Posai la bici…

Continuare a ricordare, non può essere solo un gesto intellettuale. Neppure quando si parla di storia dell’alpinismo. E i ricordi si misurano in sprazzi di tempo che ci vengono donati da chi li ha vissuti; così, Corradino Rabbi, molto conosciuto nella sezione per essere stato anche presidente. Di questi momenti ne ha vissuti parecchi: molti risalgono a più di 70 anni fa, come la sua prima uscita in montagna dove ha posato la bici per prendere la picozza e cavalcare vette. Leggi tutto “Posai la bici…”

Un po’ di storia della sezione: Renato Mamini e il suo Noshaq

Qualcuno dell’agguerrita e solerte redazione di Cai Uget Notizie ha notato su un Liberi Cieli del lontano 1972 un articolo di Renato Mamini sulla sua ascensione ai 7492 m del Noshaq in Afghanistan: un exploit cui forse si era dato poco risalto perché compiuto da un comune alpinista senza pretese. La redazione ha ritenuto opportuno ricordare quella vicenda e il suo protagonista. Eccola in breve.

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Scialpinismo al femminile

Tutti gli anni a gennaio alla presentazione del corso di scialpinismo rimango piacevolmente colpita dall’incremento delle allieve iscritte al nostro corso. Ma a pensarci bene non c’è molto da stupirsi: questo sport è fatto di fatica, determinazione e passione sostantivi che noi donne sappiamo far nostri! La soddisfazione degli istruttori di vederle abbandonare le loro incertezze e illuminarsi in volto a ogni meta raggiunta non ha davvero prezzo. E allora perché non lasciare loro lo spazio di queste pagine per raccontarci come hanno vissuto quest’anno di scialpinismo?

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Bertone. La montagna come rifugio

Alpinista e guida alpina negli anni Sessanta e Settanta, dotato di capacità tecniche straordinarie, Giorgio Bertone è morto nel 1977 in un incidente aereo sotto la cima del Mont Blanc du Tacul. Il racconto della sua breve ma intensa vita, portata oltre ogni limite, è lo spunto per compiere un coinvolgente viaggio alla riscoperta delle genti, dei sentieri, dei luoghi e delle storie che definiscono la cultura montanara e ci svelano la dimensione della montagna come rifugio, essenza del rapporto tra uomo e natura. Leggi tutto “Bertone. La montagna come rifugio”

Cronaca dell’assemblea generale dell’8 marzo 2018

L’ordine del giorno dell’assemblea generale dello scorso 8 marzo era piuttosto stringato: 4 punti per la parte straordinaria e 1 solo punto per la parte ordinaria. In realtà quattro ore sono risultate appena sufficienti per esaurire gli argomenti in programma. Alle 19.00 il commissario Gian Mario Giolito ha aperto l’Assemblea con una breve comunicazione e ha quindi proposto per la presidenza dell’assemblea stessa Andrea Costantino: proposta accolta all’unanimità. Sono risultati presenti 62 soci e altri 68 rappresentati per delega. Leggi tutto “Cronaca dell’assemblea generale dell’8 marzo 2018”

Origine e dialettica del canto popolare Relazioni Armoniche: VALSUGANA

Tra il 1906 e il 1910 venne costruita la ferrovia Trento-Bassano del Grappa, sulla direttrice che avrebbe collegato l’Europa Centrale con il suo ideale sbocco al mare sull’Adriatico attraverso il Brennero. La linea ferroviaria attraversava tutta la Valsugana fino al confine del regno (all’epoca Prillano) dove si collegava alla Bassano-Padova-Venezia. Il mare e i relativi commerci sarebbero stati possibili con estrema facilità in quell’impero Asburgico che pur tremolando nell’alba del 1900 cercava ancora di risplendere.
I quattro anni necessari per la costruzione portarono in Valsugana numerosissimi operai da molte parti d’italia e d’Europa. Se si considera il contemporaneo allontanamento dei maschi locali per il servizio militare (a quel tempo triennale), il corteggiamento alle valligiane era cosa di facile realizzazione… Il fascino esotico dello straniero si fondeva con la carenza di “materia prima” in loco. Di questo sembra raccontare la seconda parte del canto. Nella prima parte invece la storia narra di una visita presso i genitori fuori dalla valle e di un amore partito in guerra.
Nesso logico e grammatica sono l’ultimo dei problemi del canto popolare, cosi come potrebbe essere che Valsugana sia la fusione di due canti di origine diversa. Quello che rimane certo e che, grazie al ritmo incalzante, Valsugana fu uno dei canti preferiti dai soldati durante la prima mondiale, anche per le facili e soddisfacenti acrobazie armoniche che si potevano ricamare sui suoi facili accordi. Le lunghe marce di spostamento o le giornate interminabili in trincea avevano la stessa colonna sonora, augurandosi che “quando andremo fora…” si potesse riferire il prima possibile all’uscita dalla guerra. Ancora oggi è tra i canti più conosciuti e popolari anche per chi non segue il canto corale; l’armonizzazione di Luigi Pigarelli resta la migliore e la più eseguita dai gruppi di tutta italia.

Quando saremo fora
fora della Valsugana
Anderem trovar la mamma
per veder, vedere come la sta.

La mama la sta bene,
il papà l’è ammalato.
Il mio ben partì soldato
chi sa quando tornerà.

Tutti me dis che lu ‘lse
cerca za ’n’altra morosa.
L’è na storia dolorosa
che mi cre’, mi credere non so.

Mi no la credo, ma se ‘l
fusse propri, propri vera,
biondo o moro ancor stasera
’n altro merlo, merlo troverò.


Testo a cura di di Pietro Bastianelli


Approfondimenti: GIAN PIERO SCIOCCHETTI
La ferrovia della Valsugana dalla sua ideazione alla fine della Grande Guerra. Storia di una ferrovia di montagna
Pergine: Edizioni Associazione Amici della Storia, 1998.