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RAID 18-22 marzo 2006
Valle Maira

Un raid molto particolare, uno dei pochi portato a termine nonostante quattro giorni su cinque con pessima meteo.
Ovviamente non si è potuto rispettare in toto il programma iniziale, comunque ogni giorno abbiamo effettuato splendide traversate, alcune raggiungendo la cima, altre volte “accontentandoci “dei colli e una sola volta ritornando sui nostri passi.
Tutto ciò ha permesso, per contro, un affiatamento maggiore tra i partecipanti, senza troppi sfilacciamenti tra il gruppo e con un maggiore senso della collaborazione.
Se inevitabilmente sono mancati i panorami mozzafiato, non sono però mancati lo spirito di avventura, l’ambiente selvaggio e solitario e, non da meno, alcune splendide discese.


1° giorno: Sabato 18 marzo 2006
SARETTO-CHIALVETTA

per il Colletto 2631m

Ci ritroviamo in una diecina sul piazzale di Saretto in una grigia giornata che non promette nulla di buono.

Ci avventuriamo poco speranzosi lungo la strada che conduce alle Sorgenti del Maira e da qui, lungo il tracciato estivo, al colletto posto sopra il Lago Visaisa (quota 2000m circa).
Da qui, ricompattato il gruppo, con un traverso in leggera discesa raggiungiamo il fondo del vallone che conduce al Colletto 2631m dove cominciano le difficoltà.

Usciti ormai dal bosco, immersi nella nebbia e con neve da battere procediamo lentamente verso il colletto senza alcun punto di riferimento a parte la bussola, il gps di Antonio e l’intuizione.
In diversi punti ci siamo trovati a riflettere se eravamo sulla strada giusta ma, a parte un dietro-front giunti alla base di un canalino che pareva troppo piccolo per essere quello giusto, finalmente grazie soprattutto al gps riusciamo a raggiungere la meta in uno scenario davvero surreale.

La fortuna vuole che dal lato Chiavetta ci siano delle schiarite così riusciamo a scendere velocemente e su discreta neve farinosa fino al posto tappa “La Gardetta” di Rolando e Maria Luisa.


2° giorno: Domenica 19 marzo 2006
CHIALVETTA – LARCHE
per il Colle Scaletta, Monte Vanclava 2872m, col de Gipiere de l’Orrenaye

Anche oggi il tempo non è dei migliori, la visibilità però è buona e il cielo è coperto solo sopra una certa quota.

Percorriamo quindi il lungo Vallone Unerzio fino quasi a Prato Ciarliero dove, ricompattato il gruppo, deviamo a destra per il Vallone Roccetta che ci conduce prima al Colle della Scaletta 2624m, e poi, con ampio semicerchio, sul Monte Vanclava 2877m la cui sommità e avvolta dalla nebbia.

Anche qui la sommità aguzza del monte e il gioco della nebbia danno al paesaggio una parvenza di ambiente tipo glaciale.

Dalla cima (raggiunta chi a piedi, chi con gli sci) ci tuffiamo sul magnifico pendio NO che, con pendenza sostenuta, ci conduce al Lac de L’Orrenaye 2411m: da qui ancora un breve tratto di discesa dopodiché si ripella per risalire i 200 m scarsi di dislivello che ci conducono al Col de la Gipiere de l’Orrenaye.
Questa risalita è necessaria perché permette di raggiungere lo stesso vallone disceso due anni dopo dalla Cima delle Manse che conduce direttamente a Larche dopo breve tratto a piedi.

Durante il pernottamento all’accogliente rifugio abbiamo modo di conoscere il mitico gestore Pierre Lombard, autore di parecchie discese estreme in zona e anche di imprese alpinistiche un po’ in tutto il mondo, di carattere schivo e riservato, che purtroppo due anni dopo, durante il Raid 2009, non rivedremo più perché caduto banalmente dalla cresta della vicina Tete de Fer l’anno precedente.


3° giorno: Lunedì 20 marzo 2006
LARCHE-FOUILLOUSE
per i colli Mallemort, Vallonet, Nubiera, Gippiera e Coulette

Oggi la metéo (siamo ormai in Francia) è identica a quella di ieri, nuvoloso con strati di nebbia dai 2800 m in su.

Capiamo subito che difficilmente si potrà toccare la “Cima Coppi” del Raid, il Buc de Nubiera 3215m vista la sua quota elevata, decidiamo così strada facendo di cambiare programma e di percorrere un bellissimo tour del Brec de Chambeyron toccando numerosi colli senza mai entrare nello strato di nebbie.

