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RAID 21-25 aprile 2007
Monte Rosa

Ho lasciato che trascorressero alcuni mesi dal nostro Raid per poter scrivere una relazione obiettiva, ma le emozioni fortissime e meravigliose sono ancora intatte nel cuore di tutti.

Per un Raid di questo tipo sono necessari tanti elementi: il meteo favorevole, le condizioni dei ghiacciai e della neve, un’accurata logistica, l’assenza di imprevisti contingenti e soprattutto un gruppo unito e forte.
Noi abbiamo avuto la fortuna di trovare veramente tutto quanto necessario, al meglio.

Abbiamo trascorso 5 giorni indimenticabili sul Gruppo del Rosa, girandoci completamente intorno e raggiungendo la vetta di ben sei 4.000, praticamente quasi tutte le mete sciistiche del Gruppo.

I primi due giorni eravamo in 24 amici, dieci dei quali, non avendo la possibilità di fermarsi per più giorni, sono rientrati a valle dopo la Capanna Margherita; capirete tutti che sono numeri eccezionali per la nostra passione viste le difficoltà oggettive, il tutto organizzato e gestito all’interno di un gruppo del CAI.

Qui di seguito troverete un breve racconto di ogni giornata, con alcune foto.

Il nostro gruppo organizza ogni anno tante gite ed almeno un paio di Raid, di diversa difficoltà.

Se vorrete unirvi a noi ne saremo ben felici.


21 aprile 2007: Piramide Vincent 4215m
da Alagna al Rifugio Mantova

Partiamo prestissimo da Torino per raggiungere Alagna e prendere la prima funivia: alle 10 siamo tutti a Punta Indren, raggiungibile fortunatamente con gli impianti (per l’ultima volta), calziamo sci e pelli e ci avviamo verso l’attacco del canale di salita che porta al rifugio Gnifetti.

Alcuni di noi preferiscono passare a sx e raggiungere il rifugio Mantova per scaricarsi di parte dei Kg dello zaino.

Quasi tutti, ognuno con il proprio passo, raggiungiamo quota 4.000 alla base dell’ultimo pendio sotto la Piramide Vincent.

La giornata, calda e stupenda, l’altitudine e la stanchezza fanno desistere qualcuno ma in tanti comunque raggiungiamo la nostra prima vetta.

Tutti insieme, alle tre del pomeriggio, scendiamo lungo il ghiacciaio, visibilmente già preparato per il Trofeo Mezzalama che si correrà la settimana successiva, fino al Rifugio Mantova, dove il riposo è più che meritato.

Nonostante la stanchezza, siamo allegri e ben pochi vanno a riposare, preferiamo goderci il pomeriggio tra panini, birra e vino, prima dell’ottima cena e della nanna.
La sveglia infatti sarà alle cinque, un lusso visto che i giorni successivi lasceremo i nostri orologi da polso “settati” alle 4!


22 aprile 2007: Punta Zumstein 4563m e Cap. Margherita 4559m
dal Rifugio Mantova alla Monterosa Hutte

All’alba i 24 intrepidi partono tutti insieme, ripercorrendo parte del percorso del giorno prima, fino a trovarci, finalmente al sole, al Colle del Lys.

Giornata come previsto ottima, ma all’ombra, alle prime ore del mattino, non fa proprio caldissimo.

Breve sosta per attenderci tutti ed ammirare la stupenda cresta del Lyskamm e la nostra meta, la Capanna Margherita.

In tutto il Raid non ci siamo mai legati, né in salita né in discesa: le condizioni dei crepacci sono sempre state ottime, il mese prima aveva nevicato a sufficienza (una vera fortuna visto l’inverno veramente mite) e quindi tutti i buchi erano ben chiusi.

Ripartiamo ed in prossimità del Colle Gnifetti molti si dirigono verso la Zumstein, altri puntano direttamente alla Capanna.

La cresta della Zumstein, breve e pulita, non presenta difficoltà e dalla vetta di vede chiaramente la Nordend ed il percorso di cresta che faremo il giorno seguente.

Si vedono anche tracce di discesa dalla Zumstein e salita per misto alla Dufour: complimenti veramente agli alpinisti che hanno percorso quel tratto, ci va un bel “pelo”.

