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11 marzo 2017
Rocca dell’Abisso

Negli ultimi tempi la mia frequentazione delle gite del nostro GSA si era ridotta un po’ al contagocce complice soprattutto una irrefrenabile esplosione di passione per l’arrampicata sportiva che ha fatto sì che le scarpette prendessero quasi tutto lo spazio agli scarponi.

In realtà quasi ogni settimana il proposito di un’uscita di Sci Alpinismo faceva capolino ma poi, una volta per una ragione e l’altra per una scusa, l’evento veniva sempre rinviato.
Tutto ciò fino a questo Sabato in cui a fronte di una meta sempre attraente, delle sollecitazioni degli amici e di una richiesta di pausa dei tendini delle mani il dado è stato tratto.
E che dado!

Il ritrovo è alle 6,30, sembra quasi tardino anche perché il caffè e la brioche calda, che ci si fermi a prenderla a Vernante o a Limone è comunque d’obbligo, e così quando si calzano gli sci a Limonetto le nove sono ormai passate anche se per fortuna fa frescolino.

Siamo in 27 controllati e schedati dal cancelletto di Mike.

In realtà la sensazione di freddo svanisce in fretta sui primi metri ripidi e gelati della pista e quando la lasciamo per imboccare il Vallone dei Prati della Chiesa la temperatura è ideale specie dopo aver passato il ponticello e ritrovato il sole che non ci lascerà quasi più.

Lasciamo sulla destra gli attraenti pendii del Chiamossero e poco dopo anche il vallone misterioso del Lago dell’Oro e ci inoltriamo nel Vallone dell’Abisso sempre dominati dalla mole imponente del Forte di Giaura che ci difende da eventuali assalti che dovessero arrivare dall’opposto Vallon de Caramagne.

Il percorso è bellissimo e scorrevole e ben presto siamo al raggruppamento, a dir poco tradizionale, sui grandi roccioni alla base del canale che consente di raggiungere l’amplissimo Pra Giordano.

Qui, come sempre, il mondo degli Scialpinisti si divide in due inavvicinabili fazioni: quelli che amano i rampant e quelli che li detestano.

E’ una diatriba che esiste immutata da una cinquantina d’anni.

Una volta c’erano le lame Bilgari agganciate sui lati dello sci, che frenavano molto l’andatura e tenevano poco, oggi ci sono i moderni rampant comodi da mettere, leggeri e pure multicolori, ma intanto le due filosofie, con posizioni più o meno estreme continuano a fronteggiarsi.

Comunque con i rampant o con le sole pelli tutti salgono brillantemente il ripido canale e sotto il sole che comincia a farsi sentire e che obbliga a qualche sosta per dissetarsi e rifiatare eccoci finalmente alla croce che dai 2755m della Rocca dell’Abisso domina tutta la zona ed anche il Forte che adesso laggiù 500 metri più in basso sembra più piccolo e più pacifico di stamane.

Il clima perfetto non invita a scendere e così la sosta sulla punta è lunga e rilassante.

E così quando affrontiamo la discesa le lancette dell’orologio direbbero che è un po’ tardi ed invece la neve è forse nel suo momento migliore: regolare, scorrevole smollata il giusto e mai sfondosa.

Non so se Stefano, Mike Livio avessero previsto queste condizioni: se l’hanno fatto ce li teniamo stretti perché sono dei maghi, se invece in tutto ciò c’è un po’ di fattore C ce li teniamo stretti lo stesso perché pure quello aiuta.

Discesa quindi memorabile, tanto che 4 stelle sono un po’ scarse, per me la più bella su questo itinerario che per i vari cambiamenti di esposizione è veramente difficile trovare tutto in queste splendide condizioni.

Neppure il tempo di togliere gli scarponi che di fianco alla vettura presidenziale si aperto magicamente il tavolino e tutt’intorno vi si affollano tagliatori di pane, affettatori di formaggio e salame e parecchi spettatori interessati, mentre Ceci seduta appena discosta prepara le acciughe come solo lei sa fare.

Un’oretta di sole, relax e gradevole recupero energetico

E così supersoddisfatti e pure sazi, non senza una seconda sosta a Limone o Vernante per un secondo caffè, tutti hanno intrapreso il tranquillo rientro in città.

Tranquillo? Tutti?
In realtà e a proposito di vettura residenziale, i Capigita hanno rischiato di rimanere sul piazzale di Limonetto in quanto la macchina di Stefano era in panne e si è poi riuscire a farla ripartire grazie al Booster di scorta.
Una giornata così non poteva che finir bene.

Tutto sommato arrampicare è bello ma le sensazioni di una gita con gli amici del GSA sono impagabili: bisognerà trovare il modo di farle convivere …

guidox


Fotografie di Marco Barbi, Emilio Candutti, Michelino Giordano, Livio Topini.

Per vedere e scaricare queste ed altre foto di Mike potete cliccare quì.

Cai Uget