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RAID 22-26 aprile 2006
Alpi Pennine – Valpelline

Che dire di questo Raid, perfettamente riuscito per metà e poi, come capita spesso, rovinato un po’ dal brutto tempo?

Io lo definirei un classico raid “vero”, ambientato su ghiacciaio, dove si è comunque traversato da un posto all’altro senza problemi, dove abbiamo avuto la fortuna di ammirare panorami mozzafiato e fare splendide cavalcate tra colli e cime nei primi tre giorni e di praticare la “vita da rifugio” nel penultimo giorno dove c’è stato più tempo per conoscerci e interloquire o più semplicemente per dormire!

Tutto ciò corrisponde alla vera essenza del raid e ha permesso a molti di capire cosa si prova a stare cinque giorni in quota da rifugio a rifugio, a non avere l’acqua quando arrivi stanco e vorresti lavarti mani e viso o i denti dopo cena, e in questo caso pure a mangiare sempre senza pane!!!

Ma alla fine ci si adatta a tutto e anche i lati negativi contribuiscono a fare entrare il raid nel cuore.


1° giorno – Sabato 22 Aprile 2006
Lago di Place Moulin – Rifugio Nacamuli

Il primo giorno ci si ritrova in folto gruppo nelle vicinanze della diga-lago di Place Moulin perché sono presenti anche alcuni soci che partecipano alla sociale alla Becca d’Oren.

Un po’ alla rinfusa si costeggia il lunghissimo bacino artificiale e poi a piccoli gruppi si imbocca sulla sinistra lo splendido vallone dominato dalla Gran Becca Blanchen che, dopo una svolta a destra conduce con un’ultima rampa al confortevole piccolo Rifugio Nacamuli 2818m, dove ci aspetta un’ottima cenetta prima di entrare in territorio svizzero…


2° giorno – Domenica 23 Aprile 2006
Rifugio Nacamuli – Cabane de Bertol

Dal Rifugio Nacamuli, sotto un’aria gelida, risaliamo i dolci pendi che conducono al vicino Col Collon 3114m dove i partecipanti alla sociale ci lasciano per risalire verso sinistra il bel pendio che conduce al Col de l’Eveque 3390m e poi alla Becca d’Oren 3533m.

Noi raidisti invece scendiamo lungo l’Haut Glacier d’Arolla per circa 200 metri per poi ripellare per affrontare il lungo traverso che, costeggiando l’imponente parete nord del Mont Brulé, ci conduce alla base del ripido canalino che, chi a piedi chi con gli sci, ci permette di raggiungere il Col du Mont Brulé 3212m.

L’ambiente è spettacolare, entriamo ora nel bacino glaciale denominato “Tsa de Tsan” dominato dalle imponenti moli della Dent d’Hérens, del Cervino e, più lontana, della Dent Blanche.

Percorso in tutta la sua lunghezza il Glacier de Tsa de Tsan arriviamo al Col de Valpelline 3562m, una piatta depressione glaciale e successivamente risaliamo i bei pendii scistici della Tete de Valpelline 3798m.

Panorama mozzafiato sull’impressionante parete ovest della Dent d’Hèrens vicinissima.

Ritornati al Colle su ottima neve, risaliamo brevemente sulla vicina Tete Blanche 3701m, chi fino in punta chi tenendosi più basso, dove troviamo una tendopoli militare presente in vista dell’imminente competizione scialpinistica “Patrouille des Glaciers”.

Scendendo prima su magnifici pendii esposti a nord e successivamente effettuando un lungo traversone verso sinistra, dopo una breve risalita a scaletta, raggiungiamo prima il Col de Bertol 3269m e poi, percorrendo il percorso attrezzato con lunghe scale e passerelle di ferro, la Cabane de Bertol 3311m, vero nido d’aquila incastonato nella roccia e perfettamente mimetizzato.

Magnifica la disposizione delle stanze all’interno del Rifugio.


3° giorno – Lunedì 24 Aprile 2006
Cabane de Bertol – Cabane de Vignettes

La terza tappa prevede subito, cosa assai rara in un raid, una lunga discesa di 700 m esposta a ovest di primo mattino, dove ovviamente era presente una neve durissima decisamente poco rilassante che ha messo a dura prova le lamine degli sci.

In ogni caso in breve raggiungiamo il fondo del Vallone d’Arolla a quota 2600m circa dove ripelliamo e risaliamo il lunghissimo ma affascinante Haut Glacier d’Arolla, già percorso nella parte alta il giorno precedente e, passando sotto il Col Collon, raggiungiamo il Col de l’Eveque 3390m.

