Il ValsusaFilmfest 2019: Nel segno di ambiente e montagna

Testo di Linda Cottino

Si è aperta a Condove nel nome di Nuto Revelli e si è chiusa a Venaus con la presenza di Mimmo Lucano la ventitreesima edizione del ValsusaFilmfest, figure entrambe rappresentative dell’anima e delle radici più profonde della manifestazione valsusina, che nel suo dna porta valori come Resistenza, ambiente, legame con il territorio, impegno per dare voce alle persone che vivono in situazioni e luoghi marginali. Oltre naturalmente al cinema, che con le opere in concorso ne costituisce il cuore più intimo, nonché alle altre espressioni artistiche che puntuali nel mese di aprile animano i paesi della valle; quest’anno da Condove a Venaus, passando per Avigliana, Almese e Villardora, Villarfocchiardo, Sant’Ambrogio, Mattie, Chianocco, Bussoleno, Susa e, in alta valle, Chiomonte e Oulx.
L’edizione 2019, con un prologo Off tutto cinematografico nel mese di febbraio e la serata alpinistica con Nives Meroi e Romano Benet (per la cui realizzazione è stato fondamentale il contributo di Cai Torino e Cai Uget), è stata senza dubbio una delle più effervescenti degli ultimi anni. Con l’Ambiente a far da tema portante – inteso come clima che cambia ma anche come montagna propositiva e attiva – gli appuntamenti hanno visto la partecipazione di grandi protagonisti della cultura italiana: dai registi Daniele Gaglianone, Andrea Segre e Marco Ponti, che hanno tenuto tre apprezzatissimi (e gratuiti) workshop, agli scrittori Paolo Cognetti e Bruno Arpaia, con i quali abbiamo incontrato gli studenti delle superiori a Bussoleno, Susa e Oulx; dal teatro di Beppe Gromi con Fabula e Assemblea
Teatro con l’associazione Alé Mey, all’attore Ivano Marescotti, invitato a raccontare della sua poliedrica carriera. Un evento unico e di grande respiro internazionale è stata la conferenza tenuta al Teatro Fassino di Avigliana da Vandana Shiva, l’ambientalista indiana nota nel mondo per le sue battaglie contro le multinazionali dell’agricoltura e gli ogm, insignita
nel 1993 del cosiddetto Nobel alternativo, il Right Livelihood Award.
Tra i personaggi che abbiamo ricordato, in un affollato pomeriggio
alla Biblioteca di Condove, Bianca Guidetti Serra, donna della Resistenza, avvocato che per l’intera vita si è dedicata alla difesa dei diritti dei lavoratori e dei più deboli, e di cui quest’anno (come per Nuto Revelli e Primo Levi) ricorre il centenario della nascita. In questo ampio e sfaccettato quadro di iniziative, uno spazio speciale è stato riservato ai più giovani. Come VFF, infatti, abbiamo avviato un progetto tutto nuovo in collaborazione con Radio Beckwith di Torre Pellice, che con la sua società di produzione video Vibes ha coinvolto gli allievi della Fondazione Casa di Carità Arti e Mestieri di Avigliana nella realizzazione di una web serie, il cui trailer è stato proiettato nei giorni del festival. Anche in questo caso i temi portanti su cui hanno lavorato i ragazzi sono stati l’ambiente e la montagna. Proprio quest’ultima si è resa visibile in più occasioni e in più modi nel corso del VFF; i margari sono infatti scesi a raccontarsi e a far sentire la loro voce, anche con i sonori rondon, in alcune serate e nelle scuole medie con una bella iniziativa intitolata “Ieri e oggi in montagna”.

Il festival si è concluso, come sempre, con la proclamazione dei vincitori del concorso cinematografico e l’assegnazione del Premio Bruno Carli (partigiano, tra i fondatori del ValsusaFilmfest e suo presidente fino al 2002), che quest’anno è andato a Giovanna Marini “per aver mantenuta viva la memoria della tradizione musicale e popolare, per aver raccontato le lotte degli operai, dei contadini e per aver dato voce e riscatto agli ultimi, storie di vita che non sarebbero mai arrivate a un grande pubblico”. Il premio lo ha ritirato per lei Susanna Cerboni della Scuola popolare di musica del Testaccio di cui Marini è presidente onoraria, e per consegnarlo è salito a Venaus Mimmo Lucano, il sindaco di Riace che con la sua visione dell’accoglienza ha saputo affrontare in modo innovativo l’arrivo di chi fugge dai paesi devastati dalle guerre e dalla fame. è stato un finale di grande pubblico e di grandi emozioni, in cui si è annunciato il proposito, dall’anno prossimo, di rendere omaggio con un premio ad hoc a un’altra figura fondamentale per l’associazione ValsusaFilmfestival: Ugo Berga, partigiano, antifascista e fine intellettuale. Nel segno di una manifestazione che resiste malgrado la costante precarietà economica e che vogliamo continuare a realizzare per dare voce a un’idea di cultura e di pensiero. Una nota conclusiva la merita il cinema con il concorso, al quale hanno partecipato oltre 200 opere, il 60% delle quali Cortometraggi, il resto suddiviso tra le sezioni Le Alpi, Fare Memoria, Videoclip musicali e Workshop Laboratorio Valsusa, sezione creata per dare spazio ad autori che non potrebbero competere con produzioni professionali. E ha potuto svolgersi anche “Corti dentro, da giudicati a giudicanti”, progetto che dal 2013, in collaborazione con le associazioni Sapori Reclusi, la Rete del Caffè Sospeso e Cinema e Diritti, porta in alcune carceri italiane le opere finaliste del concorso cortometraggi: quest’anno Scampia, Poggioreale e Fossano. Ma c’è anche il cinema dell’imminente futuro. Il regista e vicepresidente del VFF Luigi Cantore, dopo la realizzazione del cult valsusino Profumo di Resina, ha avviato una nuova produzione, tutta da autofinanziare con un crowdfunding (www. produzionidalbasso.com): Noi siamo i figli della Monce sarà un docu-film sulle Officine Moncenisio, storica fabbrica attorno
alla quale si è aggregata la Condove del dopoguerra. Appuntamento al cinema, dunque, per la prossima XXIV edizione del ValsusaFilmfest.

VINCITORI CONCORSO:

  • Le Alpi Chez-moi di Stefano Crebolu e Angelica d’Ettorre
  • Fare Memoria Bosnia, la pace fredda di Marcella Menozzi
  • Videoclip Non mi scorderò di te di Fabio Fasulo
  • Cortometraggi Viola del pensiero di Fabrizio Nardocci
  • Workshop Laboratorio Valsusa Scarabocchi d’autunno di Giovanni Bellotti – Arci Movie Solipano