Tutti gli articoli di Elena

TSEUCCA MIA

Ovvero scialpinismo nel magico mondo di Otemma

 Carissimi e fortissimi Alpiniste e Alpinisti,
per degnamente commemorare la grandiosa impresa testé conclusa, vi invio qui in calce il testo integrale della canzone “Tseucca Mia” nella mia traduzione originale dal patois du Valais. Spero vi ricordiate l’aria, per poterla canticchiare, ripensando alla bella cima e al romantico bivacco:

TSEUCCA MIA
Tseucca mia, amata ci-ima
sei la più ambita, con ogni cli-ima,
se io ti guardo, dal mio biva-acco
non mi sento, per nulla stra-acco.
Saliamo insieme, in sei auda-aci
ma a chi riposa, tu pure pia-aci;
sulla farina, e sul tuo fi-irn
con i miei sci, feci la fi-irm
Tseucca mia, amata ci-ima
Tseucca mia, amata ci-ima
ti ho posseduta! deh, che autosti-ima
ti ho posseduta! deh, che autosti-ima.

Ho ripreso una email che Paolo-Popino o Popi-Paolino, che dir si voglia, inviò all’allegro gruppetto di scialpinisti, da poco reduci da un giro in sci di tre giorni a cavallo tra Italia e Svizzera, più precisamente tra Valpelline e Vallese. Le note scherzose e la sonorità straziante di questa “canzone-inno” composta da Paolo sono focalizzate su una delle montagne salite in quei giorni, la Tseucca appunto. Ancorché questa cima fosse, prima di questo giro, sconosciuta ai più, già mi aveva attratto alcuni anni addietro, quando ebbi l’opportunità di conoscerla e di salirla durante un altro, quasi analogo, raid scialpinistico. Continua la lettura di TSEUCCA MIA

Il nostro “falso” Nuovo Mattino

La primavera è alle porte ma, aihmè,  siamo diventati ROSSI!
L’amico scrittore Carlo Crovella  ci regala un bel racconto già pubblicato su GognaBlog il 27 marzo 2017. Buona lettura …

Conobbi così i californiani della città più distante da Frisco che esista al mondo: Motti, Grassi, Galante e i loro colorati compagni… tra Kerouac e Pavese, fra la voglia di diventare dei “grandi” riconosciuti e quella di vivere nuove avventure, di vedere nuove cose, o rivedere quelle vecchie in maniera diversa, meno asfissiante…
(
Andrea Gobetti, Una frontiera da immaginare)

È oramai storicamente conclamato che la conclusione del Nuovo Mattino coincida con la scomparsa di Danilo Galante (Gran Mantì, maggio 1975). Questa indiscutibile affermazione va però riferita al “vero” Nuovo Mattino, quello dei big, dei personaggi di spicco. In realtà è esistito, almeno nell’ambiente torinese, un altro Nuovo Mattino, un movimento parallelo, una specie di sottobosco costituito da una moltitudine di 18-20enni che, come il sottoscritto, si sono affacciati all’arrampicata nella seconda metà degli anni ’70. Il “nostro” Nuovo Mattino è quindi durato ben oltre il maggio del ’75, anzi per certi versi si è innescato proprio quando il Nuovo Mattino vero si stava spegnendo.

Una storica copertina di Scàndere: Marco Camanni sulle placche finali di Itaca nel sole (Caporal, Valle dell’Orco). Si noti la contemporanea presenza di elementi “classici” (la staffa, il casco Galibier, la camicia a scacchi) e di novità tecnico-comportamentali  (le varappes, la tuta, i primi chiodi a pressione)

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Il rifugio che accoglie

Ecco un bell’editoriale dell’amico Enrico Camanni tratto dall’ultimo numero del web magazine Dislivelli (febbraio-marzo 2021)

La distinzione tra rifugio o albergo si fa sempre più labile. Oggi il rifugio è un luogo che accoglie e rifocilla l’escursionista, ma è anche un crocevia d’incontro di scambio. E come sempre, più la città è distante, più il rifugio acquista senso.

Spesso ci si chiede: ma quello è un rifugio o un albergo? La domanda è legittima perché la distinzione appare sempre più aleatoria, ma un modo per distinguerli esiste. Se le parole hanno un senso, anche il più solido rifugio di montagna dovrebbe essere un ricovero provvisorio. Un rifugio è sé stesso nella bufera, nel temporale, nella notte, nel bisogno. Per qualcuno nella catastrofe. Quando il 21 dicembre 2012 la profezia Maya paventò la fine del mondo, ci fu chi si preparò a fuggire in un rifugio di alta montagna.

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Storia di un soccorso in Romania

In questi tempi pandemici è difficile immaginarsi il futuro ed allora riemerge il passato col proprio vissuto e coi propri ricordi. Ecco dunque un episodio un po’ particolare relativo ad un trekking in Romania.

Questo racconto vuole semplicemente essere un omaggio ed un ringraziamento agli amici rumeni di Salvamont, l’organizzazione del soccorso in montagna, che opera sulla catena dei Carpazi, in Transilvania nel cuore della Romania. Tanto per capire: i Carpazi, a dispetto delle loro altezze non vertiginose, sono un gruppo di montagne impervie e niente affatto banali. Eravamo partiti per la traversata dei Monti Fagaras, il gruppo di montagne e cuore dei Carpazi che comprendo le più alte cime della Romania, il Negoiu 2537 m ed il Moldoveanu 2543 m. Il gruppo di escursionisti era composto da 18 persone del CAI di San Vito al Tagliamento e del CAI UGET di Torino; iniziò il trekking con una prima tappa da Cabana Poiana Neamtului a Cabana Negoiu. L’ambiente è quello di vaste foreste di conifere sovrastate da impervie e rocciose vette: contrasto tra silvestri radure e monti severi.

