Rocca Vautero

By Francesco • giugno 26th, 2012

Una piccola palestra di roccia nei pressi di Pinerolo? Difficile realizzarla e soprattutto difficile trovare un sito
adatto… Rocca Sbarua e Rocca Barale svettano per bellezza e importanza e grandi nomi dell’arrampicata e
dell’alpinismo hanno calcato le loro pareti tracciando vie ardite.
L’obiettivo non è quello di competere con grandi alpinisti o scalatori ma di ricordare con un atto concreto e
tangibile tre amici: Andrea Cane, Guido Ottone e Michele Pelassa, che ci hanno fatto scoprire con la loro
simpatia e competenza la passione per la montagna e le sue mille sfaccettature.
Rocca Vautero, un monolite di circa 70 m che guarda la Val Noce, ben visibile dalla piana, ci incuriosisce.
Decido di fare un sopralluogo in compagnia di mio fratello Valerio e di Chiara. Una scala in legno a due
rampe permette di raggiungere agevolmente la sommità. Diamo un rapido sguardo e scorgiamo subito i segni
di arrampicatori che hanno scalato la Rocca scegliendo le vie più logiche. Notiamo chiodi e vecchi spit
posizionati in vari punti ma ormai resi insicuri dal trascorrere del tempo. E’ deciso… contattiamo il buon
Silvio Tosetti istruttore di alpinismo della Scuola Alberto Grosso (CAI UGET). Silvio ha esperienza di
chiodatura e sa “leggere” la roccia, può darci una mano. Si dimostra entusiasta e disponibile e in un men che
non si dica ci troviamo appesi a due mezze corde a ragionare sul da farsi. Ci procuriamo gli spit e la scelta
ricade sul materiale Inox della Raumer famoso per la sua affidabilità. Per effettuare i fori ci “trasciniamo” in
cima un motogeneratore da 40 kg e un trapano tassellatore elettropneumatico… vi risparmio le scene
comiche che si sono succedute nella gestione del materiale. Piazziamo le soste e lasciamo a Silvio e a Carla
il duro lavoro di tracciare le vie di salita. Aiutandosi con chiodi e nut, Silvio inizia a tracciare la linea di
salita della via Andrea Guido e Michele (vero obiettivo del progetto). Non sarà né facile né veloce… il
muschio e alcune rocce poco stabili rendono il lavoro duro e a tratti pericoloso. Chi la dura la vince e la via
inizia a prendere forma, intorno scorgiamo vecchi chiodi e cunei di legno, segno di intrepidi arrampicatori
del tempo che fu. Passiamo intere giornate appesi alle corde con trapano, prolunghe elettriche, spit, martello
e chiavi inglesi piazzando le protezioni nei punti che ci ha segnalato Silvio. Scendiamo stanchi, sporchi ma
soddisfatti.
I lavori si susseguono con ritmo altalenante e a tratti il lavoro di pulizia della roccia dal muschio sembra
troppo impegnativo tanto da farci temere un fallimento. Passa il tempo e… torna la voglia, si ritorna a
“penzolare” con la spazzola di saggina in mano a lottare con il muschio. Intanto Silvio e Carla continuano
l’opera di tracciatura, si decide di completare un progetto di ignoti che sale sul lato est della Rocca. La via
prenderà il nome di Masso Errante dopo che io e mio fratello Valerio, nel tentativo di mettere in sicurezza il
primo tiro, ci troviamo ad armeggiare con un masso instabile di dimensioni veramente notevoli. A farne le
spese sarà unicamente la mia corda intera… recisa di netto dal masso in caduta libera. Silvio traccia una tiro
di 30 m sul lato sud/ovest della Rocca sfruttando un estetico diedro. Chiara aiutandomi nell’ardua opera di
pulizia da muschi, licheni e dalla curiosa festuca che abbonda nelle fessure propone il fantasioso nome di
Diedro Erboso. Silvio ci fa notare la scarsa attrattiva del nome per gli arrampicatori e, in ricordo dello
scambio di idee, optiamo per il simpatico Diedro e Basta.
Mancava un monotiro di puro divertimento… da fare più per gioco che per soddisfare velleità alpinisticoarrampicatorie.
Ci pensa Valerio che si inventa un corto tiro su strapiombo di circa 10m. Verrà chiamato Vai
Su per ricordare il prezioso consiglio che Valerio è solito elargire a chi gli chiede come superare un
passaggio ostico.
I nomi che identificano le vie e i tiri sono stati incisi su legno dal laboratorio artigianale Fabersum di Andrea
Patrucco che ha realizzato dei piccoli capolavori.
Non vi resta che godere della piacevolezza del panorama che si può ammirare dalla cima di Rocca Vautero,
non prima di averla conquistata arrampicando!
Buona arrampicata nel ricordo di Andrea, Guido e Michele…
Vilfredo Vai

mappa Rocca Vautero

 

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