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17 gennaio 2016
Croix Carail

Con oltre un mese di ritardo sulla tabella di marcia siamo finalmente riusciti a tradurre in pratica i nostri progetti sciistici!

Dopo diversi annullamenti e rinvii finalmente il 17 Gennaio un nutrito gruppo di Ugetini si è potuto sfogare sulle ripidi pendici della destra orografica della Valle della Clarée, poco prima di Nevache, proprio davanti alla strada che, in estate unisce, attraverso il colle della Scala, la valle Stretta a monte di Bardonecchia a Nevache in Francia.

Scelta azzeccata ma certo non facile, imposta da un quadro nivo-metereologico non idilliaco costituito da forti venti in quota, un pericolo elevato dovuto ai tanti accumuli creati dall’attività eolica, una temperatura “frizzante” , un terreno di alta quota spazzolato da gelide raffiche e comunque non frequentabile a causa del già citato vento.

Occorreva una bella sgambata, senza pericolo di “toccare” sotto, in sicurezza e dal dislivello contenuto essendo la prima sociale….

Insomma una salita “boschiva” poteva fare al caso nostro e le Bois Noir ha pienamente risposto alle nostre aspettative anche se il vento che salendo di quota aumentava non ci ha semplificato la vita.

Ben oltre cinquanta partecipanti, tutti pesantemente vestiti (mancava l’orso Bruno in canottiera ma forse una camicia con le maniche lunghe l’ avrebbe indossata anche lui) che con otto gradi, ovviamente sotto zero, lasciano il caldo torpedone che ci ha portati fin lassù per salire dopo avere costeggiato la vecchia sciovia di Bois Noir, i ripidissimi versanti che conducono alla Croix Carail.

Il bosco ci proteggerà dal vento per un bel dislivello ma, a mano a mano che ci si avvicina alla meta, si fa sempre più sentire e dagli zaini escono in continuazione coloratissimi wind-stopper e guanti sempre più “strong”…..

Un paio di fermate in salita permettono al gruppo di compattarsi cosicché l’arrivo nella parte alta è abbastanza simultaneo per tutti.

Il forte vento che c’è in alto, abbinato agli oltre meno dieci crea una situazione non proprio piacevole e così la sosta non si protrae a lungo, anzi parecchi si attestano a qualche diecina di metri dalla piccola croce di vetta dove le raffiche sono più impietose.

La neve in discesa è asciutta e divertente.
A gruppi scendiamo rapidi per toglierci da quel freezer con la maggiore sollecitudine possibile.

Ma dopo qualche curva ci rendiamo conto di un problema: manca un partecipante all’ appello.
Qualcuno ripella e, dopo non molto lo ritroviamo; tranquillo e sereno aveva iniziato la discesa per conto suo.
Ahi!
Non lo abbandoniamo più e, una modesta retrovia, lo accompagnerà fino al bus.

Anche se le gite, specie quelle invernali, sono piuttosto “soft” ed aperte a tutti, non è una buona idea presentarsi dopo anni di inattività e tentare di salire anche solo 800 metri di dislivello con allenamento zero e magari avere dimenticato da qualche decennio che non si hanno più vent’anni….

Tutto finisce comunque bene ma adesso si pone un grosso problema: il bus si trova in ombra ed il nostro mitico tavolino non si può esprimere in un contesto così poco agréable….
Come fare?

Beh semplice: cominciamo a fare rotta su Torino fino a che troviamo un parcheggio lungo la strada che unisce Briançon a Montgenevre. Inondato dal sole ci consente di apprezzare salami, le immancabili acciughe, torte salate, torti dolci, il tutto, ça va sans dire, innaffiato da vini bianchi e rossi, ovviamente sempre serviti alla corretta temperatura!

Per una curiosa coincidenza il luogo dove ci fermiamo a banchettare è esattamente la partenza di una gita molto simile a quella di oggi che adduce all’ “Ombilic” (più precisamente Pointe de la Cochette, non lontano dal Forte dell’Infernet, e già meta di una sociale di qualche anno addietro).

Terminate le sempre abbondanti libagioni risaliamo in bus dove il consueto e graditissimo caffè e poussa-caffè ci accompagnano prima di regolare economicamente il dovuto (per i pochi ed indisciplinati che ancora NON hanno pagato!!!).

Arriviamo a Torino ancora con il sole relativamente alto.

Prima uscita terminata: auff! Ce l’abbiamo fatta!

Bravissimi i capigita Flavio, Dino, Valeria, Stefano, conduzione perfetta in condizioni non certo semplici.

E domenica si torna a pestare neve!!!!
UAUH!!!

emmecì


Fotografie di Stefano Oldino e Riccardo Viviani.

Cai Uget