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RADUNO 11-16 febbraio 2007
Val di Non


SETTIMANA SCIALPINISTICA NEL GRUPPO DELLE MADDALENE

La catena montuosa delle Maddalene costituisce una naturale prosecuzione del gruppo Ortles-Cevedale ed è compresa tra l’Alta Val di Non (TN) e la Val d’Ultimo (BZ).

Purtroppo quest’anno la scarsità di neve e l’incertezza del tempo hanno reso problematica la scelta dei percorsi, costringendoci a variare tutti i giorni la valle di partenza.

Dopo alcune defezioni iniziali, sulla carta eravamo in quindici, dovute a malattie varie e impegni di lavoro, si è formato un affiatatissimo gruppo di soci GSA, che ha portato brillantemente a termine il Raduno GSA 2007 in Alta Val di Non.

Qui di seguito troverete una breve sintesi delle gite effettuate. Per descrizioni più dettagliate consultare i libro Scialpinismo nel Gr. Maddalene, disponibile nella biblioteca GSA, reperibili anche nel sito www.maddalene.it


11 febbraio 2007: CIMA DI BELMONTE 2459m
da Matzlaun (Val di Non) – Disl. 1010m – BS

Dopo gli ameni pascoli iniziali troviamo poca neve dalla Malga Cloz sino al ripiano superiore.

Ripida salita sino alla forcella 2359m, con neve profonda nella parte bassa e dura da vento in quella alta. Il tempo si guasta rapidamente.

Percorriamo a piedi (ramponi utili) l’ultimo tratto della cresta SE sferzati da folate di vento forte. Tutti alla forcella e 6 in vetta.

In discesa poca visibilità nella parte alta (foschia e luce piatta) buona in quella bassa.
E’ ritornato un po’ di sole.

Dalla malga in giù non abbiamo trovato un metro quadrato che non fosse stato distrutto dai “ciaspolari”, la domenica prima se ne erano radunati qui circa 500!


12 febbraio 2007: COLLE LARGO 2392m
da SportHof (Val d’Ultimo) – Disl. 1100m – MS

Non bisogna farsi ingannare dal toponimo “colle” perché si tratta dell’ultima elevazione prima dell’inizio della rocciosa cresta NE del monte In der Stange.

Come tutte le gite del lato N del gruppo delle Maddalene, anche questa è caratterizzata da un lungo avvicinamento su strada forestale; i boschi sono troppo fitti per essere percorsi.

Tranquillo avvicinamento sino alla Malga Landau, al limite del bosco, quindi ampi pendi e vallette sino in cima, dove ci riuniamo tutti.

Anche oggi il tempo si è chiuso completamente e ha cominciato a nevischiare, che sia la volta buona? Non ci facciamo illusioni, si tramuterà in vento come sempre.

Scendiamo a ritroso con neve variabile: croste da vento e qualche tratto di farina.
Per fortuna la strada nel bosco è sciabile e ci riporta rapidamente a fondo valle.


13 febbraio 2007: CIMA DI LAVAZZE’ 2415m
dai Masi Tal (Val di Non) – Disl. 950m – MS

Questa notte in quota sono scesi 5- 10 cm di neve fresca, che il vento ha già provveduto ad accumulare nelle vallette lasciando le dorsali pelate.

Dai Masi Tal, su forestale ci si porta alla Stierbergalm e si risale al pianoro superiore 1950m.

L’idea iniziale era quella di proseguire verso S e salire al Samerberg 2568m, sul lato destro della testata della valle, ma viste le condizioni del pendio che porta in cresta (pelato dal vento) decidiamo di piegare ad E, puntando verso la Cima di Lavazzè.

Saliamo al piccolo lago Goldahn See 2294m attraverso ampi dossi e canalini, quindi raggiungiamo tutti la cima.

Non c’è tempo per le soste.
Ci fermiamo lo stretto necessario per prepararci alla discesa mentre un forte vento da NE rende precario l’equilibrio.

Neve in discesa da discreta a buona.

Dopo una sosta alla Stierbergalm scendiamo lungo la forestale, sfruttando alcune belle radure nel bosco che ci permettono di abbreviare il percorso.


14 febbraio 2007: CIMA TRENTA 2636m
da SportHof (Val d’Ultimo) – Disl. 1350m – BS

Il vento questa notte ha continuato a spazzolare creste e valloni, creando accumuli lastroni e placche ghiacciate.

