Intervista a Mario Piva – 90 di questi anni!

Mario Piva è nato il 24 ottobre del 1928 ed è socio del Cai Uget dal 1955, risultando quindi uno dei soci più anziani sia per età, sia per appartenenza al sodalizio. In prossimità del suo novantesimo compleanno abbiamo avuto l’occasione di incontrarlo per farci raccontare alcuni aneddoti della sua lunga carriera di Ugetino.

Dapprima Mario incominciò a frequentare la montagna, come molti suoi coetanei, con attrezzature di fortuna, di seconda mano e di derivazione militare e nei momenti liberi che gli lasciava il suo lavoro nei reparti di stampaggio della RIV-SKF. In queste “scorribande fuori porta”, come Rocca Sella o Rocca Sbarua, gli capitò spesso di incontrare persone più esperte, che appartenevano al Cai, e pertanto decise di iscriversi, apprezzandone la compagnia e la dedizione nel cercare di trasmettere ai giovani come lui le conoscenze acquisite.

Fra le numerose avventure vissute in montagna, Mario ricorda sicuramente con maggior piacere la sua salita in solitaria, negli anni ‘50, all’Uia di Ciamarella e l’emozione, dopo aver attraversato il ghiacciaio, all’epoca piuttosto sviluppato, di poter scrivere il proprio nome sul libro di vetta. Parimenti ricorda anche la definizione di “incosciente” appioppatagli da Vulpot, guida alpina e gestore del rifugio Gastaldi (che aveva seguito con un po’ di apprensione l’avventura col binocolo), non appena Mario aveva messo piede, al ritorno, nel rifugio.

Di ben altro genere fu invece un tentativo di salita al Cervino, compiuta con i compagni Frasca, Gallini e Merlino. Arrivati alla cresta del Furggen, viste le condizioni meteo incerte, decidono di salire per una via che garantisca una possibilità di fuga; ma nel corso dell’ascensione, a circa 3500 metri di quota, su di una cengia incontrano due ragazzi in difficoltà, bloccati lì da un’intera giornata. Subito scatta la solidarietà nei confronti dei due giovani che vengono aiutati a calarsi verso il colle; ormai le ambizioni di salita sono accantonate e Mario e compagni iniziano la ritirata, durante la quale il nostro protagonista viene ramponato sulla testa (ovviamente all’epoca senza casco!) dall’amico Merlino. Con una fasciatura d’emergenza proseguono lentamente nella discesa, fino a raggiungere la stazione della funivia, dove arrivano ad impianto ormai chiuso. A questo punto non rimane altro che dirigersi a piedi fino a Cervinia, dove giungono a sera inoltrata. Il medico del paese, dottor Maquignaz, dopo una sommaria visita, giudica la situazione non molto grave, ricuce senza alcuna anestesia i lembi della ferita e propone addirittura ai giovani di ritentare la salita il giorno successivo!

Nel dicembre del 1960 Mario Piva è vittima di un grave incidente stradale che lo tiene lontano dal lavoro e dall’attività in montagna per più di un anno; nasce nel periodo successivo la passione per lo sci di fondo, del quale diventa un assiduo sostenitore e fondatore del gruppo fondistico dell’Uget. Nell’ambito di quest’attività si trova spesso ai nastri di partenza di prestigiose gare come la Marcialonga, alla quale partecipa ininterrottamente per trenta edizioni dal 1976, prima come concorrente e poi nella sezione “Storica” in cui quest’anno è stato il partecipante più anziano.
Numerose anche le presenze a gare internazionali, che gli valgono l’attestato del Worldloppet, certificato che conferma la partecipazione ad almeno dieci competizioni sparse per il mondo, e Mario Piva è stato il primo socio Uget ad ottenerlo.

Ed infine un’ultima avventura in cui Mario ha profuso energie è rappresentata dal “Natale dei bimbi UGET”. La bellissima iniziativa, sviluppata a partire dagli anni della guerra, prevedeva che alcuni volontari, previo accordi con i parroci e sindaci di piccoli paesi delle montagne piemontesi, portassero, la vigilia di Natale, ai bambini tra i sei e i dodici anni, doni di vario genere. I paesi coinvolti sono stati molti nel corso degli anni, ma quello di cui Piva conserva il più vivo ricordo è senza dubbio Frassinere, nella bassa valle di Susa, dove gli Ugetini, viste le notevoli difficoltà di vita per la maestra locale, tagliarono anche una bella provvista di legna per la scuola, che fosse sufficiente per l’intero anno scolastico!

Sicuramente in una pagina non si possono riassumere i molti decenni di vita e di attività di Mario Piva, ma spero di essere riuscita a dare un’immagine della notevole persona che abbiamo nel nostro sodalizio e magari di aver fatto venire la voglia di fare “quattro chiacchiere” con lui nelle occasioni in cui è presente in sede, per conoscere altri aneddoti e avventure della sua lunga esistenza.

Testo di Giovanna Bonfante Foto archivio Piva