Uscita 4 del 18.03.2007: Turge de la Suffie

Driiiinnnnn driiiiiiiiiiinnnnn driiiiiiiiiiiinnnn…- Pronto?(voce roca e assonnatissima)….Pronto? – nessuna risposta…Pronto pronto???? Ma chi è questo “pirla” che telefona alle 5.00 del mattino! -…prontooooooo!!!!!(voce nervosa e rissosa) e neanche risponde…maleducato!!!che scherzi sono questi…Mi alzo dal letto davvero incarognita cercando di rispondere, il telefono continua imperterrito a suonare sempre più forte…poi guardo meglio quel telefono: rotondo e con lancette… complimenti Elisa sono 10 minuti che cerchi di rispondere ad una sveglia!e ti sei anche impegnata…
Dopo questo simpatico equivoco inizia la corsa irrefrenabile per arrivare in tempo, obbiettivo: Rivoli ore 6.00, ogni minuto è contato: mentre indosso i vestiti, precedentemente sistemati in ordine strategico per minimizzare al massimo i tempi, mangio pane e marmellata (come consiglia il dott. Matteucci, che allieva modello!) poi salto in macchina e via verso il panda market di Robassomero, primo punto di ritrovo, dove mi attendono Carlo e Fabio. In macchina l’unico sveglio sembra essere Carlo (e meno male perché è lui che guida!) fresco e in forma come sempre, lui sì che è un vero atleta, imperturbabile canticchia Bob Marley mentre Fabio in stato comatoso dorme profondamente sul sedile posteriore…forse i tre quarti d’ora di sonno di stanotte non gli sono bastati!
In perfetto orario giungiamo all’Auchan di Rivoli dove troviamo il pullman con il solito formicolio di gente che scarica e carica: io mi precipito ad occupare i posti dietro, ormai mio compito fisso, Fabio si trascina come uno zombi dal sedile dell’auto a quello del pullman, Carlo scarica e carica…(grazie Carlo!).
Si parte!In pullman tutto tace, a parte la risata contagiosa e inconfondibile del direttore e Roc che continua imperterrito a chiaccherare di continuo nonostante l’ora (incredibilmente non molla neanche nelle salite più impervie!un fenomeno!). Verso Briancon si avvertono i primi segnali di vita soprattutto grazie alla guida sportiva dell’autista nei tornanti e ai suoi originali sfrizionamenti…
Poco dopo verso le 8.00 arriviamo a Le Laus località di partenza della gita (1745 m), la giornata promette bene, il tempo è splendido, la neve scarseggia ma purtroppo dobbiamo accontentarci. Un po’ intorpiditi ci prepariamo fisicamente e spiritualmente per compiere la nostra impresa: raggiungere la Turge de la Suffie (3010 m) con un dislivello di 1265 m.
Definiti i gruppi e fatta la prova ARVA di routine mi avvio felice con il mio gruppo sulla pista da fondo, punto di partenza della gita, ignara che i 1500 metri della gita del giorno prima mi sarebbero costati cari…
La gita inizia dolcemente, il primo tratto della salita è infatti quasi pianeggiante (un buon riscaldamento) e sale gradualmente fino ad arrivare ad un canale che ha procurato qualche problema a noi allievi, da lontano si vedono i primi ruzzoloni a causa della poca neve ghiacciata e i coltelli sono d’obbligo, un tratto difficoltoso ma sicuramente utile dal punto di vista didattico.
Superato il canale si apre il vallone e già si puo intravedere il colle e la vetta, qui facciamo una prima sosta, e Matteucci, mentre ci svestiamo per il gran caldo, ci interroga sulle condizioni della neve e sull’andamento del pendio per individuare la traccia migliore. Definito il percorso e rifocillate le membra si riparte alla volta del colle che sembra però non voler arrivare mai! A questo punto devo ammettere di aver perso un po’ la percezione dell’ambiente e degli altri intorno a me perché ho dovuto concentrare tutte le mie forze su me stessa per riuscire ad andare avanti…Infatti complice il caldo, il poco riposo e soprattutto i 1500 metri del giorno precedente, le mie gambe sembrano dover cedere da un momento all’altro, la stanchezza mi pervade, l’acido lattico si impossessa dei miei muscoli…Il mio istruttore Matteucci cerca di sostenermi e mi incita a tener duro dicendomi che andando avanti nella salita le gambe non potranno che farmi più male…vedo gli altri allievi che mi sfrecciano di fianco ed io a stento mi trascino lentamente sulla traccia.
Non so come sono riuscita ad arrivare al colle e soprattutto non so in che stato ci sono arrivata!!!
Ma comunque una volta giunta lì non potevo non fare un ultimo sforzo per arrivare alla vetta. La vetta della Turge de la Suffie infatti non dista molto dal colle, circa 250 m di dislivello e nell’ultimo tratto si raggiunge a piedi facendo anche qualche passaggio aiutandosi con le mani.
Il panorama da lassù è veramente spettacolare, una volta arrivati la fatica si dimentica in fretta, prende il sopravvento la soddisfazione e una sensazione di benessere difficile da provare in altre situazioni. Arrivare fin lassù è un traguardo, è come una sfida con se stessi, sia fisica che mentale, un’esperienza rafforzata dalla complicità con gli altri che hanno fatto il tuo stesso percorso…e passando alle cose più pratiche e appaganti per il palato ci si può rilassare un attimo gustando e barattando panini, bevande, dolci e dolcini…
Verso l’una ci prepariamo per la discesa e ci lanciamo per il pendio. La neve è buona, sciabile abbastanza facilmente soprattutto nel primo tratto mentre mano a mano che si scende diventa più pesante, più bagnata. Sicuramente sarebbe stata migliore se fossimo scesi un po’ prima.
Mentre scendiamo i primi gruppi assistono ad uno spettacolo insolito per noi principianti, nel versante opposto si stacca una valanga a lastroni e di grosse dimensioni!
Riprendiamo la discesa e qualche capitombolo naturalmente non può mancare soprattutto nella parte finale, nel canale, dove è necessario un maggior controllo per evitare pietre, massi e alberelli; la neve si fa sempre più molle e questo non aiuta (vi risparmio il racconto del mio volo a rallentatore sulle pietre!).
Alla fine del canale ci attende il lungo tratto pianeggiante dove ci abbandoniamo volentieri alla dolce discesa cercando di sfruttare al massimo la poca pendenza, qui ormai la neve è nettamente marcia a tratti dal colore marroncino poco invitante…per fortuna siamo arrivati e da lontano vediamo il nostro mai così caro pullman.
Dopo esserci liberati di scarponi, scarpette, zaini e zainetti possiamo finalmente banchettare tutti insieme, ottimo il liquore spagnolo di Alvaro e i torcetti al cioccolato! Prometto (a Vittorio) che la prossima gita parteciperò più attivamente portando lo strudel più volte preannunciato ma non ancora tangibilmente concretizzato!
Verso le 4.00 sbaracchiamo tutto e ripartiamo verso Torino. Un po’ come all’andata tutto tace (soprattutto nella parte posteriore del pullman) ma la soddisfazione è tanta e la stanchezza ed il torpore sono quasi piacevoli e appaganti.

Alla prossima!

p.s. un consiglio spassionato: andate a letto presto prima della gita e soprattutto non fate gite lunghe il giorno prima se non siete allenati!

Elisa

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