Scendiamo velocemente, calziamo gli sci e ci spostiamo alla base del breve pendio che porta alla Capanna Margherita, dove proseguiamo a piedi (tranne Enrico che vuole scendere con gli sci).

L’emozione di raggiungere la Capanna Margherita è comprensibile solamente da chi l’ha provata; nel rifugio è aperto solamente il locale invernale dove ci saziamo con i nostri viveri, ma è comunque presente tanto cibo ed una cucina per ogni evenienza, il tutto in un ambiente abbastanza pulito.

Ci ritroviamo tutti agli sci e salutiamo gli amici che punteranno nuovamente verso il Cole del Lys per rientrare a Torino, in tempo per l’ultima funivia.

In 14 iniziamo la discesa verso la Monterosa Hutte: 1.800 metri di discesa su neve fantastica, con a fianco la parete nord dei Lyskamm.
Qualche buco nella parte finale del ghiacciaio ma con gli sci si passa in tutta sicurezza ed alle 15 siamo al rifugio, “inebetiti” dalla bellezza della discesa.

Ci aspettavamo un trattamento alla svizzera, in realtà siamo stati veramente bene.

Una birra, prendendo il sole, aspettando che le luci del tardo pomeriggio colorino le montagne, un po’ sconosciute a noi dal quel versante svizzero, siamo abituati a vederle dall’Italia.

In lontananza il Cervino si offre con tutta la sua poesia.

Cena pantagruelica con più portate, con vista su tramonto che colora di rosa le creste e le vette.

Tutti a nanna, domani ci aspetta la Nordend e quasi 2.000 metri di salita.


23 aprile 2007: Nordend 4609m
andata e ritorno dalla Monterosa Hutte

Ore 4, sveglia, colazione abbondante e partenza con le luci frontali alle 4.45, seguendo gli ometti e le luci lontane di chi ci ha preceduto di almeno un’ora; procediamo spediti, non fa freddo ed i pendii sono costanti e “rendono bene”.

Superiamo la zona dei crepacci dove il percorso è obbligato e non sono concessi errori, coltelli di rigore, tutta la salita fino al Sibbersattel è a nord.

Quando arriviamo al colle e posiamo gli sci guardiamo anche gli orologi: in 4 ore abbiamo fatto 1.700 metri di dislivello a quelle quote, senza alcun problema di acclimatamento.

La cresta finale si presenta prima nevosa e richiede piede sicuro e fiducia nei ramponi, ed infine un salto di roccia dove abbiamo messo una corda fissa.

A dir la verità non tutti andiamo in vetta, compreso il sottoscritto: lassù, in cresta, bisogna sentirsi tranquilli ed almeno per me gli scarponi da scialpinismo non mi danno la completa sicurezza (complice forse anche il pensiero al mio bimbo di 18 mesi?) e quindi aspettiamo al colle.

Quando tutti sono tornati trionfanti dalla vetta, Enrico e Marco vogliono provare ad imitare altri alpinisti i quali, sfruttando un canapone, risalgono un canale sotto la Dufour e ne raggiungono la vetta.

Già da sotto, sebbene siano solo 100 metri di dislivello, la salita non sembra molto semplice, è di misto con ghiaccio vivo.
Dopo alcuni metri i due amici rinunciano, meglio tornare d’estate e magari scegliere la via normale che sembra anche molto più attraente.

Iniziamo la discesa verso le 12, ora al sole, e ci godiamo nuovamente la neve fino alla nostra Monterosa Hutte.

Un’altra giornata fantastica, allietata ancora da birra e racconti fino alla cena che sarà nuovamente all’altezza.

Temevamo la salita alla Nordend ma in realtà si è dimostrata più semplice del previsto.


24 aprile 2007: Polluce 4091m
dalla Monterosa Hutte al Rifugio Guide della Val d’Ayas

Ore 4, sveglia, colazione con molta calma ed alle prime luci scendiamo dal rifugio, sci ai piedi, fino alla base del ghiacciaio e proseguiamo per altri 300 metri di dislivello negativo fino a raggiungere il ramo che scende dalla Porta Nera.