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Otto marzo, si sale di quota. Donne in montagna, variazioni sul tema

Maria Antonia “Tona” Sironi, alpinista, traduttrice e scrittrice; Anna Torretta, guida alpina; Eleonora Saggioro, gestrice di rifugio, e Hildegard Diemberger, docente di antropologia sociale all’Università di Cambridge, saranno ospiti della redazione di Montagne360 e de Lo Scarpone per parlare di alta quota, culture, vita e lavoro in montagna. L’appuntamento, organizzato dal Club alpino italiano per festeggiare la Giornata internazionale della donna, è per lunedì 8 marzo 2021 alle ore 18.30, in diretta social su Facebook e Youtube, sui canali ufficiali del Cai

Cai Otto marzo

Cosa ha significato ieri e cosa significa oggi per una donna scegliere la montagna e l’alpinismo come orizzonte di vita? Qual è la condizione delle donne in culture ed economie profondamente legate alle altissime quote come quelle himalayane? E cosa comporta oggi svolgere una professione di montagna?

Quattro donne di generazioni diverse con la montagna come punto di riferimento

A rispondere a queste, e ad altre domande, nella diretta social “Otto marzo, si sale di quota. Donne in montagna, variazioni sul tema” saranno Maria Antonia “Tona” Sironi, alpinista, traduttrice e scrittrice; Anna Torretta, guida alpina; Eleonora Saggioro, rifugista e Hildegard Diemberger, docente di antropologia sociale. Quattro donne di generazioni diverse, che hanno fatto della montagna il proprio punto di riferimento, la propria professione e una scelta di vita. Continua la lettura di Otto marzo, si sale di quota. Donne in montagna, variazioni sul tema

Sulle tracce del lupo

VENERDI’ 12 MARZO ORE 17,30
ISCRIZIONE GRATUITA
Per iscriversi inviare mail a conferenze@unitrevenaria.it

In questo periodo vi è una diffusione fuorviante tra a mass media, riviste locali e social vari: informazioni a volte non corrette e non obiettive riguardanti il lupo.
“Ma il lupo è così pericoloso?
Perché è nato il conflitto tra uomo e lupo?
Perché la sua presenza è importante per la natura?
A cosa serve il monitoraggio del lupo? In cosa consiste?
E’ giusto prendere decisioni non controllate?”
Sono le domande che ci poniamo!
In questo incontro cercheremo di dar risposte soddisfacenti, dato che non siamo tecnici, ma semplici volontari CAI; volontari formati dalla Life Wolf Alps, e cercheremo di chiarire, in modo conciso, tutto ciò che riguarda il comportamento del lupo e la sua evoluzione.
Il CAI non solo si occupa di alpinismo, escursionismo ecc., ma anche di ambiente, la conoscenza, lo studio e la tutela dell’ambiente sono priorità che sempre ha perseguito.
Conoscere, informare, educare e sensibilizzare sono priorità che il CLUB ALPINO ITALIANO si impegna di divulgare.

La speleologia ai tempi del Covid

Segregati in casa a causa delle note limitazioni, ci siamo detti che questo momento, privo di alternative maggiormente allettanti, fosse un’opportunità unica per portare il catasto speleologico di Piemonte e Valle d’Aosta finalmente online.

Dall’idea è quindi nato il progetto che, pur non riscontrando entusiasmo a livello delle istituzioni regionali, è invece stato accolto e realizzato sotto l’egida dell’Agsp.

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È in edicola Meridiani Montagne “Prealpi Liguri e Finalese”

Meridiani Montagne è la rivista di montagna e di cultura alpina più diffusa e amata in Italia. Ogni monografia accompagna con passione alla scoperta delle più belle cime dell’arco alpino, un territorio che custodisce molteplici identità culturali, ambientali, naturalistiche ed etnografiche, tradizioni e storie senza tempo. Ogni numero di Meridiani Montagne presenta in modo esaustivo la meta senza tralasciarne il percorso storico e antropologico e affrontando tutti i modi di viverla: l’alpinismo, l’escursionismo, le passeggiate, la cucina, i libri.
PREALPI LIGURI E FINALESE 

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Gianluca Gasca: mi sono perso in Appennino

Un viaggio lungo la spina dorsale di un’Italia dimenticata dal turismo e dai villeggianti moderni. Il racconto di un Appennino che resiste. Vuole essere questo il libro “Mi sono perso in Appennino” (Ediciclo Editore), scritto da Gian Luca Gasca dopo aver compiuto a fine 2016 un percorso, con il supporto del Club alpino italiano, in parte con i mezzi pubblici e in parte a piedi, per cercare di raccontare una montagna diversa da quella delle consuete salite alpinistiche.
Durante il viaggio, l’autore ha incontrato diverse personalità del mondo appenninico, come Francesco Guccini, Michele del Giudice, Luca Calzolari e Stefano Ardito. Continua la lettura di Gianluca Gasca: mi sono perso in Appennino

Franco Perlotto: le mie scalate solitarie

Al nostro rifugio Monte Bianco in Val Veny con l’amico Alex Campedelli, che da qualche mese ne è il gestore,  possiamo trovare un collaboratore di eccezione: l’amico Franco Perlotto.
Franco è stato negli Anni 70-80 uno dei più grandi alpinisti, non soltanto italiani. Purtroppo di buona parte della sua intensissima attività di quel periodo resiste scarsa eco soprattutto perché fu fatta spesso in solitaria.
Di seguito un suo breve pensiero su quel fantastico momento della sua vita …
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