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30 aprile 2017
Punta del Sommeiller

Capire tu non puoi,
tu chiamale se vuoi …
…emozioni


La mattina è spettacolare, un bellissimo giorno di pausa fra una perturbazione e la successiva.

Dopo un ottimo caffè delle sei in quel di Chiomonte i prodi si avviano su per la strada del Mariannina Levi.

Ci dividiamo dai coraggiosi tre, Marco Germano e Elena che seguono le orme di Orfeo su verso il Blais per un lungo giro, con appuntamento sulla vetta del Sommellier.

Noi in una ventina risaliamo sul lato destro orografico del vallone del Galambra e superiamo in poco tempo il primo ripido pendio per poi procedere in mezzo a alberi e morbidi mammelloni fino all’attacco del Canale Beuri che ci separa dall’altopiano del Sommellier.

Il comandante in testa, Michele, con il suo fido assistente Livio e pochi altri, vanno in perlustrazione per veder se il canale sulla destra sia migliore, ma scelgono poi di proseguire per quella che è stata la prima scelta in quanto più sicuro e continuo l’innevamento fino alla cima.

Michele tiene saldamente la prima posizione e batte traccia lungo il ripido canale di più di duecento metri di neve più morbida del previsto, che dovrà essere ribattuta dai suoi compagni che lo seguono cercando di dargli assistenza dove necessario.

Nel tentativo di aiutarlo a eliminare lo zoccolo di neve, rischio anche di arpionargli un polpaccio con la picozza, ma lui intrepido prosegue!

Arrivano tutti quanti all’ uscita del canale che è emozionante: si supera una breve spalla di roccette e ci si ritrova al cospetto di uno degli spettacoli più belli delle Alpi Cozie, l’altopiano del Sommellier con la vetta in vista poco lontana.

La raggiungiamo e tutti insieme noi venti e aspettiamo l’arrivo di Orfeo e dei sui amici a brevissimo seguito da Marco che rimarrà in attesa degli impavidi che hanno affrontato i più di duemila metri di dislivello del giro Lungo.

Decidiamo poi di scendere dal canale delle Monache completando l’otto perfetto del giro.
Il canale non è in condizioni bellissime causa la neve molto pesante ma riusciamo tutti fra un tuffo e l’altro a tornare al Levi.

E qui si scatena il tavolino, si sfoderano formaggi, salami, vini, birre e anche due chili tondi di fragole alle quali il GSA saprà ovviamente far onore non lasciandone traccia!

E così si conclude la penultima bella avventura di questa stagione con un bel millecinque con parte alpinistica che ci ha regalato tante belle emozioni.

cris


Fotografie di Cristina Calasso e Michelino Giordano

Per vedere e scaricare queste ed altre foto di Mike potete cliccare quì.

Cai Uget