Notiziario Cai-Uget Novembre Dicembre 2017

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Ti auguriamo buona lettura.

Arrampicata

Con chi praticarlo:
Scuola di Alpinismo “Alberto Grosso”
La Scuola di Alpinismo organizza un corso di arrampicata su Roccia nei mesi Settembre-Dicembre e un corso di Arrampicata libera in Primavera.

 

Che cos’è l’Arrampicata:
Il termine arrampicata sportiva oggi indica l’insieme delle discipline sportive – discendenti dell’alpinismo – nate a partire dagli anni settanta. Se l’alpinismo classico aveva (ed ha) come scopo quello di ascendere avventurosamente una montagna (per vie tracciate o nuove), l’arrampicata sportiva ha come scopo il puro divertimento o la competizione sportiva, anche lontano da ambienti montani, su vie dove le protezioni (come i chiodi) sono normalmente già presenti, ponendo enfasi sulle abilità ginniche.

L’arrampicata può essere distinta in:

  • Arrampicata libera
  • Arrampicata in artificiale

Gli aggettivi libera e artificiale vengono utilizzati per sottolineare la differenza tra le due pratiche: nel secondo casi si utilizzano aiuti artificiali per compiere la scalata, nel primo no.

Si distinguono diverse specialità di arrampicata in funzione dell’ambito in cui essa si svolge:

  • Su roccia – che si svolge risalendo pareti rocciose in ambiente naturale (falesie)
  • Su ghiaccio – che si svolge risalendo ghiacciai e/o cascate gelate
  • Arrampicata su terreno misto, caratterizzata dalla presenza di due o più tipologie di terreno da affrontare. Ad esempio, ghiaccio e roccia, ghiaccio e neve, roccia e terra. Il terreno misto richiede particolare attenzione per essere affrontato, in quanto richiede capacità, conoscenze e tecniche inerenti diversi metodi di salita.
  • Arrampicata indoor – arrampicata in palestre attrezzate con pannelli artificiali chiamate rocciodromi

Equipaggiamento
Oltre a imbragatura, corda e materiale di sicurezza (cordini, moschettoni, etc), l’arrampicata prevede l’uso di specifiche “scarpette” .Il casco è sempre consigliabile, anche se è diventato fuori moda nell’arrampicata sportiva in falesia, dove il problema non è la sicurezza ma solo l’elevata difficoltà tecnica della scalata, Bisogna pero’ fare attenzione: qualche frammento di roccia si puo’ sempre staccare! Molto diffuso il sacchetto porta magnesite per asciugare le dita. L’abbigliamento dipende dalla quota e dal terreno dove si svolge l’attività: va dalla maglietta e pantaloncini per le piccole pareti (falesie) in bassa quota, senza zaino, al ben piu pesante equipaggiamento delle grandi pareti in montagna. Attrezzatura individuale minima per arrampicata in falesia:: imbragatura, scarpette, casco, discensore-assicuratore (aggiungere l’attrezzatura della cordata!!).
Regole da rispettare:
Buon senso, rispettare la natura ed i luoghi dove si trovano le pareti. Evitare di far cadere pietre

Scala delle difficoltà:
Scala UIAA o Welzenbach: I = facile (poco più che una scala), II = poco difficile (un arto per volta ed impostazione dei movimenti), III = abbastanza difficile (ripido o verticale con appoggi non abbondanti) , IV = difficile (appoggi ed appigli piu rari, richiede allenamento), V = molto difficile (richiede tecnica allenamento ed esame preventivo del passaggio), VI = estremamente difficile (molto delicata o faticosa, richiede particolari movimenti ben studiati e resistenza). Successivamente la scala è stata aperta ai gradi superiori (VII, VIII …. etc)
Oggi giorno la vecchia scala UIAA è stata rimpiazzata dalla scala francese nata nelle palestre di roccia “attrezzate”. Le due scale sono comparabili ma si possono avere sorprese: 4a = IV, 4b = IV+, 4c = V-, 5a = V/V+, 5b = V+/VI-, 5c = VI, 6a = VI+, 6b = VII/VII+, 6c = VIII-, 7a = VIII + …etc

  • quarto grado 4a: Appigli ed appoggi continuano a diminuire. Inizia ad essere necessaria una buona preparazione sia fisica che tecnica applicata alle diverse conformazione rocciose.
  • quinto grado 5a: Appigli ed appoggi ancora più rari. Arrampicata difficile e faticosa che richiede impegno. È necessario esaminare la parete prima di affrontare la progressione.
  • sesto grado 6a: Appigli ed appoggi obbligano ad una arrampicata composta da movimenti precisi e ben studiati. Richiede una buona preparazione fisica completata da un minimo di tecnica ed esperienza.
  • sesto grado 6b+: Appigli ed appoggi estramamente esigui e/o distanti. È necessario un allenamento mirato allo sviluppo della forza e una non indifferente padronanza delle tecniche di equilibrio.

Breve storia dell’arrampicata
L’arrampicata su roccia è una componente fondamentale dell’alpinismo, dove la ricerca di nuovi itinerari ha portato negli anni ’30 alla salita di grandi e difficili pareti di roccia verticale come quelle delle Dolomiti. Sebbene anche l’alpinista classico debba avere delle cognizioni di scalata su roccia, l’arrampicata si è man mano staccata dall’alpinismo fino a formare discipline come l’arrampicata “sportiva” con rigide regole e scopi che di alpinistico hanno ben poco.
Nella prima metà del ‘900 sulle grandi pareti dolomitiche il concetto era leggermente piu vago e quando lo scalatore era al limite, non disdegnava l’uso di chiodi di progressione e staffe, cioè si saliva con arrampicata “artificiale”. L’importante era riuscire a salire la parete “vergine” non ancora salita! Esistevano pero’ già i teorici dell’arrampicata pura, basti pensare a Paul Preuss che nel 1910 giungeva all’estremo di ripudiare il chiodo e la corda!
Con il passare degli anni, non esistendo praticamente più pareti vergini, ci si è cimentati ad aprire nuove linee il più audaci possibile sulle stesse pareti. Un forte slancio all’arrampicata si è avuto a fine anni ’60 ad opera di scalatori formidabili come Reinhold Messner (sebbene più famoso per la salita dei 14 ottomila), i quali portarono il limite della difficoltà superata in libera oltre il VI grado.
Ci si è poi rivolti anche alle pareti “senza vetta”, come ad esempio le pareti della Valle dell’Orco in Piemonte, dove un gruppo di forti scalatori (capitanati da Giampiero Motti e Mike Kosterlitz) concentro’ negli anni ’70 la propria attività su pareti alte solo 200m e sovrastate da pianori alberati, rifacendosi alle esperienze dell’americana Yosemite Valley. Nascono in quel periodo le prime scarpette da arrampicata a suola in gomma liscia che aderisce alle minime asperità della roccia.
Fa parte dell’arrampicata anche il “bouldering”o sassismo, ovvero la scalata senza corda dei massi erratici.
Nel 1985 a Bardonecchia hanno luogo le prime gare di arrampicata, organizzate dagli ugetini Andrea Mellano (CAAI) ed Emanuele Cassara’, con Alberto Risso e Marco Bernardi. Da qui il termine di arrampicata sportiva. Dello stesso periodo è anche la prima grande palestra di arrampicata indoor d’Italia : la palestra Guido Rossa al Palavela di Torino!