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25 marzo 2018
Cima di Entrelor

Entrelor, Entrelor, Entrelor…

Ma quanto ci piace ‘sto Entrelor?
Tanto da inventarci una salita alternativa alla solita da Rhemes Notre Dame.
È un’idea che girava da qualche anno, traversare dalla Valsavarenche alla Val di Rhemes, perché non proporla in sociale utilizzando il bus?
E che bus!!

Partiamo dall’inizio.

A metà settimana i due capigita seri, Lorenzo e Roberto, decidono di andare a provare la salita, non faranno la traversata per ovvi motivi logistici ma tanto si sa che di là la qualità della neve è garantita.

Il responso è nettamente positivo e anche il meteo, dopo gli opportuni scongiuri, decide di cambiare e di mettersi sul bello.

Rimane una nota dolente: il cambio dell’ora, ci obbligherà ad alzarci insieme ai panettieri (ma per fare qualcosa di più divertente!).

Incontro alle 5.30 (che sono le 4.30) in corso Giulio Cesare: le donne del gruppo, e magari qualche uomo, per truccarsi dovranno mettere la sveglia alle due, Sergio per non perdere tempo fa che presentarsi in pigiama.

Il bus è bellissimo: sembra di essere in aereo, mancano solo le ali. Una fila di sedili tipo business class sulla destra e due file più normali sulla sinistra: Robert esclama “Io pagato zolo per turistica” e si siede a sinistra.

Dopo un paio di fermate per raccogliere altri soci lungo il percorso (in futuro ci organizzeremo e passeremo a prendere tutti sotto casa) arriviamo a Pont.
Gabinetti dell’APT riscaldati e bar per far colazione servono a stemperare gli animi di chi accusa i capigita per la scelta dell’ora di partenza di Crimini contro l’Umanità.

Partenza lungo la strada che forse anche in val d’Aosta nessuno sa perché sia stata costruita… per sicurezza si attraversano alcuni fondi di valanghe con i rampant (anche io notoriamente recalcitrante all’uso dei coltelli, per dare il buon esempio li calzo) e si arriva alla galleria: 300m di tunnel con spazio per tre corsie (valdostrani, bah…) che percorriamo senza problemi chi con la frontale, chi col cellulare, chi con la fede fino all’uscita.

Un piccolo varco ci permette di tornar a riveder le stelle.

Proseguiamo ancora un pezzetto in piano e poi sù per un canale più ripido e con fondo discretamente duro.
L’apertura, impietosita e felice per il sole che scalda, decide di fare una pausa che permette a tutti di tirare un po’ il fiato, forse anche per lasciar passare dei velocisti che batteranno traccia (che furbi!!!).

Si riparte e per pianori e strappi più ripidi arriviamo tutti all’anticima: momento di gioia e giubilo!

Saranno stati solo 1500m ma lo spostamento li ha resi veramente lunghi: la ex first lady dichiara “Da questo lato… mai più!”.

Preparativi per la discesa, foto di rito, mani fredde, sci che saltano e rischiano di rovinare la giornata a qualcuno, baci, abbracci, fugaci rapporti sessuali e si scende.

Prima parte di discesa un po’ deludente per la crosta poi migliora tutto nettamente e per grandi tratti troviamo polvere, qualche ricompattamento e siamo alla croce prima del bosco.
La neve si indurisce un pelino per poi diventare primaverile, con una serie di toboga siamo al paese senza morti o dispersi: Mauro ha una discussione con un pino ma… vince il pino.

Al bus grande festa, avendo dimenticato il tavolino a casa e non volendo invitare tutti a casa mia, decidiamo di arrangiarci con un muretto che si rivelerà ottimo come banco per self service.

Mangiati e bevuti si ritorna, tra una raccolta di soldi, una televendita (ricordate: cappellini a 25€ e gilet a 49€90, tutti amorevolmente conservati dal presidente), un po’ di campagna elettorale e un ottimo liquore a base di aquilegia, all’ovile per un sano e meritato riposo.

Grazie a Lorenzo e Roberto che si sono sbattuti per la prova lasciando a me il solo compito di raccattare le iscrizioni.

Alla prossima…

stefano


Fotografie di Michelino Giordano e Davide Panagin

Ecco il nostro percorso:

 

Relive ‘Morning Mar 25th’

Cai Uget