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7 febbraio 2010
Testa del Cavias

Se il grande Giöan d’la douja ci avesse ascoltato e fosse venuto alla Testa del Cavias si sarebbe proprio divertito, più che a partecipare a qualche migliaio di sfilate per le strade del Piemonte!

E magari Luigi gli avrebbe scucito la quota del GSA!

Senza di lui ed orfani della nostra presidenza, oggi siamo stati comunque in 47 ad affrontare la prima sociale un po’ più impegnativa della stagione dopo le facili gite invernali.

In realtà le prime difficoltà le abbiamo trovate a Vinadio dove una pattuglia di carabinieri ha cercato di rallentarci: non c’era Ceci che in pochi secondi li avrebbe catechizzati, ma almeno così non ci hanno arrestato il presidente e alle 9 in punto, rintoccate dalle campane, abbiamo lasciato Pietraporzio.

Noi in realtà avevamo richiesto una ventina di centimetri di neve nuova per coprire per bene le vecchie tracce e di fatto questa volta lassù hanno alzato un po’ il gomito ma è andata bene così.

Dunque giornata bellissima, come da previsioni, e gita riuscitissima con quasi tutti i partecipanti in punta nonostante l’ultimo tratto un po’ ripido.

In effetti la Testa del Cavias quest’anno è diventata un po’ di moda e così, nonostante la minaccia inserita da Carlo su Gulliver dell’arrivo di un’orda di invasori, siamo stati preceduti da altri ski-alp che per un tratto ci hanno fatto trovare una comoda traccia.
E quando la traccia non c’era più ci hanno pensato Franco, Renato e Spartaco a farne una a misura di GSA!

Gran discesa e raggruppamento di tutti al Pian della Regina.

Qui la nevicata di venerdì aveva reso tutto morbido ed intonso: questo prima che vi si svolgesse la nostra devastante prova ARTVA che però è stata utile ed anche bella forse proprio per l’ambiente incontaminato in cui si è svolta.

Nella discesa dal Pian della Regina a Pietraporzio lungo la pista di fondo non abbiamo investito nè portato giù con noi nessun fondista e questo è un ottimo risultato.

Ed il dopo gita è stato il solito e sempre diverso, bellissimo momento di aggregazione e di allegria.

Passare dalle tome canavesane ai salami di varia provenienza intervallando con le deliziose nocciole di Federico non è stato facile ma quando abbiamo scoperto che l’enorme scatolone che campeggiava in fondo al pulman non conteneva gli scarponi di Lino ma 2 Kg di deliziose bugie, è stata veramente dura.

Ma superata anche l’ultima difficoltà alle 16 siamo ripartiti e alle 18 siamo rientrati a Torino ligi alle disposizioni del Comune.

Nel viaggio in pulmann Maurizio e Lorenzo hanno cercato di prendere il posto di Ceci.

E’ vero che Lorenzo è stato bravissimo a farci fare, da Vinadio a Cuneo, un bellissimo Giro del Gran Paradiso, ma i Pupacchiotti un po’ ci sono mancati.

Quindi, cara Ceci e caro Luigi con la gita di ieri avete esaurito le giustificazioni e non saranno ammesse altre assenze!

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