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Cerchiamo di conoscerci !

Fare esperienza assieme e scambiare idee, è forse uno dei motivi principali per cui esistono le associazioni di montagna.

In un gruppo necessariamente devono esistere delle regole, dei momenti di decisione, ma i momenti pù belli sono quelli di ritrovo comune, di scambio e divertimento reciproco.
Il valore aggiunto che il gruppo scialpinistico può dare rispetto ai singoli gruppetti spazia dalla condivisione di esperienze e di conoscenze al supporto per la sicurezza comune e dei singoli partecipanti all’uscita, all’approccio verso la difficoltà tecnica, fino alla creazione di nuovi legami ed amicizie che condividono la stessa passione.

Ogni gruppo ha un proprio carattere distintivo, il nostro gruppo scialpinistico ha una forte tradizione vecchia di quarant’anni e la voglia di affrontare delle gite che per un singolo possono risultare impegnativo intraprendere, per distanza o per organizzazione.

L’anno che verrà dovrà essere un momento di passaggio, in cui gli anziani “comunicano” il proprio modo di andare in montagna nella tradizione ugetina e le nuove leve apprendono.
Questo momento deve essere il più possibile divertente, senza costrizioni e gerarchie, ma deve essere portato avanti in ogni gita.

Il gruppo giovane sta crescendo e alcune delle gite sono di aiuto per migliorare la propria tecnica e il proprio modo di andare in montagna, magari affrontando per la prima volta una gita OS o dei tratti alpinistici lungo il percorso.

Nel programma abbiamo inserito molte uscite interessanti, qualcuna tecnica; il programma delle gite cambierà se le condizioni di sicurezza e metereologiche saranno sfavorevoli, ma si cercherà quanto più possibile di rispettare il programma.

Il direttore di gita è sempre di riferimento per il gruppo; generalmente non è l’unico a conoscere il percorso, ma svolge l’importante funzione di coordinatore delle prenotazioni, del pullmann e dell’assicurazione.
A lui sono affidate la conduzione della gita e la valutazione delle condizioni, in accordo con gli altri direttori e con i più esperti facenti parte del gruppo.
Nel caso le condizioni diventino più impegnative, è proprio compito del direttore di gita valutare la situazione e mettersi in grado di portare il giusto consiglio ai più inesperti.
Un tempo il direttore di gita veniva volgarmente chiamato capogita, ma i tempi cambiano e viene quindi il momento di aggiornare le tecniche, i materiali e i nomi; adesso, per decisione di consiglio, si chiama direttore, in pratica è sempre quello che si fa il mazzo per lasciare divertire gli altri.

Nel corso della stagione la rotazione dei direttori di gita è piuttosto ampia; alcuni di loro nel passato sono stati presidenti del gruppo oppure hanno effettuato numerose salite anche extraeuropee.

Sono questi gli esperti, che anche quest’anno continuano con la loro simpatia a prestare il servizio per tutti.

Alcune delle gite da loro proposte si svolgono in zone poco battute, come la traversata del Mont du Gran Capelet nella valle delle Meraviglie proposta da Valchierotti e Mamini, pernottamento al rifugio delle meraviglie.
Tre risalite, molte ore di traversata, paesaggi stupendi e soprattutto varietà nei panorami delle Alpi Marittime.

Altre gite invece risultano difficili da farsi senza l’appoggio di un pullmann, come la traversata Piamprato Chardonney proposta da Carlo Sindaco, Massimo Menon, Beppe Gariglio e Carlo Rizzi, e per fortuna continuano ancora a sfuggire a quel tipo di catalogazione che adesso i computer e internet stanno facendo sulle gite classiche (Quante relazioni on-line sono disponibili su cima del Bosco? Quante sulla traversata Piamprato Chardonney?).

Il ritmo tranquillo ma deciso, impegnativo ma non esasperato rispetta la tradizione del gruppo che lo scorso anno ha fatto numerose lunghe traversate (una per tutte la Castello-Crissolo) ed è salito in cima al Monte Bianco.