Siccome durante la salita il gruppo si è parecchio sfilacciato, alcuni di noi nell’attesa salgono alla Cima Est della Becca d’Oren 3533m poco distante.

Ridiscesi al colle e ricompattato il gruppo, comincia ora il tratto più tecnico del Raid con la salita dell’Eveque 3716m.

Qualcuno preferisce scendere direttamente alla Cabane de Vignettes, mentre i più partono alla volta della vetta.

Compiuto un ampio semicerchio risaliamo sotto il Mont Collon la lingua glaciale che termina a un colletto a NE della cima dove qualcuno lascia gli sci.

In molti risaliamo sci ai piedi l’ultimo breve ma ripidissimo pendio (40-45°) su neve sfondosa ma sicura fin sotto le ultime roccette della vetta.
A piedi raggiungiamo la forcella tra le due cime ed in seguito l’anticima di destra (3700m circa) di poco più bassa perché per raggiungere la più alta sommità occorreva effettuare dalla forcella un breve traverso su placca ritenuta poco sicura oppure percorrere l’affilata cresta ritenuta troppo complicata.

Ritornati agli sci ci buttiamo a capofitto lungo gli splendidi sostenuti pendii del Glacier du Mont Collon.

Zigzagando tra i numerosi crepacci, raggiungiamo la piatta insellatura del Col de Chermontane 3053m dalla quale per l’ennesima volta occorre ripellare per raggiungere la vicina Cabane de Vignettes 3157m, affollatissima di gente.


4° giorno – Martedì 25 Aprile 2006
Cabane de Vignettes – Cabane de Chanrion

Se fino ad oggi siamo stati assistiti dalla buona sorte che ci ha regalato giornate magnifiche, oggi la situazione meteo è cambiata completamente.

Già alla partenza siamo avvolti dalla nebbia e dobbiamo decidere cosa fare.

Siccome sono presenti diverse tracce di salita alla vicina Pigne d’Arolla, decidiamo di incamminarci verso essa stando tutti compatti, rincuorati dalla presenza di altra gente.

Nella nebbia più totale raggiungiamo la cima grazie soprattutto a gruppi locali che ci precedevano (unico segnale in cima una bandierina nepalese che svolazzava), dopodiché, abbandonata l’idea di scendere come da programma dal Glacier de Breney, ritorniamo sui nostri passi raggiungendo il Col de Chermontane 3053m per affrontare in discesa il più tranquillo e sicuro ma eterno Glacier d’Otemma.

Raggiunto il fondo del ghiacciaio nei pressi del Lac de Chanrion 2380m con breve risalita arriviamo alla Cabane de Chanrion 2460m dove apprezziamo subito l’accoglienza e la pace del rifugio in netto contrasto con il caos del Vignettes.

Siccome è presto e in bassa quota la nebbia non c’è, in tre decidiamo di partire per una gita della serie “ cominciamo a salire su di là poi vediamo” in una zona denominata “Les Portons”.
Percorsa una serie di bei canali larghi e non troppo ripidi intervallati da zone più ampie di collegamento, raggiungiamo un punto imprecisato a quota 3400m circa tra il Col Nord des Portons 3369m e la Pointe des Portons 3512m dove entriamo nuovamente nella nebbia e decidiamo di scendere su ottima neve primaverile.


5° giorno – Mercoledì 26 Aprile 2006
Cabane de Chanrion – Glacier (Ollomont)

Anche oggi il tempo è decisamente brutto in quota, dobbiamo quindi rinunciare alla prestigiosa traversata del Mont Gelé puntando da subito alla più bassa insellatura della Fenetre Durand 2803m che è fuori dalle nebbie e che ci permetterà comunque di tornare in Italia.

Anche oggi, timorosi del poco dislivello, alcuni di noi durante la salita abbandonano il gruppo con l’idea di salire alla cima del Mont Avril 3347m che raggiungeremo miracolosamente nella nebbia totale grazie ad alcune vecchie tracce sulla neve.

Ridiscesi alla Fenetre dove ci attende il gruppo, scendiamo tutti insieme con buona visibilità e neve trasformata anche se un po’ molliccia fino alle case di Glacier 1549m, dopo un tratto a piedi in un ripido bosco.

Nel frattempo i primi arrivati erano già partiti con le due auto lasciate qui in previsione del nostro arrivo per andare a recuperare le altre alla Diga di Place Moulin.

Il finale in un ristorante di Ollomont è stato il degno coronamento di questo ennesimo magnifico Raid

enrico

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