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11 febbraio 2017
Rocher de la Garde

Settima gita su tredici: metà è andata… come disse l’emiparetico!

Tante volte vedo le persone guardare il cielo terso e azzurro e le sento dire: fa troppo freddo per nevicare!
E io mi chiedo: ma ci siete o ci fate?
Non è che per avere la neve servono quelle cose grigie e fluffose nel cielo??
Cioè le nuvole…

Ma il ciclo dell’acqua alle elementari non l’avete studiato?? E allora mi prodigo in spiegazioni per ottenere alla fine un desolante “sarà!”…

Tutto questo per dire che la neve è arrivata, continua ad arrivare ed arriverà ancora e lo scotto che dobbiamo pagare è il brutto tempo.

Mica siamo spaventati per il cambio della meta, ormai siamo abituati.
E neppure per il cambio di giorno, che ci obbliga ad anticipare la gita al sabato.
Quello che ci fa tremare è il rischio di non trovare neve bella in discesa e sufficiente spazio per mettere due tavolini (padre e figlio) vicino alle auto al ritorno dalla gita!

Il Bourel ci respinge?
Andiamo in Val di Susa…

Domenica è previsto proprio brutto?
Andiamo sabato…

Trentacinque iscritti con due defezioni per precarie condizioni di salute: meno male!
Così se ci ammaliamo lo avremo fatto tutto da noi, senza l’aiuto di nessuno.

Beaulard (ma ci vivreste in un paese il cui nome significa Lardo Bello??), ore nove, cancelletto e salita per la mulattiera in direzione Château, dove il capogita Guido vuole passare da casa sua per poter offrire a tutti colazione…
Educatamente rifiutiamo e proseguiamo fino a raggiungere la vecchia pista che sale (mannaggia se sale) fino all’arrivo del vecchio impianto del Rocher de la Garde.

Sulla punta si dice siano presenti delle scialpiniste nude dai facili costumi ma noi siamo troppo attratti dalla compagine femminile del gruppo e rifiutiamo di salire.

Discesa veloce lungo il bosco su neve molto bella, al fondo del gruppo si piazza l’altro capogita (un misto tra Belle, il pastore dei Pirenei, e Mike Wazowski di Monsters&Co) che per la privacy chiameremo Michelino.
Al Guido Rey miracolosamente ci siamo tutti…
Davide decide di fermarsi: spera che le scialpiniste del Rocher siano venute a scaldarsi in rifugio e confida in una pausa tutta sesso e polenta concia.

Col mio innato carisma… convinco anche i recalcitranti a ripellare per la seconda punta.
Lo slavo Robert prova a convincere le sue pelli a riattaccarsi ma sarà per i modi o per la lingua… queste non ne vogliono sapere e vengono convinte a suon di giri di nastro a rimanere attaccate.
Raggiungiamo tutti l’arrivo dell’altro vecchio ski-lift ed alcuni, compreso il sottoscritto, prendono possesso del bellissimo ed antico rustico con ampie possibilità di personalizzazione.

Tre, due, uno… si scende!

Tra pendii innevati con bella neve e qualche pietra sulla pista per Beaulard, si arriva tutti alle auto.

Non mi capaciterò mai di quanto possa mangiare qualche membro del gruppo!!
Meno male che alcuni hanno fatto loro la frase del Vangelo che dice “Date da mangiare agli affamati” e si prodigano a portare cibo.
Un succhiotto sul collo a Bruna dal sottoscritto per la sua torta al cioccolato!
E anche a tutti gli altri per cibo e partecipazione!

E adesso aspettiamo la prossima…

bubbolo


Fotografie di Cristina Calasso e Michelino Giordano

Per vedere e scaricare queste ed altre foto di Mike potete cliccare quì.

Cai Uget