Cai Uget Notizie

1 settimana 2 giorni fa

Casomai qualcuno degli amici di fb o dell'UGET si trovasse sulla strada nei periodi sottoindicati lungo il percorso dei 4 trail che ho intenzione di fare, mi può contattare via messanger o email giusto per fare quattro passi e/o quattro chiacchiere o per dare quattro consigli.
Alta Via dei Monti Liguri:
Tappe previste 17
Dal 5 al 21 giugno
Zero days : 1,5 21 e 22 giugno
GEA – Grande Escursione Appenninica
Tappe previste 12
Dal 23 giugno al 4 luglio
Cammino di San Francesco
Tappe previste 14
Dal 5 al 13 luglio e dal 17 al 21 luglio
Cammino di San Benedetto
Tappe previste 11
Dal 22 luglio all’ 1 agosto

Lorenzo Barbiè

Cascate di ghiaccio

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Con chi praticarlo:
Scuola di Alpinismo “Alberto Grosso”
La Scuola di Alpinismo organizza un corso di Cascate di Ghiaccio nei mesi invernali.

Che cos’è l’arrampicata su cascate di ghiaccio:
L’arrampicata su cascate di ghiaccio è una “relativamente moderna” forma di Alpinismo, che consiste nel salire tratti di ghiaccio ripidissimo se non verticale, che non sarebbero salibili con la tecnica classica ad una piccozza, adottabile al massimo con inclinazioni di 55°-60°. Pietra miliare di questa attività fu la salita nel 1973 del couloir nord-est dei Dru al Monte Bianco, da parte di Walter Cecchinel e Claude Jager, i quali sperimentarono per la prima volta nelle Alpi la tecnica della “Piolet Traction”: usando non una ma due piccozze conficcandole con forza in alto e trazionandosi ad esse con le braccia, aiutandosi con i ramponi piantati anch’essi fontalmente nel ghiaccio.
Gia a fine anni ’50 in Scozia per salire i colatoi ghiacciati del Ben Nevis, Hamish McInnes aveva inventato i primi attrezzi a becca fortemente inclinata, infatti le tradizionali becche diritte delle piccozze tendevano ad estrarsi facilmente dal ghiaccio appena la trazione anziche avvenire verso il basso avveniva verso l’esterno! Gli scozzesi trasferiranno poi nelle Alpi la loro esperienza realizzando itinerari su ghiaccio e di “misto” di difficoltà estrema.
Per vedere pero’ le prime salite delle cascate di fondo valle, formatesi per il congelamento di piccoli rivi d’acqua alle rigide temperature invernali, bisogna attendere la fine degli anni ’70. In Piemonte è rimasta famosa la salita della cascata Ciucchinel in Val Varaita ad opera di Romeo Isaia e Piero Marchisio, a dire il vero salita con tecniche un po approssimative. E’ stato Giancarlo Grassi il primo ad approfondire la tecnica della piolet traction ed ad esplorare sistematicamente negli anni ’80 praticamente tutte le principali cascate del Piemonte, a scrivere quel libro “Ghiaccio dell’Ovest” che sarà la bibbia dei futuri cascatisti di tutta l’Italia. Grassi e Gianni Comino porteranno questa tecnica in alta montagna sui “couloir fantasma” ovvero colate formatesi dalla fusione e rigelo della neve a fine inverno!
Nascono negli anni ’90 i primi corsi di Cascate di ghiaccio del C.A.I. e le case produttrici di materiali da alpinismo realizzano appositi ramponi a 14 punte, con le due punte frontali verticali e rigidità e massa battente maggiori.
Con il passare del tempo le piccozze arcuano sempre piu il manico e nascono forme specifiche che somigliano davvero poco alle loro antenate. Le vecchie viti al titanio vengono rimpiazzate dalle moderne viti in acciaio che si possono piantare con una sola mano. L’arrampicata su cascate di ghiaccio diventa una specializzazione, fioccano i meeting e nascono le prime competizioni.

Equipaggiamento tecnico:
Per salire le cascate occorre tutto il materiale di sicurezza della cordata ed il vestiario per alpinismo tecnico (d’inverno fa freddo) piu le viti da ghiaccio. Attrezzatura individuale: un paio di piccozze da Piolet Traction, un paio di “ramponi da cascata” da montare su scarponi rigidi, guanti e pantaloni impermeabili , ARVA, pala sonda e, assolutamente immancabile, il casco!

Regole da rispettare:
Le precauzioni sono tantissime, vanno dalla attenta valutazione della qualità del ghiaccio, alla valutazione delle proprie capacità in relazione alla difficolta e lunghezza dell’itinerario, il rischio di caduta ghiaccio staccato da altre cordate, la conoscenza della neve e dell’ eventuale rischio di valanghe. Si consiglia vivamente di seguire un corso specifico per approciarsi nel modo corretto a questa affascinante attività

Scala delle Difficoltà:
Dalla classica valutazione generica AD-D-TD-ED si è passati a due scale diverse per valutare la difficolta tecnica e l’impegno globale.
Valutazione Tecnica: 2′ grado = massimo 65°, 3′ grado = 70° con brevi tratti a 80°, 4′ grado = 80° con brevi tratti a 90°, 5′ grado = tratti a 90° piuttosto continui, 6′ grado = lunghi tratti verticali anche per piu lunghezze di corda.
Valutazione di Impegno: I = cascata breve vicina alla strada, II = avvicinamento breve e discesa attrezzata, III = lungo avvicinamento o lunga cascata con discesa buona, IV = grande cascata con avvicinamento e discesa lunghi o problematici, V = cascata di grande impegno con problemi di discesa e pericoli oggettivi.