Lo spirito è l’accoglienza dei nuovi nel gruppo nel rispetto delle tradizioni di montagna. Qualche volta potrete sentire il gruppo cantare una volta arrivato in vetta.


A partire da quest’anno nuovi capigita, simpatici e preparati, ci affiancheranno nelle nostre uscite.

Paolo Giacobbe, una giovane promessa di 18 anni ricca di entusiasmo contagioso, con la parlantina contagiosa, ci accompagnerà sulla Palasina, prima gita di stagione, con l’aiuto del veterano direttore di gita Giovanni Pagotto.
La salita non presenta difficoltà di rilievo, ma è il primo appuntamento sociale della stagione in cui invitiamo anche coloro che sono stati soci del nostro gruppo negli anni passati e che in quest’occasione vogliono venire a trovarci.
Si dorme in rifugio e si resta insieme, il giorno dopo si compie poi una gita assolutamente alla portata di tutti.

Giovanni Ballocca e Marcella Jorfida, una giovane coppia proveniente dalla Scuola di scialpinismo, ci comunicheranno la loro simpatia e la loro “Wilderness” nella traversata Limonetto Vernante, una classica salita delle loro valli.
Non ci perderemo sicuramente, ci sarà anche Enrico Leinardi, che adesso vive da quelle parti e conosce ogni angolo della zona.
Speriamo solo di avere neve fino a bassa quota, per poter arrivare fino a Vernante sci ai piedi.
Scoprirete cosa vuol dire “wilderness” conoscendoli meglio, magari con loro porteranno anche il loro simpatico cane.

Riccardo Baldi è capogita nella traversata della Punta Clotesse; una traversata bella e impegnativa in piena valle di susa e partenza da Chateau Beaulard.
A partire dal passo di Desertes la salita diventa ripida e impegnativa, sicuramente di soddisfazione nel caso di bella neve.
Un aneddoto: qualcuno di noi che ha già fatto questa salita dice che l’impegno richiesto è stato importante, qualcun altro ha detto che il proprio nipotino la farebbe con il bob.
La verità di solito si trova nel mezzo, quindi andremo ad affrontare questa salita con la giusta preparazione e il giusto spirito.

Luca Gandini si impegnerà sulla traversata del Mont Velan, m3708, una salita complessa e una discesa piuttosto impegnativa e ripida, ma di grande soddisfazione. Qualche volta per superare il primo tratto di discesa si possono attrezzare delle corde fisse per scendere oppure si gradina il tratto in discesa. Le sue valutazioni saranno comunque appoggiate da due capigita ormai di lunga data, Leinardi e Corradin, che hanno già effettuato questa traversata lo scorso anno e che vogliono riproporcela.

Sempre Riccardo Baldi e Lorenzo Cerutti saranno capigita sulla Weissmies, una gita interessante soprattutto da fare con gli sci.
Sono molti anni che questo 4000 non viene riproposto nel programma, per cui molti soci non hanno ancora raccolto questo quattromila.
Andremo a farlo in chiusura di anno, speriamo con neve bella e assestata

Sempre in chiusura di stagione avremo una gita interessante, per la regione scelta (la Valle dell’Orco) e per i capigita coinvolti.
Da ormai qualche anno ci segue un gruppo che fa parte del CAI di Rivarolo, di base del canavese.
Abbiamo quindi messo tutti quanti capigita (esiste un limite ai capigita?) un po’ perché sono tutti ottimi scialpinisti, un po’ perché così potremo vedere la loro organizzazione all’opera. Alessio Berretto, Tiziana Cravero, Renato Poro Marchetti, Stefano Merlo, Barbara Vironda sono nuovi capigita soltanto per noi, per qualcun altro sono volti già conosciuti.

Insomma anche quest’anno si comincia con i buoni propositi e con la neve già in pista, sarà poi lo spirito dei soci che vorranno partecipare a queste gite a fare il resto e dare l’impronta alle salite.

Sempre in sicurezza e in amicizia.

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