Speleologia

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Con chi praticarlo:
Gruppo Speleologico

Che cos’è la Speleologia
La speleologia (dal greco spélaion=caverna e lògos=discorso) è la scienza che studia i fenomeni carsici ovvero le grotte e le cavità naturali, la loro genesi e la loro natura. In quest’ambito, essa si inserisce tra le scienze che studiano la terra ed in particolare i fenomeni naturali che avvengono nel sottosuolo, tra cui il movimento delle acque sotterranee (idrologia ed idrogeologia) e la biologia (biospeleologia).

Come iniziare

Attività recenti – Giunzioni
Si procede per giunzioni. L’estate 2010 ha visto l’unione marguareisiana di Red Bull e O3, unione laica visti i celebranti quanto mai discutibili, seguita dal più corposo collegamento tra l’Abisso dei Trichechi e Piaggia Bella. Il 2011, in piena sintonia esordisce con la connessione, farsesca, tra le grotte valtanaresi Tre Grazie e Grai superiore. Il tutto nel segno dell’atteso collegamento, ancora piaggiabellesco, tra le Gallerie Popongo e la sovrastante Grotta Suppongo che porterebbe a 16 il numero degli ingressi di PB.
Se quasi mai il gesto della giunzione regala informazioni rilevanti, è indubbio che sotto l’aspetto estetico è quanto di più appagante si possa concepire. Si tende però a dimenticare come ogni esito sia il frutto di un lavoro, lungo spesso svariati decenni, da parte di chi, nel corso degli anni ha contribuito alle esplorazioni fino al guizzo finale, il sublime atto della giunzione.
Alla quale sono però stati necessari tutti coloro che hanno attrezzato e attraversato i pozzi , scavato nelle frane, individuati gli innumerevoli “passaggi” giusti che hanno via via arricchito di nuove conoscenze la geografia del luogo e la mente degli speleologi.

Nel caso del connubio tra Trichechi e PB ad esempio, escludendo in partenza i virtuali ringraziamenti al Visconte, divinità locale o, per gli agnostici, alle antiche acque che hanno scavato i passaggi che noi ora percorriamo, occorre suddividere il merito della giunzione in una miriade di frazioni, tante quanti sono gli esploratori che hanno contribuito.
Si inizia quindi con gli imperiesi del GSI che all’inizio degli anni ’80 trovarono l’ingresso e battezzarono i Trichechi, per seguire con la coppia Badino Gobetti che nel 2001 individuarono e aprirono il passaggio dello Scalpo Giallo. Poi squadre GSP con l’importante contributo di fiorentini assortiti e del marchigiano Pupi che indicò il traverso sopra il p.100 che diede nuovi stimoli all’esplorazione. Poi ancora GSP , integrato dal romano Valerio fino al fondamentale apporto toscano di Marco che raggiunse le Gallerie Marilena. Di qui in poi ancora GSP.
Complicato? No, se si pensa a Piaggia Bella. Si parte con Mader che ne segnalò l’ingresso nel 1892, quindi esplorazioni francesi, Club Martel prima parigini e altri poi negli anni ‘50, completati dall’opera, anni 60 e 70, di Claude Fighiera e GSP, che individuarono le vie che ora percorriamo abitualmente, alternative al torrente. Del 1970 è l’esplorazione dei Reseaux ad opera dei nizzardi del CMS e del 1992 il raggiungimento di Reseau E, torinese.
La sintesi del lavoro di centinaia di persone è stata la congiunzione effettuata nell’estate 2010 da due squadre torinesi ampiamente farcite di speleologi romani, liguri e toscani in un buon compendio geografico di sessant’anni di esplorazioni.
Tutto ciò per dire che, a dispetto di rivalità, dispetti, meschinità, idiozie e divisioni che gli speleologi sono bravissimi a creare, in speleologia si gioca sempre tutti nella stessa squadra. E a vincere sono sempre le grotte.