Risaliti al Col de Mallemort 2558m prima e al Col du Vallonet 2524m poi, due di noi preferiscono scendere direttamente su Fouillouse mentre il resto del gruppo affronta i ripidi pendii che sulla destra portano al Col di Nubiera 2865m posto sul confine italo-francese.

Compattato il gruppo scendiamo su ottima farina ai laghetti di Nubiera, poi ancora giù fino alla confluenza col Vallonasso di Stroppia, ripellato raggiungiamo in breve il magnifico altipiano dove sorge il Bivacco Barenghi 2815m appena visibile nella neve alta, il Lago del Vallonasso e la splendida cornice del Brèc e dell’Aiguille de Chambeyron avvolti nelle nebbie.

Raggiunto il Col de Gippiera 2930m ci aspetta un tratto poco sciistico che con diversi brevi sali-scendi, costeggiando tutta la parete nord del Brèc, ci conduce al Pas de la Coulette 2752m.

Da qui finalmente ci aspetta solo più una bella discesa su neve farinosa asciutta in alto e un po’ più pesante in basso.

Raggiunti Flavio e Eugenia all’accogliente Rifugio di Fouillouse, ci godiamo il meritato riposo dopo circa 1900m di dislivello e ben cinque colli!


4° giorno: Martedì 21 marzo 2006
FOULLOUSE-MALJASSET
per il Pas de la Souvagea 2889

Per non smentirsi, anche oggi la metéo non cambia, pare addirittura peggio dei giorni scorsi, ma noi irriducibili (neanche un attacco rotto poi aggiustato da Marco ci ferma!) ci prepariamo per affrontare il programma stabilito, poi vedremo stradafacendo…

Saliamo immediatamente a ridosso di Fouillouse lungo il tracciato estivo in direzione del Pas de la Souvagea 2889m, su neve fresca ma sfondosa, quando in prossimità del traverso prima del Ref de Chambeyron veniamo investiti dalla nebbia e comincia pure a nevicare.
Facciamo diversi tentativi per raggiungere il Colle, l’ultimo dei quali porta alcuni di noi a raggiungere una quota anche superiore ma la visibilità è ormai nulla, quindi ci ricompattiamo e decidiamo di scendere per la via di salita.

Il problema è che per compiere questa traversata, che non raggiunge direttamente Maljasset ma la strada di fondovalle 6/7 Km prima, occorre preventivamente mettersi d’accordo col gestore del “Maljasset” che gentilmente scende in furgone al luogo di arrivo per prelevare i raidisti.

Così doveva succedere anche per noi, purtroppo però, nonostante sia sceso immediatamente per avvisare del mancato arrivo, non sono riuscito a mettermi in comunicazione con il gestore Philippe Lantelme, cosicché egli ha atteso invano il nostro arrivo e si è mostrato molto risentito con noi durante la serata…

Ritornati a Fouillouse, per raggiungere Maljasset abbiamo così dovuto approfittare della gentilezza del gestore che ci ha trasportati con diversi viaggi a bordo del suo Land Rover.


5° giorno: mercoledì 22 marzo 2006
MALJASSET-SARETTO
per i colli Marinet, Ciaslaras e il Monte Ciaslaras 3002 m

E’ incredibile ma oggi il tempo è magnifico!

Quasi increduli nel vedere il cielo sereno ci avviamo allegri lungo l’ampio Vallon de Mary su leggera farina che abbandoniamo a circa metà per risalire i più ripidi pendii che portano ai Laghi del Marinet prima e al Col de Marinet 2784m poi.

Durante questo tratto attraversiamo il magnifico ambiente moreno-glaciale del versante nord dell’Aiguille de Chambeyron, dove esiste ancora un discreto ghiacciaio.

Dal Col de Marinet entriamo nella conca compresa tra il M.Ciaslaras e la Tete de l’Homme che risaliamo su ripido pendio fino al Colle Ciaslaras 2973m e alla vicina cima omonima 3002m.

Panorama grandioso su tutta la Valle Maira e sul Queyras.

Dopo una meritata lunga sosta in cima, non ci resta che scendere lungo il classico itinerario proveniente da Chiappera che percorre il Vallone dell’Infernetto, che su splendidi pendii ci permette di raggiungere velocemente lo sterrato che sale dal paese, poi su di esso, su traccia già fatta, raggiungiamo Chiappera passando sotto le pareti ovest del gruppo Castello-Provenzale.
Da Chiappera, seguendo la pista di fondo, con alcuni sali scendi un po’ deleteri per le gambe ormai cotte, arriviamo direttamente alle auto chiudendo così, in un modo o nell’altro ma tutti soddisfatti, il primo Raid della Valle Maira.


Enrico Leinardi

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