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14 aprile 2013
Monte Chaberton

Rochebrune o non Rochebrune?
Un sabato amletico, passato a consultare periodicamente gli aggiornamenti di Meteo France che mantenevano alte le previsioni delle temperature, il rischio valanghe e la preoccupazione dei Capogita.
E alla fine la decisione: cambiamo gita.
Dove andiamo?

Oggi Orfeo ha girovagato fra Chaberton e Charniers e la neve era bella e sicura, quantomeno se si parte presto.
Decisione presa: andiamo a vedere quanta neve c’è intorno alle 8 torri che dominano la Valsusa e lasciamo l’ora di partenza invariata: qualcuno protesterà ma tanto ormai saranno alzati …


Al ritrovo ad Almese alle 5 c’è buonumore, il cambio di meta ha tranquillazzato un po’ tutti, e nessuno protesta!
Solo Annalisa propende per tornare a dormire: o Pic de Rochebrune o niente!
Pazienza…

Clavière, ore 6.30: è appena chiaro e con Nemo, Simonetta e Roberto siamo in 22 più un bellisimo cagnone a salire sulla stradina ancora gelata che ci porta velocemente al Piano delle Sette Fontane.
Mettiamo i rampant e subito su, nel bel vallone del colle, a cercare il primo sole perchè la temperatura è per ora piuttosto freddina.
La salita è veloce, aiutata dall’ottima traccia, ed anche il tratto alto è insolitamente comodo e privo di pericoli e così, ben prima delle 10 sono quasi tutti sulla spianata della punta ad aspettare Roberto che chiude la fila coccolato fra Barbara e Laura.

In realtà fa piuttosto fresco, bisognerebbe scendere cinque metri più sotto al riparo dall’aria sulla balconata alla base delle torri: detto fatto.
Qualcuno scende gradinando alpinisticamente, qualcuno si ricorda del gioco del toboga e dopo un attimo siamo tutti ad un calduccio delizioso e allegro a prendere la tintarella e ripassare lo splendido e un po’ consueto panorama.
Ci si potrebbe stare delle ore.
Ma il nostro guru ci ricorda che siamo partiti presto per trovare la neve migliore ed allora uno dopo l’altro risaliamo sulla spianata e ci prepariamo.

E poi la discesa, bellissima dalla punta al colle su una farina compressa facile da sciare dove l’unico ostacolo sono, se mai, i tanti sci alpinisti in salita che bisogna doverosamente evitare.

Al colle un gruppo di 5 si propone per accompagnare Renato a risalire alla Trois Scies visto che è partito dalla … lontanissima Rivarolo per venire alla sociale in ValSusa e sopratutto perchè, dovendo fare il Mezzalama fra due settimane pare non possa fare meno di 2000 metri di dislivello al giorno regolarmente prescritti dal medico.
Ma i Capogita daranno loro il permesso?

Sicuramente si, visto che nei cinque ci sono anche i tre Capogita birboni.
Mentre ripellano Renato si fa due conti, scopre che risalendo alla Trois Scies arriverebbe si e no a 1800 metri di dislivello e così, per pura casualità, uno dei suoi sci scivola giù e si ferma solo 200 metri più in basso.
Corsa a riprenderlo e anche la preparazione per il Mezzalama l’abbiamo sistemata.

E gli altri 17 derelitti?
Intanto, preoccupati, si sono subito fatte dare le chiavi delle auto degli altri non perchè in quelle di Roberto e Spartaco ci fossero il pane, la gorgonzola e le acciughe al verde, ma unicamente per alleggerirli visto che dovevano fare una seconda salita.
E poi si sono buttati in una malinconica discesa su un firn perfetto dove le urla che si sentivano ogni tanto facevano venire il sospetto che la malinconia fosse rimasta al Colle.

Cinque stelle dunque, come poche volte nella stagione!

E a Clavière il tavolino è troppo piccolo per contenere l’esplosione di ogni ben di Dio che salta fuori dalle auto proprie e, casualmente, da quelle degli amici ancora sulla strada del ritorno dalla Trois Scies.
Solita miscela esplosiva di salciccia, salami, gorgonzola e acciughe con torte e dolci vari.
Dino, da raffinato ricercatore, ha voluto provare le acciughe con le tegole Valdostane e ha deciso di brevettare la ricetta.
E quando arrivano i 6 super atleti qualcosa è rimasto e riusciamo a reintegrare anche le loro energie.

Una splendida giornata quindi, con una gita di ripiego che ripiego proprio non è stato.

E con la demolizione di due luoghi comuni.

Il primo è che Silvia detesti le partenze mattiniere: forse l’abbiamo sempre fraintesa e quindi adesso sappiamo che quando sarà lei Capogita bisogna andare a dormire presto.

L’altro è che le acciughe al verde ammaestrate seguano pedestremente Ceci.
Non è vero.
Sono talmente ben ammaestrate che vanno dove lei dice loro di andare: oggi le ha mandate allo Chaberton e non è stato certo un caso.

Grazie Ceci e buon Raid a te ed agli altri.


Fotografie di Guido Bolla, Davide Panagin e Alberto Talamoni.

Cai Uget