Andrea Mellano, l’origine dell’arrampicata sportiva italiana

Chi frequenta le palestre di arrampicata deve tanto a questo uomo. Magari, i meno locals non lo conoscono neppure per sentito dire. Invece, Andrea Mellano, un signorotto ormai con barba e capelli bianchi, ha, per così dire, creato l’arrampicata sportiva in Italia. E molto gli si deve se questo sport, come lui dichiara essere “una sorta di atletica verticale”, sarà prossimamente nelle Olimpiadi di Tokio 2020. Ma andiamo con ordine, perché ogni cosa si non si crea dal nulla, ma come dice un brocardo scientifico, “tutto si trasforma”. Insomma, chi è Andrea Mellano? I frequentatori del Vallone di Piantonetto certamente associano il suo nome alla via al Becco di Valsoera- la Mellano-Perego-Cavaliere. Eppure, la sorprendente semplicità di quest’uomo nasce tra le mura cittadine di Torino.

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CIAO, MI CHIAMO PATRIZIA

Ciao a tutti, mi chiamo Patrizia e sono una socia del CAI (mi piace dire che sono una “Caina”). Raccolgo l’invito dei nostri capi, Mauro e Roberto, che mi hanno spronata a buttar giù qualche riflessione sul trekking appena concluso in Calanques. È difficile esprimere a parole la bellezza di quelle insenature, il colore di quel mare, con le sue mille sfumature. I pini marittimi, con i tronchi modellati dal vento, che sembravano usciti dalle mani di uno scultore.

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VaÍi, Gias e Vaŝtére – Un libro nello zaino

Una domenica sera di alcune decine di anni fa in quel di Carnino, alta Val Tanaro, ci si trovò, da poco usciti di grotta, sporchi, stanchi, infreddoliti e senza macchina (la mia) in quanto alcuni compari, usciti qualche ora prima, avevano pensato di andarsene a Viozene a gozzovigliare. Decidemmo di bussare alla porta dell’ultimo carninese per scroccare una telefonata. Un uomo, seduto a tavola, si alzò, infilò un giaccone e ci diede un passaggio fino a Viozene: la frase – se non ci si aiuta tra noi di montagna…- mi fece capire un sacco di cose.

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5 aprile: un’assemblea generale molto affollata

Quest’anno, come noto, la tradizionale assemblea generale è stata convocata in due tempi: l’8 marzo ed il 5 di aprile. Nella prima tornata, di cui abbiamo scritto nel numero precedente, è stato approvato, alla presenza del notaio, dott. Musso, il nuovo statuto sezionale, conforme allo schema preparato dalla sede centrale del CAI e da quest’ultima già visionato e dichiarato corretto. Inoltre, a marzo, è stato approvato il bilancio consuntivo 2017.

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Roberto Gagna è il nuovo presidente della Sezione

Roberto è nato a Torino nel 1958. Si è inserito nel mondo del lavoro dopo aver conseguito il diploma di ragioniere e oggi ricopre il ruolo di direttore amministrativo di un’azienda del settore della logistica.

Sposato, ha due figli ormai grandi e un nipotino.

Fin dalla giovinezza ha frequentato la montagna come escursionista ed è stato iscritto all’UGET dal 1981. In seguito ha tralasciato queste attività per seguire la carriera sportiva di uno dei figli ed è rientrato nella nostra sezione nel 2014 frequentando il corso di escursionismo. Si è inserito assiduamente nelle attività della Commissione Gite assumendo anche la guida di alcune uscite. Da un anno è responsabile della Commissione. E’ stato eletto consigliere nel 2016 e, infine nel corso dell’assemblea dello scorso 5 aprile, ha ricevuto l’investitura a presidente della sezione.

UN LIBRO NELLO ZAINO: LA VERGOGNA di Claudio Marcato

UN LIBRO NELLO ZAINO: LA VERGOGNA di Claudio Marcato

Claudio Marcato scrittore non per professione, grande appassionato di storia, ha avuto negli anni novanta il grandissimo merito di riportare in auge il romanzo storico piemontese. Lo ha fatto con 4 libri splendidi, di cui “La vergogna” rappresenta forse la pagina storica meno nota. Siamo in Piemonte dopo i falliti moti del 1821 che videro il tentativo di imporre la costituzione da parte di elite intellettuali e militari.

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C O N F I N I

Adesso.

Colle di Valle Stretta.

Esattamente a un anno di distanza, chi scrive è ritornato con zaino e bastoncini su questo colle, un paio d’ore sopra Valle Stretta, in una giornata di luce limpida. Le montagne della Savoia e delle Alte Alpi, rispettivamente davanti e dietro di me, si delineano fino all’orizzonte. Colle è confine.

I due lati della croce indicano due regioni francesi; ma, se questo luogo è stato confine per centinaia di anni, nel frattempo si trasformavano i confinanti dei due lati, in un tourbillon istruttivo sulla precarietà della Patrie. Andando a braccio, approssimando nomi di nazioni (un serio studioso di Storia storcerebbe il naso), io mi racconto che qui si sono scontrate e incontrate, per limitarsi agli ultimi quattro secoli, Francia e Italia, Italia e Italia, Italia e Francia, e oggi Francia e Francia: come combinazioni in una formula matematica.

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