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Serata “Cuore da Sportivo”

Mercoledì 26 novembre.

Ovvero il giorno prima del ventisette, numero magico che vede il rimpinguarsi dei ns esangui conti correnti (almeno per qualcuno).

Per quei pochi che ancora hanno lacune su come investire i propri “sghei” ecco che il ns sponsor “Cuore da sportivo”, guarda caso ad inizio anno, ci viene incontro proponendoci irresistibili ed innovativi prodotti, frutto dei più recenti sforzi delle tante ditte di sci, di pelli di foca, di attacchi, di scarponi, di abbigliamento, ça va sans dire, super-tecnico.

Una larga parte dei giocattoli che Federica e Francesco ci mettono in bella mostra nella ns sede è visibile sulla nuovissima guida di SKIALPER reperibile in edicola da alcune settimane; il vedere questi prodotti però “dal vivo” è una appagante esperienza ed un consiglio, da parte di chi si occupa professionalmente di queste attrezzature, può farci risparmiare soldi e tempo in infruttuose ricerche.

Ecco una breve analisi del mondo delle attrezzature passate in rassegna:

SCI

Certo che esiste lo sci “all-round” che possiamo usare su qualsiasi tipo di neve ma, come ribadiva e non per la prima volta Francesco, oggi giorno gli sci si sono molto “specializzati”.

Senza tirare in ballo il mondo RACE (che pure costituisce forte settore di interesse per i medesimi produttori di materiale più tranquillo) è impensabile mettere sullo stesso piatto uno sci da freeride (pensate ai “padelloni” da due chili con superfici portanti ampissime!) ed un nervoso speed-touring da mille grammi con geometrie che DAVVERO (sich!) ricordano uno sci anziché una tavola da surf!!

A complicarci la vita è intervenuto anche un nuovo studio che prevede una innovativa ripartizione dei pesi, arretrando l’appoggio della spatola anteriore ed “anticipando” la fine dello sci; tutto ciò dovrebbe servire a migliorare la presa di spigolo e concederci una sciata più divertente, con ingressi in curva facilitati; per non parlare del profilo laterale nonché “sciancratura” che semplifica la conduzione nelle curve ma riduce la tenuta nei traversi ….
Il ricorso alle sciancrature esasperate di alcuni anni fa si mantiene “moderato”, in linea con quanto già presente l’anno passato.

Obbligatorio citare le “multi-sciancrature” (che si esprimono attraverso il “raggio di curvatura” ovvero una “R” sullo sci) doppie e, qualche volta addirittura triple: alla “R” seguono due o tre numeri, come ad esempio 18/20 oppure 18/21/19 che indicano rispettivamente il raggio di curvatura di spatola/centro/coda.

In questa vastissima offerta lo sci perfetto è una chimera.
Paradossalmente se volete uno sci per tutto dovete rivolgervi nel settore SPECIALISSIMO dello sci… non specializzato.
Che, va da sé, non brilla né su una neve, né sull’altra ma si difende, magari egregiamente su qualsiasi terreno.

A tanti questa stupefacente settorializzazione potrà apparire più una scusa per vendere di più che una reale esigenza.

“Siamo andati avanti per decenni con un paio di sci….” Verrà da dire a qualcuno….

E come negarlo? Permettetemi però di dire che una volta si era più “di bocca buona”; qualsiasi sci e qualsiasi neve (e spesso anche qualsiasi tempo) andavano bene.
Oggi ci si muove con maggiore consapevolezza e… ci si diverte di più.
Non va più di moda l’eroismo esasperato dove ogni gita era una sfida, spesso un’incognita.
Abbiamo acquisito una certa “maturità” e siamo in grado di programmarci un’uscita sapendo che meteo troveremo e su QUALE NEVE scieremo.
Avere a disposizione questi elementi ci consente di giocare d’anticipo: disporre di una attrezzatura in linea con le condizioni che troveremo è un bel vantaggio.

Poi ciascuno decida secondo le sue convinzioni; non potrà però prendersela con il fato avverso!

SCARPONI

L’offerta, quasi al pari degli sci è ormai vastissima.
Lo scarpone è forse l’elemento più costoso nella triade “sci-scarpe-attacchi” se vogliamo restare nel campo dei prodotti di media fascia.

Ancor prima che di comfort (assolutamente inderogabile) occorre, a mio giudizio, trovarne un paio che aderisca al nostro “stile” di sciata.
Lo scialpinista che arriva dalla pista ed è un ottimo sciatore si troverà bene con uno scarpone che “chiuda bene” in discesa, piuttosto rigido, magari anche un po’ più pesante.

Mentre l’amante dei lunghi raid o delle gite da 1800 metri di dislivello difficilmente digerirà uno scarpone pesante.
Dove “pesante” è tutto ciò che supera i 1200/1300 grammi a scarpa, questi i limiti odierni delle attrezzature.
Se anni fa erano nettissimi i limiti tra il mondo RACE ed il mondo TOURING sempre più modelli ormai cercano di salvare capra&cavoli offrendo modelli ponte che si prestino ad una interpretazione tradizionale ma offrano al garista/velocista occasionale la possibilità di non sfigurare.

Alcuni modelli, penso al Dynafit TLT 6 nelle due versioni Mountain e Performance, sono risultati così perfetti che gli stessi produttori non hanno apportato modifiche sostanziali tra la stagione 2013/2014 e l’attuale 2014/2015.
E questo, in un periodo dove la rapidissima obsolescenza è la norma, è un dato fortemente sintomatico della validità del prodotto.