Oggi il tempo è completamente coperto e scarsa visibilità.

Solito lungo avvicinamento su strada forestale, più di 6 km, che percorre tutta la Val Clapa sino alle malghe di Klapfbergalm 1944m.

Svoltando decisamente in direzione E, attraverso ampi dossi si perviene al colle 2502 dove inizia la cresta NE, non percorribile con gli sci a causa del vento che si e portato via la neve. La risaliamo a piedi sino al risalto finale dove normalmente si lasciano gli sci.

Alcuni passi di arrampicata su misto permettono di superare l’asperità, quindi un corto passaggio di cresta aerea conduce alla cima.

Tutti al colle e sette in vetta.

Complicata sino alle malghe a causa di infide croste da vento. Rilassante il rientro sfruttando la forestale.

E domani cosa ci riserverà il tempo?


15 febbraio 2007: VEDETTA ALTA 2626m
dai Masi Maierhofer (Val di Non) – Disl. 1240m – BSA

Giornata di riposo e turismo per alcuni e anche alla ricerca di un po’ di neve.

Quattro irriducibili non abbandonano gli sci e dopo il solito avvicinamento su forestale, risalgono il bosco sino alla Kessel Alm 1900m. Proseguono in direzione N risalendo dossi e canali che li conducono nell’ampio bacino E, a quota 2300, sotto la vetta.

Dalla punta scende un ripido scivolo, 35° – 40° OS, che è possibile risalire parzialmente con stretti zig-zag verso destra e uscire sulla cresta NE, dove si lasciano gli sci.

La cresta di neve dura ventata obbliga a mettere i ramponi per raggiungere la grande croce di vetta.

Con grande cautela si ritorna al colletto, si calzano gli sci e con altrettanta cautela si affronta la ripida picchiata che ci riporta al sottostante pianoro.

Anche oggi c’è vento (fohen) che gioca un brutto scherzo al manto nevoso surriscaldandolo oltre misura.

Quella che poteva essere una bella discesa diventa invece un faticoso rientro in neve pesante e profonda.


16 febbraio 2007: CRESTA MONTE NAMBINO 2600m
da Zangola (Valle di Nambino) – Disl. 1000m – MS

Il sopralluogo di ieri ha dato i suoi frutti.

Oggi cambiamo decisamente valle, puntando alla Valle Rendena sino a Madonna di Campiglio.
Finalmente vediamo la neve su tutto il percorso.

Giornata splendida con cielo terso, assenza di vento, temperatura mite, panorama mozzafiato sul gruppo del Brenta.

Degna conclusione di questa settimana!

Dalla Piana di Nambino si risale il sentiero estivo sino all’omonimo Rifugio (chiuso), sulle sponde di un ameno laghetto.

Risalito il ripido bosco alla dx (senso di marcia) del torrente che scende dai ripiani superiori e proseguendo sui dossi successivi si arriva in vista del lago Nero e quindi di quello di Seredoli.

Decidiamo di non intraprendere la salita alla Cima Seredoli 2704m a causa di alcuni ripidi canalini intasati da placche di neve riportata dal vento nei giorni scorsi.

Voltiamo decisamente a S verso la Cresta del Monte Nambino, salendo sin dove possibile con gli sci e in quattro la raggiungono percorrendo gli ultimo 30m a piedi.

Discesa cauta.
Ormai fa veramente caldo e la neve è quello che è.

Cerchiamo di salvarci ognuno in base alle proprie capacità tecniche.
Qualche tratto nel bosco è un passaggio obbligato sul sentiero estivo, veramente stretto, che ci obbliga a togliere gli sci.

Ci ritroviamo tutti alle macchine, pronti a festeggiare.


RINGRAZIAMENTI

A Carlo e Diego Mingione per il grande impegno profuso nella organizzazione di questa settimana, di cui purtroppo non anno potuto beneficiare per cause di forza maggiore.

Ai gestori dell’Hotel Margherita di Rumo loc. Marcena, per la loro professionale e cordiale ospitalità e l’ottima e abbondante cucina.

Ai partecipanti per l’allegro e disponibile spirito d’adattamento dimostrato in ogni situazione di questa piacevolissima settimana.

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