Il percorso inizialmente previsto e trovato in alcune relazioni attraverso il colle di Verra, visto dalla Monterosa Hutte è assolutamente impraticabile, come confermato dal gestore.
Da lì si passa solo con tiri su ghiaccio, e non ci sembrava proprio il caso.

La lunga risalita alla Porta Nera, avendo a sx i vari satelliti del Polluce e poi la nord dello stesso ed a dx tutti i Breithorn, è decisamente semplice ma esteticamente appagante.

Al colle proseguiamo a sinistra verso il Polluce, convinti di salirlo dalla via normale ma il pendio nevoso che la precede è troppo invitante.

Posiamo gli sci (in tre li porteranno su ma scenderanno nuovamente a piedi almeno nel tratto più ripido) e proseguiamo con picca e ramponi.

Nessun problema fino alla Madonna, da lì in poi la cresta è larghissima e non presenta alcuna difficoltà o timore.

Eccoci quindi in vetta al Polluce, di fronte il Castore ed i Lyskamm, in lontananza le vette raggiunte nei giorni scorsi che sembrano veramente lontane.

Scendiamo con tutta tranqullità e raggiungiamo il rifugio Guide della Val d’Ayas, confortevole con letti ampi ed accoglienti.

Solito brindisi con birra e cibo a corredo (altrimenti che Raid sarebbe) e ci informiamo sulle condizioni meteo previste e sul percorso che porta al cole del Naso del Lyskamm.

Il meteo è incerto mentre il percorso è assolutamente sicuro.


25 aprile 2007: Castore 4226m
dal Rifugio Guide della Val d’Ayas ad Alagna

Sempre all’alba partiamo, il meteo è buono ma capiamo che non durerà molto.

La salita al Castore richiede un minimo di attenzione e circa a metà del pendio finale mettiamo sci in spalla e ramponi ai piedi.

Crepaccia terminale ben chiusa e tratto finale di cresta (uno dei più fotografati al mondo) abbastanza ampio da non generare timore.

Breve sosta in vetta, il tempo sta cambiando e scendiamo velocemente al colle di Felik e poi nei pressi del rifugio Sella; da lì parte un lungo traverso che passa sotto i Lyskamm che richiede oltre un’ora per percorrerlo e che troviamo in pieno sole e senza un filo di vento.

Ci saranno stati 20 gradi, arriviamo alla base del Naso liquefatti.

Intanto un paio di amici, che non hanno premura, preferiscono scendere a Gressoney ed il giorno dopo salire ai Salati, evitando così di dover passare lungo il percorso del Naso.

Il percorso che porta al colle è effettivamente perfettamente tracciato (altrimenti un minimo di timore è giustificato) ed a piedi, naturalmente, proseguiamo fino al colle, ora in piena nebbia.

I paletti di segnalazione predisposti per il Mezzalama ci guidano nella prima parte della discesa, poi il cielo si apre ed in men che non si dica arriviamo a Punta Indren, che avevamo lasciato 5 giorni prima.

Non ci sembra vero ma il Raid è finito.

Neve marcia e tempo nuovamente nebbioso ci inducono tutti a scendere in funivia.

Arriviamo ad Alagna, increduli per quanto abbiamo fatto, e non possiamo che terminare con una birra gigantesca, felici!


RINGRAZIAMENTI

Tre sono i ringraziamenti che vorrei fare: il primo a Marco e Roberto che hanno condiviso con me gli oneri (e poi onori) dell’organizzazione del Raid, dimostrandosi come sempre alpinisti in gamba con tanta passione e disponibiltà.

Il secondo a questo magnifico gruppo; mai un momento di tensione, tutti sempre pronti ad aiutarsi quando necessario ed a mettere a disposizione le rispettive capacità, garantendo ogni giorno dosi massiccie di buon umore.

Il terzo alla fortuna avuta in tutti questi giorni (ma io sono più propenso a ringraziare qualcuno lassù) che ha reso il progetto una realtà che riempirà i nostri cuori e che ricorderemo sicuramente con gioia e nostaglia.

Grazie a tutti.

Lorenzo

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