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Relazione del Presidente

Presentata nella Assemblea Soci del 26 settembre 2007

Cari Amici, desidero ringraziarvi per la partecipazione alla nostra assemblea annuale che costituisce un’importante occasione di ritrovo per tutti i soci ed un momento per consolidare, proporre e condividere le nostre attività future.

La mia breve relazione vuole evidenziare gli eventi significativi della stagione passata, i temi di interesse all’interno della sezione e le proposte che vorrei condividere con voi.

La stagione passata

I noti ed evidenti cambiamenti climatici hanno notevolmente influenzato il calendario previsto; è stato praticamente impossibile mantenere le gite sociali previste costringendo i nostri validi capigita a repentini cambiamenti entro il mercoledì precedente, con ottimi risultati.

Ritengo sia opinione comune che le nostre gite abbiano mantenuto il livello previsto, in termini di classificazione ed impegno, trovando spesso le condizioni giuste nell’unico settore alpino in quel momento innevato e senza pericoli evidenti.

Abbiamo annullato una sola uscita per le avverse condizioni meteorologiche e l’elevato rischio valanghe.

Considero quindi la stagione veramente positiva, coronata da un raid ed un raduno perfetti e da un paio di gite di grandissimo livello alpinistico.

A questo proposito ritengo necessario ricordare a tutti che le ambiziose gite OSA vanno sempre valutate con estrema attenzione per le responsabilità soggettive dei capigita e per i rischi a cui si va incontro; inoltre queste uscite riducono notevolmente il numero di partecipanti; se da un lato costituiscono un motivo di orgoglio per tutti, dall’altro possono essere a volte in contrasto con le linee guida del CAI e della nostra sezione.

Invito pertanto per la prossima stagione i proponenti a valutare con molta attenzione tali gite e verificare che le condizioni siano sempre ottimali ed il numero di partecipanti interessati sia significativo, compatibilmente con la conduzione della gita stessa.

Un secondo aspetto tecnico che vorrei sottolineare è la conduzione della gita da parte di tutti: i capigita sono “sacri”, a loro spetta il dovere e l’onore di aprire e chiudere il gruppo, in salita ed in discesa, accompagnare eventuali rinunciatari durante lo svolgimento della gita o essere certi che attendano il gruppo in un luogo sicuro; tutto questo anche quando le condizioni sono perfette e la neve è da sogno.

Ritengo che il nostro comportamento sia spesso coerente con queste regole ma a volte sono capitate situazioni da evitare; il gruppo e la gita sociale sono un momento di libertà e non devono mai essere visti come momenti di costrizione e regolamenti, quali quelli necessariamente presenti ad esempio nelle scuole del CAI, ma dobbiamo riconoscere l’impegno e la responsabilità dei capigita ed osservare le semplici regole di comportamento per la corretta conduzione di una gita scialpinistica ed il rispetto nei loro confronti.

Durante la stagione abbiamo avuto alcuni momenti formativi quali la serata dedicata alla tecnica di ricerca arva, la presentazione dei materiali tecnici più innovativi ed una relazione sulla storia dello scialpinismo.

Vista la partecipazione e sentiti i positivi commenti in merito, ritengo che siano andate tutte veramente bene e pertanto dobbiamo ripetere sicuramente questi eventi nella prossima stagione.

A questo proposito vi informo che la sezione ha chiesto che la serata relativa alla storia dello scialpinismo venga riproposta in data da concordate presso l’Associazione Nazionale Alpini, coinvolgendo diverse associazioni della città.

Il calendario prevedeva anche un raid in Corsica che si è rivelato non fattibile ed attività estive alcune delle quali in collaborazione con la “Commissione Gite”; per diversi motivi ritengo che in futuro si debbano presentare nel calendario solamente le attività per le quali c’è la ragionevole sicurezza e relativo impegno dei proponenti di svolgerle effettivamente.

Per quanto riguarda le attività estive, coerentemente a quanto riprenderò più avanti nella relazione, propongo di collaborare attivamente con i gruppi che all’interno della sezione svolgono istituzionalmente tali attività, fornendo idee, partecipanti e capicordata.

