di Michele D’Amico.

Lungo i sentieri che collegavano le cave di ardesia dell’entroterra al mare. Partenza ed arrivo da Lavagna quota mare – Monte San Giacomo 547 m. Partenza: Lavagna (GE), 6 m – Arrivo: San Salvatore di Cogorno (GE), 38 m – Quota massima: Monte San Giacomo 547 m – Dislivello totale: circa 540 m – Durata complessiva: ore 5,00 (soste escluse) – Difficoltà: E.

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Una pagina di memoria

Tratto da UN ALPINISMO IRRIPETIBILE
Una pagina di memoriadi Emanuele Cassarà – 1970.

Messner, le origini di una leggenda
È l’anno della più grande impresa alpinistica di Reinhold Messner. Parto per Innsbruck dove Reinhold è ricoverato per congelamenti ai piedi. Pubblico in una intera pagina il resoconto della leggendaria tragica scalata: le parole di Messner, il diario della vittoria e del calvario suo e di suo fratello Gunther. Dopo quell’impresa e quella pagina (27 luglio), Reinhold diviene il più popolare e ricercato alpinista d’Italia (e poi del mondo). Sino ad allora era uno sconosciuto. Io stesso l’avevo citato rare volte nella mia settimanale rubrica.
Eccone uno stralcio. dal nostro inviato a lnnsbruck :

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Sweet Mountains, la rete del turismo dolce

Testo e foto di Enrico Camanni.


L’aveva già capito l’abbé Amé Gorret alla fine dell’Ottocento: «Nessuno va in montagna per ritrovare la città che ha appena lasciato». Eppure, a oltre un secolo di distanza, sembra che il paradigma del turismo montano sia ancora legato agli impianti, ai motori e alle seconde case, a dispetto della Convenzione delle Alpi, del grido di Greta Thunberg e di qualunque altra forma di rispetto per le generazioni che verranno. Il modello novecentesco del turismo di massa è ormai insostenibile dal punto di vista ambientale ed economico.

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