Curioso ed interessante, ma forse solo per pochi e già presente in un paio di modelli, la possibilità di passare dalla posizione di salita a quella di discesa SENZA complicate manovre ed in tempi rapidissimi.
La SCARPA con gli F1-Evo permette il passaggio walk/ski in entrambi i sensi con una sola azione e senza intervento manuale sullo scafo.
Parimenti LA SPORTIVA con l’innovativo modello “ Syborg” offre una chiusura “race-ready” che offre le stesse prerogative.

Ovviamente queste “agevolazioni” possono fare la differenza se siete garisti esasperati e la vostra vita è “nelle gare”.
Vero però che, seppur tali miglioramenti arrivano sempre dal mondo della competizione, essi sovente agevolano la vita dello scialpinista domenicale che si trova ai piedi prodotti più validi, più leggeri, più efficienti, raramente (è una osservazione assolutamente personale) più coibentanti, se siete tra coloro che patiscono il freddo ai piedi.

ATTACCHI

Pare assodato il dominio assoluto ed incontrastato del cosiddetto. “attacchino” che, apparso sul mercato nei primi anni 90, ha ormai superato i venti anni di età e, nelle tantissime versioni aggiornate, ha “piegato” alla sua volontà produttori del calibro di DIAMIR che ormai presentano modelli come il VIPEC12 che, pur arricchito di congegni di sicurezza innovativi ed originali, sfrutta la tecnologia LOW-TECH (pin), quella appunto dei succitati “attacchini”.

E se per gli sci la riduzione di peso è stata (in un panorama temporale pluriennale) imponente, per gli attacchi oserei dire è stata non di meno impressionante.
Senza arrivare ai 117 grammi di ATK Race, l’ottimo VIPEC12 della DIAMIR pesa 480 grammi offrendo parametri di sicurezza di sgancio, imcomparabili con un “rigido” attacco di gara (se acquistate un attacco da gara il negoziante vi farà firmare un foglio di “scarico responsabilità, ovvero vi renderà edotti che l’attacco NON risponde alle normative europee sulla sicurezza e che , pertanto, siete gli unici responsabili in caso di lesioni procurate per la mancata apertura dell’attacco in caso di caduta)

BASTONCINI

Non godono certo della stessa attenzione di cui si fregiano i materiali di cui sopra però anch’essi, nel loro piccolo, sono stati oggetto di una profonda innovazione.

Mi sembra avere colto, nella vasta gamma di modelli presentati da Federica e Francesco, un certo abbandono dei super-scomponibili che composti da tre (qualche volta anche quattro!) elementi diventavano cortissimi se ripiegati.
Il loro principale vantaggio era la comodità di trasporto.

Anzi, ho notato non pochi modelli di “mono-pezzo” il che sembra volere dire che i multi-segmento, al di là dei possibili problemi di chiusura (che emergono solo dopo un considerevole utilizzo e puntualmente in condizioni critiche) sono decisamente meno robusti.

Grande attenzione all’estetica ed al peso: sono tutti decisamente accattivanti e pesano ormai anche meno di 200 grammi a bastone, una cifra davvero contenuta.

Non erano presenti in sala (ma forse perché il pubblico non lo esigeva) bastoni con le rotelle “piegabili” molto apprezzate dai ripidisti estremi. C’è da dire comunque che l’elasticità delle plastiche attuali compensa già da sola questa esigenza.
E, se mai si rompe, cambiare una rotella in plastica, costa pochi euro.

Anche i lacciuoli, oggetto di discussioni, in taluni modelli non sono presenti (per la pericolosità in caso di valanghe).
La famosa “paperella” che è l’unico tipo di rotella presente nelle gare equipaggia più di un modello da touring: è sicuramente vantaggiosa in salita ma penalizza un po’ la discesa in quanto la sua superficie di appoggio è limitata.

I materiali sono ormai spaziali: oltre al sempreterno alluminio, vi sono carbonio e titanio.

ABBIGLIAMENTO

Erano presenti molti tipi di guanti fra i quali ognuno poteva scegliere il modello a lui più confacente.

Presenti anche (ma richiesta spesso dai regolamenti di gara!) i piumini tecnici “comprimibili”.
Si tratta di capi tecnici che, magari poco impermeabili e poco traspiranti, assicurano comunque un ottimo isolamento, specie se indossati una volta in punta ed in presenza di vento (è sufficiente un refolo a 5-10 km/h a tremila metri per patire rapidamente il freddo).
Hanno la caratteristica di diventare piccolissimi quando reinseriti nella loro sacca e pesano pochissimo.
Sono un capo raccomandatissimo per qualsiasi frequentatore delle terre alte e l’unico difetto (oltre al prezzo non proprio economicissimo!) è una certa intolleranza all’umido per cui vanno bene solo per la discesa o comunque in attività in cui non si sudi.

Altro elemento di abbigliamento presente erano le calze; anche qui ormai superspecializzazione: rinforzi nelle aree di sfregamento specifiche dello sciatore, utilizzo di tessuti anti-batterici, costi non proprio bon-pat….

CONCLUSIONI

Queste sono soltanto alcune impressioni, del tutto personali ed arbitrarie.

Incomplete e vaghe, potrete perfezionare quanto ho scritto recandovi di persona dal nostro sponsor che (immagino) sarà ben lieto di “rettificare” miei possibili svarioni e avrete così modo di “testare” de visu le ultime novità del settore….

Un ringraziamento comunque a “Cuore da sportivo” per il sostegno e la disponibilità.

Cai Uget