Infine vorrei ricordare che abbiamo acquistato insieme alla “Commissione Gite” una scheda telefonica satellitare che ci scambiamo ogni sei mesi poiché le nostre attività sono temporalmente separate; la spesa sostenuta non è paragonabile alla sicurezza di poter sempre accedere agli eventuali servizi del soccorso alpino.

La sezione CAI Uget

Tra le varie attività che coinvolgono il direttivo della sezione, due sono quelle di maggior interesse ed impegno: la ricostruzione del rifugio Gonella e la costante perdita di soci.

Il rifugio Gonella, chiuso dall’anno scorso, verrà ricostruito con il contributo della nostra sezione, del Cai Torino e della Regione Valle d’Aosta; l’obiettivo è quello di riaprire entro l’anno prossimo uno tra i rifugi simbolicamente più importanti del nostro settore alpino e di conseguenza la via italiana al Monte Bianco.

Intendo soffermarmi di più sul secondo tema: la costante perdita di soci all’interno della sezione che ogni anno infatti vede il numero di soci diminuire di circa 50 unità. Il fenomeno non è necessariamente correlato al numero di iscritti al GSA in quanto come ben sapete ogni gruppo accetta, con molto piacere, soci di altre sezioni Cai.

E’ però indubbio che se il GSA attirasse nuovi amici, daremmo da un lato un grosso contributo alla sezione e dall’altro riusciremmo ad abbassare la nostra età media veramente elevata.

Il nostro presidente ha avviato un’azione verso tutti i gruppi al fine di invertire la tendenza negativa, mirata a costruire delle vere aggregazioni tra i gruppi che determinino un aumento di idee ed attività, e soprattutto tra le scuole di alpinismo e scialpinismo ed i gruppi; è dimostrato infatti che gli allievi delle scuole che per la maggior parte diventano nuovi soci Uget, gli anni successivi lasciano la sezione, e questo non è accettabile.

Bisogna costruire una relazione tra scuole e gruppi affinché questi ultimi, e di conseguenza il CAI, vengano visti come la naturale prosecuzione di quanto didatticamente appreso.

E’ questa è una delle missioni del CAI e pertanto anche nostra.

Insieme al direttivo ed al nostro presidente stiamo valutando come poter recuperare le divergenze ben note tra scuola e gruppo al fine di raggiungere l’obiettivo comune.

A tutti voi chiedo tre azioni: disponibilità a dimenticare eventi passati e quindi a partecipare ad eventuali attività comuni che verranno pianificate, impegno nel fare marketing del nostro gruppo e della nostra sezione tra tutti i vostri amici scialpinisti ed infine proposte valide da realizzare o anche solo la partecipazione almeno una volta in qualità di capigita.

Le proposte per la prossima stagione

Alcuni punti sono già stati indicati in precedenza: attenzione al prossimo calendario, ricerca nuovi soci per il GSA e per la sezione, disponibilità a partecipare ad attività comuni ed alle gite sociali in ruolo di capigita. Per quest’ultimo punto la mia proposta che discuteremo durante l’assemblea riguarda la copertura di parte delle spese che i capigita sostengono per lo svolgimento del loro servizio, in coerenza con quanto già avviene in altri gruppi della sezione.

Aggiungerei che l’esperienza degli ultimi anni ha mostrato come le gite classiche ed i 4.000 portino un notevole numero di iscrizioni ed interesse, nonostante si tratti magari di uscite già fatte alcuni anni prima dal gruppo o decine di volte da ciascuno di noi: non stanchiamoci di riproporle, anche perché saranno sicuramente un successo, così come le traversate da effettuarsi con il bus, un mezzo a volte più caro dell’automobile e più lento, ma assolutamente più aggregante e coinvolgente.

Permettetemi infine di ringraziare tutti i membri attivi del direttivo, sempre pronti a dare un valido aiuto ed a discutere delle nostre attività e dei nostri problemi; tra tutti un “Grazie” più forte lo rivolgo a Giovanni, il preciso cassiere e contabile, ad Irene l’infaticabile “segretaria” che svolge con pazienza un ruolo importante e soprattutto a Marco, senza di lui avremmo fatto meno della metà delle nostre gite ed attività.

Buona stagione a tutti noi, amici di passione.

Lorenzo Cerutti

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