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8 febbraio 2015
la Gardiole

Per una volta iniziamo la relazione con un ringraziamento.

Un ringraziamento veramente dovuto a Flavio, Marco e Stefano che, con alcuni altri amici, stanno peraltro facendo veramente gli straordinari vista la catena di contrattempi ed infortuni che in questo periodo ha falcidiato lo staff dei nostri Capogita.

E trovare una gita sicura, non sovraffollata e adatta ad un gruppo di oltre quaranta persone ieri non era per niente facile.
Grazie e complimenti


Maaqquale BIGSNOW?!?!?! Al limite suo cugggino, BIGWIND!

Ormai il ricorso a questi anglofoni e roboanti anglicismi ha forse più lo scopo di creare notizia che fornirci un quadro preciso della situazione.
Il rischio che i bollettini francesi davano addirittura a quattro il sabato è stato ridotto a tre per la domenica ed era causato dai fastidiosi accumuli formatisi nelle conche sottovento più dalla quantità di neve caduta che in Francia, a differenza del lato valsusino, era piuttosto contenuta.

Mentre sabato sera ricevevo telefonate da persone preoccupate nel fare una gita con “tutta-questa-neve” domenica qualcuno si domandava se non si poteva andare nel Cuneese dove almeno di neve ce n’era…

Sabato 7 abbiamo provato la gita in otto e siamo rimasti un po’ delusi anche noi, constatando che i prati dei 1450 metri di quota Villard Laté erano quasi spelacchiati….

Insomma mentre gli alacri commercianti di Sauze spalavano neve a tutta forza osservando otto torinesi addormentati alla ricerca di un caffè (regalandoci un bucolico quadretto dai toni di un garbato impressionismo olandese) dal lato francesi i sonnacchiosi cugini d’oltralpe potevano anche lasciare gli spazzaneve in garage…

Nella prova pre-gita siamo riusciti ad effettuare la traversata da Villard Latè a Nevache anche se è stata piuttosto elaborata: la discesa sulla Porte de Cristol 2531m ha implicato lo slalom tra ampie aree pietrose, uno sciare tra porcellane cinesi alla ricerca di pochi metri quadri di farina.
Poi un lungo spostamento che la pendenza minima e la presenza di tanta neve fresca hanno obbligato a battere in piano e, in fondo, il ripido ed intricato bosco (tecno-piemontese: la famigerata “boschin-a”) che sappiamo non a tutti particolarmente gradita.

E poi il problema logistico.
Attendere l’ultimo sciatore a Villard Latè per fare rotta su Nevache avrebbe dilatato i tempi oltre ogni misura.
Ed infine avremmo pure dovuto allestire un tavolino… all’ombra, nella gelida seppure charmante Nevache!

Cosicché i 43 partenti dei 45 iscritti si sono visti proporre una tradizionale ma mai deludente “Classic Gardiole” che comunque con i suoi quasi 1300 metri di dislivello non sfigura nel panorama desolante delle vette attualmente praticabili.

Una FULL-SOUTH, tutto sud, dalla partenza fino ai 2753 metri della massima elevazione, solo rovinata dalla presenza di un fastidioso vento che ci ha concesso un po’ di tregua solo nel bellissimo bosco di Villard Latè e, per qualche minuto con gradita sorpresa, sulla vetta, dove ci siamo comunque soffermati piuttosto a lungo.

Un paio di compattamenti durante la salita hanno permesso che il gruppo non si sfilacciasse troppo anche se nella parte finale, l’assenza di traccia (cancellata dal vento) ha fatto andare avanti i battitori che hanno un po’ fluidificato gli assembramenti, elemento questo forse anche positivo per l’attraversamento, inevitabile, di qualche breve traverso, gonfio di neve riportata.

Gruppo in discesa anche piuttosto coeso e con una componente tecnica di eccellente qualità.
A mano a mano che si scendeva la qualità e quantità di neve peggioravano cosicché se non si percorreva la paciosa e sicura strada (sicura per le solette degli sci) “tagliare” per prati era sempre più riservato ad “occhi fini” in grado di valutare prontamente e rapidamente i passaggi più sicuri.

Con anche una discreta dose di fortuna siamo così arrivati, sci interi, non distanti dal pullman che Elio-the-driver, aveva parcheggiato in una zona residenziale della alta Villard Latè, scovata con una certa difficoltà e notevole dispendio di tempo ed energie da Lucia e Walter il giorno precedente.
La partenza “tradizionale”, abbordabile unicamente in auto, infatti è da un’altra parte.

Recupero energetico nel cortile di un fabbricato al sole dove i cinque “flute” di pane comprati transitando da Briancon sono spariti in pochi minuti accompagnati da salami e dalle solita acciughe che, data la loro costante presenza nelle ns gite, comincio a sospettare siano un prodotto ittico tipico delle mete scialpinistiche che frequentiamo.

Un grazie a tutti coloro che hanno arricchito il tavolino di torte dolci e salate e con bottiglie di ogni genere di gradazione, colore, tipologia…

Insomma, ancora una volta, in un quadro nivo-meterologico non proprio felice, siamo riusciti a fare un bottino tutt’altro che disdicevole dove tutti hanno raggiunto la meta nonostante il dislivello, non banale e la presenza del vento (che su meteofrance veniva dato quasi insignificante, sob!).

Complimenti a tutti i partecipanti per le ottime performance ed un “Bienvenues” alle new-entries che, anche questa volta, ci hanno onorato della loro scelta!
Ormai che sono stati battezzati “pupacchiotti” da CECI non potranno sottrarsi al loro destino fatto di gite con tanto sole e tanta farina….

Ci si rivede quindi il ventidue!
Chissà questa volta dove meteo e neve ci porteranno….

emmecì


Fotografie di Bruna Brunetta ed Emilio Candutti

Cai Uget