Mario Rigoni Stern – IL BOSCO DEGLI UROGALLI

Dieci anni fa, il 16 giugno 2008, moriva Mario Rigoni Stern, una delle voci più significative del ‘900 italiano. Dal natio altopiano di Asiago alla Valle di Susa: è qui che l’autore fu di stanza nell’agosto del 1941, prima alle casermette “Varese” di Cesana e, successivamente, sul monte Chaberton, per poi essere inviato sul fronte russo.

“Dopo un anno di istruzione (…) lo mandarono verso i confini della Francia. Prima a Susa poi a Cesana, Ulzio, Clavière e, infine, sul monte Chaberton, a più di tremila metri. E qui a scavare mulattiere e strade per i fianchi di quell’alta montagna, dove nevica anche d’estate”.

Il racconto “Vecchia America” da “Il bosco degli urogalli” è, in realtà, dedicato al ricordo di uno zio il quale, pure lui, prestò servizio di leva sulle montagne valsusine. A dire il vero, Rigoni sullo Chaberton non fu stanziale ma si trattò dell’escursione di un giorno: in un altro suo libro racconta che, con altri ragazzini, battezzava Chaberton un mucchio di terra su cui giocare, ricordando i racconti dello zio di “Vecchia America”; trovandosi poi a Cesana volle visitare il monte immaginato nei vecchi giochi.

Cogliamo, allora, l’occasione per riprendere in mano questa bella raccolta che parla non solo di guerra, ma anche delle pratiche di una montagna ancestrale, come la caccia, il rapporto con i cani, le nevicate, l’emigrazione; e di una natura spesso matrigna ma, comunque, sempre da difendere.

Foto di Roberta Cucchiaro: resti del forte sulla vetta